l’Indeciso! nonno nonno…

30 settembre 2016

…chi è l’indeciso? Prima ho sentito papà che lo diceva allo zio Arturo. Anzi papà ha detto una parolaccia, ha detto “cazzo cosa aspetti a dirglielo, vedrai che prima o poi si stufa di aspettarti e si prenderà un altro ragazzo”

-Veronica ti ho detto mille volte, che le parolacce  non si ripetono. Comunque il papà ha ragione, lo zio Arturo è innamorato di Silvia ed anche lei gli vuole bene. Adesso tu conosci lo zio Arturo è bravo però è un po timido e si vergogna di chiederle se vuole essere la sua ragazza. Anch’io ho visto che quando si incontrano anche se non si parlano diventano tutti e due rossi come due pomodori. Adesso prima che tu me lo chiedi ti dirò che da sempre è l’uomo che dichiara il suo amore alla ragazza che ama.

-Nonno nonno ieri ho detto a Luigino che gli voglio bene, dici che è meglio che non lo dico a papino?

-No principessa non ti preoccupare, non è la stessa cosa. Lo sai che quando ero piccolo il mio amico aveva un asinello che morì di fame.

-Poverino, perché non gli  davano la pappa?

-No, non era poverino anzi ne aveva troppa, pensa che aveva  in un piatto la paglia e in un altro il fieno e sai cosa fece il meschino? Si mise a guardare prima quello con la paglia, poi si girava a guardare goloso quello con il fieno. Però non sapeva decidersi ne così facendo gli venne un forte torcicollo e stramazzò al suolo e morì. Tu cosa faresti se la nonna ti mettesse davanti un bel cioccolatino e una caramella gommosa? Quale mangeresti per prima?

-Tutte due insieme (senza tentennamenti)

-Non ne dubitavo! Tu principessa non sei mai indecisa, perché sei piccola ma quando sarai grande ti capiterà molte volte di non sapere che pesci prendere. Il più delle volte le indecisioni sono dettate dai sentimenti, dalla mancanza di certezze e di fiducia,ecco queste sono quelle che fanno più soffrire. Invece per quanto riguarda i beni materiali fanno soffrire un pò di meno, anche perché normalmente si è meno indecisi.

Nonno , allora gli indecisi sono un po sciocchini?

No principessa! Non sono ne schiocchini e neanche stupidini. Anzi il più delle volte sono persone molto più sensibili e educati degli altri. Anzi proprio quest’ultima caratteristica passano per fessacchiotti agli occhi degli altri, ma non di tutti solo di quelli più ignoranti e cafoni. Per esempio un rappresentante del popolo dovrebbe dare sempre il buon esempio, ma lui quando viene eletto gli viene tolta qualsiasi forma di indecisione e cerca di prevaricare e rubare a quelli più bravi e migliori di lui.

-Nonno nonno, poi cosa succede a questi cattivi?

-Cara Veronica vanno all’inferno!

Scorcio di campagna pavese

28 settembre 2016

-Caro Roberto, Luigi ha una sua particolare visione del mondo, normalmente i suoi molti apprezzamenti delle cose che ci circondano per  lui assumono valori diversi dai nostri. Probabilmente vive nel secolo sbagliato, difatti ha sempre sostenuto che, recenti studi approfonditi hanno stabilito che il secolo in cui l’uomo é vissuto più felicemente sia stato il ‘700.  Rolando sorridente dice:

-Sai, molte volte mi chiedo come una donna della bellezza di Rossella possa essersi  innamorata di Luigi. Sono completamente diversi, quando discorrono non vanno praticamente d’accordo su niente. anche politicamente sono agli antipodi.

-Roberto!  Penso che, sia nella natura delle cose, difatti i poli positivi e negativi si attraggono, comunque è indubbio che, la loro convivenza funziona. Quando Luigi  parte con i suoi voli pindarici vediamo  tutti la capacità di fascino che emana con il suo particolare linguaggio.

-Si! In effetti si completano, la stima reciproca  serve ad appianare eventuali divergenze di vedute, come succede alla maggior parte delle coppie dopo anni di convivenza.    Stiamo un po’ in silenzio assaporando gli odori della campagna che ci circonda e della natura che va in letargo. Guardo le colline sullo sfondo, penso che fra poco si riempiranno di neve ammantandole di coltre bianca, silenziosa, a protezione del letargo della vita sotterranea. Presso una vasta rotonda, vicino ad un centro commerciale, al nostro passaggio si levano in volo  centinaia di piccioni , oscurando il cielo, come il nugolo di frecce persiane alle Termòpili.  Penso a domattina quando, dopo lo spuntar del sole, dalla campagna sale la prima fine nebbiolina che si ferma ad un metro di altezza dando l’impressione di viaggiare tra le nubi. La stessa toccante sensazione che si ha di notte quando si allagano le risaie, ci sentiamo come Mosè nell’ “attraversamento del mar  Rosso, come se potessimo scivolare sulle acque.

stralcio dal mio libro “reset”

I Regali di Natale

28 settembre 2016

E’ ancora buio e la sento scendere dalla sua cameretta, mi preoccupo, smetto di scrivere e le vado incontro, lei come mi vede affretta il passo e saltandomi addosso mi abbraccia dicendomi:

-Nonno nonno, ho una buona notizia da darti. Sono proprio felice, molto felice.

-Veronica ma non va bene così, a quest’ora i bambini dormono e fanno tanti sogni belli. Anche il nonno come vedi sta lavorando e  tu lo distrai, comunque ormai è fatta quindi dimmi cosa ti rende così felice.

-Ieri sera prima di dormire sentivo che papà diceva alla mamma che Babbo Natale quest’anno arriva prima, ha detto che arriva il quattro Dicembre e poi ridevano…

Mentre pensavo che mio figlio e mia nuora potessero passare il tempo a letto diversamente al posto di parlare di politica illudendo grandi e piccoli le rispondo:

-Senti principessa, il tuo papà parlava con la mamma di un’altra cosa e pensando che dormissi parlava con il linguaggio dei grandi che tu non puoi ancora capire, lui si riferiva al referendum di cui abbiamo parlato ieri mattina.

Mi guarda diventando seria e con il faccino triste, poi quasi cominciando a singhiozzare:

-Ma allora nonno, papà diceva le bugie?  Perché ha detto che Babbo Natale arriva prima?  Forse fa il monello e vuole farmi piangere raccontandomi le bugie?  Ma  ieri ho fatto la brava.

-Principessa non ti preoccupare, Babbo Natale arriva sempre il venticinque dicembre , quando è nato Gesù bambino. Sono i grandi che in questa stagione si annoiano di più e si inventano dei giochi per passare il tempo. Loro hanno fatto una scommessa a chi arriva prima  al referendum del quattro dicembre. Allora promettono tanti giocattoli per finta e se ne inventano di tutti i colori per convincere a votarli. Però i grandi non hanno la fantasia dei piccoli e non sanno inventarsi grandi bugie. Pensa che uno di loro ieri ha scoperto l’uovo di Colombo, ha detto seriamente e non gli scappava neanche da ridere che avrebbe costruito il ponte sullo stretto di Messina e…

-Nonno cosa c’è di male?  E’ una cosa bella.

-Vedi Veronica che è  quello che ti ho detto prima, i grandi non hanno fantasia  e diventano noiosi. Allora non sapendo cosa dire, fanno come questo signore che ha fatto una promessa vecchia ormai di centoventi anni.

Facendo spallucce e dedicandosi a qualcos’altro mi dice:

-Nonno nonno, ho fame.

Il referendum

27 settembre 2016

Istituto giuridico dove il popolo è chiamato ad esprimere la sua volontà su questioni di rilevanza nazionale. (è più o meno così)

La sento arrivare, piano piano tenendosi al mancorrente, poi svolta sul pianerottolo, fa gli ultimi due gradini mi vede e mi corre fra le braccia schioccandomi un bacione, si siede sulle mie ginocchia e tranquillamente mi chiede:

-Nonno, ho sentito papà e mamma che parlavano di referendum, allora sono scesa per chiederti questa cosa, tanto loro non mi danno retta, perché litigano.

-Cara Veronica spiegarti tutto dall’inizio è troppo lungo, pertanto adesso il nonno cercherà di farti capire cosa vuol dire quella parola latina. Devi sapere che in Italia ce ne sono di quattro tipi, ma a noi questo adesso non interessa. Dunque facciamo un esempio: ti ricordi l’altra sera a cena quando si parlava di Paolo e Nicoletta che si devono sposare?  Ti ricordi quanti eravamo seduti sul tavolo sul tavolo e parlavamo del regalo da fare?

-Sì nonno! Mi avete fatto piangere perché nessuno mi dava retta e io volevo regalare il televisore grande e curvo, c’eri tu la nonna , papà e mamma, e zio Roberto, zia Barbara e zio Claudio, però non mi è piaciuto urlavate tutti quanti. -intanto contando sulla punta delle dita – nonno eravate  in sette.

-Veronica ti ricordi perché litigavamo? – vedo un grosso punto interrogativo sul suo faccino, allora – lo facevamo perché non ci mettevamo d’accordo sul regalo da fare agli sposi, ti ricordi che dovevamo scegliere fra il televisore curvo e un viaggio? Ti ricordi cosa è stato scelto?

-Sì nonno! il viaggio ma io ho chiesto a Nicoletta se mi portava con se e lei mi ha detto di no. Lo sai  che  mi è antipatica?

-Sì principessa ma ora dimmi ti ricordi chi voleva il televisore e chi il viaggio?

-No! Perché giocavo col tablet.

-Te lo dico io, senza fare i nomi tre volevano il televisore e quattro il viaggio. Perché è stato scelto il viaggio? – la vedo arrovellarsi il cervello –  adesso te lo spiegao. E’ stato scelto il viaggio perché quattro persone hanno scelto questo e tre volevano il televisore, allora si dice che ha vinto la maggioranza. E’quello che vince diventa legge e tutti devono ubbidire, anche quelli che hanno perso. Ecco principessa questo si chiama Referendum.

-Nonno la mamma e papà litigavano per il Sì o per il No, tu cosa scegli?

-Stai attenta, alcuni vogliono cambiare la mamma delle leggi che ci fa vivere insieme, questa si chiama Costituzione, mentre altri non lo vogliono. Allora cosa si fa? Si riuniscono insieme queste persone, ognuno dice Sì o No e poi si fa quello che dice la maggioranza.

-Nonno io ho sentito la mamma che diceva Sì e pure papà, ma continuavano a litigare lo stesso, tu sai perché? e tu cosa voti?

-Vedi principessa io e il tuo papà la pensiamo allo stesso modo. Tutti e due vorremmo che questa mamma fosse aggiornata, perché in alcune cose è fuori tempo, però questi cambiamenti sono proposti in maniera che lascia spazio a furbizie e fa venire dei dubbi, e per questo io voto No.

-Nonno nonno, posso giocare al referendum con i miei amici?

-Certo cara.

Caro signor Grillo, mio nonno…

26 settembre 2016

…mi ha fatto arrabbiare! io volevo vedere i cartoni e lui mi dice di aspettare perché ti sta guardando. Siccome lui mi accontenta sempre e adesso no, gli ho chiesto perché vuole farmi piangere e lui:

-Ascolta principessa, sai perché ti  chiedo di aspettare un attimo? Devi sapere che quel signore è un angelo e si chiama Beppe Grillo

-Ma nonno è un angelo vecchio, sempre arrabbiato, cattivo, si agita continuamente,tutta la faccia bianca e poi non ha neanche le ali, cosa fa?

-Vedi Veronica, quel signore non è, solo l’angelo dei bambini, ma anche delle persone adulte e anziane come me. Non ci porta nè caramelle né cioccolatini, ma ci fa sognare e ci fa vedere tante cose belle. Pensa che nella più grande città italiana, la nostra capitale Roma, ha fatto sognare quasi il settanta per cento della popolazione.

-Nonno nonno, cosa vuol dire il settanta per cento?

Adesso principessa siediti sul tavolo di fronte a me e ascoltami attentamente: ci sono dieci bambini romani, tre di essi battono i piedi per terra, piangono  si strappano i capelli…

Veronica mettendomi violentemente la manina sull’occhio sinistro, mi blocca e:

-Nonno nonno, perché piangono ? Hanno fatto i monelli?

-Sì tesoro! Hanno fatto i monellacci e adesso piangono perché saranno puniti e non potranno più farlo.

-E gli altri sette bambini cosa fanno?

-Gli altri sette bambini sono felici, cantano in coro e tenendosi per le manine fanno il girotondo.

Si ferma sta riflettendo, poi mi sorride e:

-Nonno nonno,Poi cosa succede? Il signor Grillo fa tutti felici?

-Vedi principessa, non è così semplice da spiegare, adesso il nonno ci prova:

L’ angelo dei sogni, il signor Grillo, per farci sognare promette tanto tanto. Quindi poveretto, l’anno prossimo quando governerà si troverà in difficoltà e siccome non può fare più del sogno, tutti i cattivi gli diranno le parolacce e cercheranno di mandarlo via.

-Allora come si fa? Eh…come si fa?

-Ascolta Veronica, se tu mi chiedi dieci giocattoli, pensi che il nonno te li compra?

-No! Perché tu sei cattivo.

-E se il nonno te ne compra solo sette,tu sei contenta o scontenta?

-Mi fai arrabbiare tanto tanto, ma poi sono contenta.

-Vedi principessa, forse anche al signor Grillo piacerebbe così.

-Nonno e tu saresti felice?

-Sì molto! E farei tanti salti di gioia.

-Va bene! Adesso mettimi i cartoni!

 

Arroganza e presunzione

24 settembre 2016

Il mattino quando mi taglio la barba, pelo e contropelo con pennello e lametta, sono costretto a guardarmi allo specchio. confesso che la maggior parte delle volte ne vengo fuori con un rilevante senso di malcontento, però tant’è e non posso fare altrimenti. Questa mattina no. Questa mattina mi sono dilungato allo specchio felice di una decisione  presa indipendentemente e che mi gratifica molto. Come fanno molti nostri politici mi sono autonominato da oggi: GIORNALISTA, ed ho deciso che quando andrò a rinnovare la carta di identità ne aggiungerò la dicitura vicino a quella di pensionato.

Per la legge Italiana bisogna avere il tesserino, che fra poco non servirà più a nulla, visto che di giornalisti liberi  ce ne sono sempre meno. Poi a che serve un tesserino se la nostra libertà di stampa è al settantottesimo posto nel mondo. Per la legge statunitense anche un blogger può considerarsi un giornalista. Non sono istruito ho frequentato la terza media ( e qualcuno obietterà -si vede-) ma io mi prefiggo di parlare un linguaggio semplice e comprensibile, un linguaggio che mi auguro possa parlare al più al cuore e meno alla mente. Poi io sono libero non mi paga nessuno e le bischerate che andrò a dire servono a gratificare la mia presunzione.

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…un pò di vergogna

24 settembre 2016

Questa mattina ascoltando il telegiornale sono rimasto allibito dalle parole del giudice Cantone che come un buon padre di famiglia ci raccomandava di osare di più e di non aver paura delle Olimpiadi romane, delle quali tanto si parla e si scrive. Allibito perché mi aspettavo che annunciasse l’apertura delle indagini a proposito dei quindici milioni spesi certamente male dagli organizzatori di questo evento. Tutti sono a conoscenza delle condizioni economiche del nostro paese e si insiste nel volerne a tutti i costi aumentare il debito pubblico. Quando non si sono ancora pagati quelli delle Olimpiadi del 1960 e di molti altri grandi eventi. Mi fa piacere che il nostro popolo si sia evoluto e al posto di guardare i giochini pre-cena, sulle care televisioni pubbliche, segua di più i talk show, almeno sente discutere di cose che ci toccano giornalmente. Non invidio i personaggi quasi sempre gli stessi in tutti i programmi che pontificano su noi poveri terreni dal loro alto e distante Limbo. Sì essi vivono in un altro mondo, infatti non ho mai capito perché rivolgendosi ai nostri connazionali lo fanno dicendo nel più sano politichese “gli Italiani…”come se loro non ne facessero parte, purtroppo.  Anzi il più delle volte mi diverto a leggere nei loro occhi, le poche volte che guardano le telecamere, la verità che scaturirebbe dal loro cuore e che nei pochi centimetri che li divide dalla bocca vengano fuori un mare di stupidate, anche mal enfatizzate.

un cittadino Italiano

Rossella

Ore 17.00. Rossella ed io stiamo tornando  da una riunione tenutasi in una città vicina. Lo scopo era quello di ottenere fondi per un ampliamento della nostra struttura ospedaliera. Il risultato lo vedremo fra qualche mese, dopo decisioni prese in alto loco. Ho la radio accesa su una stazione di musica vintage io sono alla guida, Rossella è seduta di fianco, sta zitta. Non succede quasi mai che stia zitta per più di cinque minuti. La osservo, sempre molto bella, con una camicetta  attillata, abbottonata fino al collo, che evidenzia il suo prosperoso seno. La sua minigonna,  stando seduta, si ritira notevolmente lasciando scoperte una buona parte delle sue lunghe cosce.                Sul viso, una espressione seria ed assente, ma velata di mestizia e tristezza. Non si gira a guardare, lo sguardo fisso davanti a se. Non la importuno, perché ho l’impressione che stia soffrendo per qualcosa o qualcuno.  Ancora dieci minuti e non succede nulla, allora mi accerto che abbia allacciata la cintura di sicurezza, controllo il traffico nello specchietto retrovisore, ed all’improvviso faccio una frenata leggermente brusca. Uscendo dal torpore :

-Cosa fai? Sei matto? Perché hai frenato così?

-C’era uno scoiattolo che attraversava la strada e non volevo investirlo.

-Sarà! Ma io non l’ho visto.

-Nemmeno io!

Mi guarda, non parla, dopo un lungo silenzio :

-Sei un bastardo!

-Scusa mi lasci solo, non dici una parola, sembri assente e molto triste, mi piacerebbe farti uscire dall’evidente torpore che ti affligge.

-Stavo pensando al mio lavoro, ad alcuni problemi da risolvere.

-Se vuoi ne parliamo insieme, se posso ti aiuto volentieri.

-Da quanto tempo ci conosciamo eh? Me lo sai dire? Te lo ricordi?

-Si!  E’ stato nell’estate del 2003.

-Bravo! Esattamente il 28 giugno.

La guardo, è tornata a guardare davanti a se, nella stessa posizione di prima, con una espressione ancora più triste.   Dopo un po’ le dico:

-Senti cara, vuoi che telefoni a mia moglie e le chiedo se questa sera vuole che mangiamo una pizza insieme.

-No! Voglio solo andare a dormire.

-Se hai mal di testa o qualcos’altro dimmelo mi fermo alla prossima farmacia e ti prendo qualcosa.

-No! Non mi servono medicine.

Sto zitto. Proseguiamo un po’. Ad un certo punto Rossella,  si gira quasi di scatto verso di me ed in tono risentito afferma:

-Non ho ancora capito se, sei tutto cretino e deficiente, oppure ti diverti  a giocare come il gatto con il topo.

-Vale la seconda ipotesi, però non mi fa ridere per niente.

-Da quando l’hai capito?

-Praticamente da sempre! Dai tuoi atteggiamenti nei miei confronti: cerchi di starmi il più possibile  vicino, se faccio un complimento ad un’altra donna, salti sempre fuori con commenti sarcastici, peggio di una moglie gelosa, delle volte tendi a darmi ragione quando è evidente che ho torto, ecc.

-Perché finora non mi hai mai detto niente?

-Per non creare problemi insormontabili! Sono convinto che tendi a scambiare la stima per qualcosa di più che, probabilmente non esiste.

-No! Purtroppo non è vero, io ti amo. Ti amo da sempre. Non chiedermi il perché, ci ho pensato tantissime volte, e sinceramente non riesco a spiegarmene la ragione.

-Si! E’ vero, purtroppo l’amore è così non segue una linea logica. Quello più intenso arriva all’impazzata e con altrettanta velocità sparisce. Normalmente quello che si consolida con la frequentazione è quello reale. Ma è altrettanto vero che coloro che, non hanno conosciuto il vero amore, si adagiano convivendo tutta la vita con i loro dubbi ed incertezze.

-Ecco lo hai detto! Il mio è chiaramente di lunga durata, quindi quello vero.

-No! Non è assolutamente così, ho capito da molto tempo questa tua infatuazione, che scambi per amore, a mio avviso perdura solo perché non ha sfogo. Penso che il rapporto di coppia, dopo anni, tende a portare alla noia ed alla monotonia. Questo stato di inedia prolungata, se non viene ravvivato da novità comportamentali sia fisiche che  psichiche tende a deteriorarsi nel tempo. La conseguenza porta nei casi più eclatanti alla divisione della coppia, non per mancanza di amore, bensì per un suo uso improprio. Si consuma lentamente come una candela fintanto che un mattino uno, svegliandosi, si chiede:

-Ma chi è! Questo che mi dorme accanto? A questo proposito ti può   illuminare   e spiegarti meglio tuo marito che fa il filosofo di professione. Ti ho osservato,  molto spesso, quando parla Luigi, ti esalti e gli lanci sguardi complici. Girandosi verso di me Rossella con evidente emozione ed arrossendo chiede:

-Quindi se adesso,  io ti chiedessi di fare sesso, non ti interesserebbe e mi rifiuteresti?

-Sei matta! Per favore non dire scemenze! Sei talmente bella che riesci a scombussolare gli ormoni di ogni essere vivente.  Soltanto che sarebbe sbagliato, molto, troppo sbagliato. Certamente riusciremmo a far soffrire un bel po’ di persone che ci circondano e ci vogliono bene.  Poi sono convinto che l’atto fisico farebbe perdere la tua idealizzazione dell’amore, se vogliamo chiamarlo così. Ma, senza dubbio non lo è, le tue reazioni emotive ti hanno portato a vedere in me cose che non esistono.   Sono convinto che il tempo e la vicinanza ti hanno indotto a fantasticare trasformando la stima che hai per me in una figura che  nella realtà consiste solo in un sogno.

-Sei bravo con le chiacchiere, allora cosa dovrei fare?

-Assolutamente nulla, tu non ti rendi conto che alla tua non più giovane età stai vivendo un periodo estatico: quello dei ragazzi e dei primi amori. Vedrai che con il passar del tempo  non costituirò più il tuo punto di riferimento. Comunque, mi auguro che questa condizione non ti venga mai a mancare, ma che ti accompagni sempre. In questo modo  vivrai nel tuo intimo momenti di felicità, quella che solo i sogni sanno dare, addolcendo e rendendo più sopportabile la  noiosa quotidianità. Rossella pensa un po’, poi mi risponde:

-Arnaldo ! Allora tutta questa pappardella per dire che avrò per sempre la carota davanti. E’ questa la tua magica conclusione?

-Cara amica mia sono egoista, devo confessarti che non solo fai felice te stessa, ma anche me.

-Ah…bella questa! Ed in che  maniera?

-Amami in silenzio, intanto io lo so e  finché dura, ne sarò gratificato pavoneggiandomi davanti allo specchio.

-Ho sempre più ragione a dire che sei un bastardo… però… può darsi che, vada a finire così.

Rimaniamo in silenzio finché non arriviamo a casa sua, Luigi è fermo all’ingresso, guarda dalla nostra parte  e sembra in attesa ad aspettarci. Mentre scendiamo e ci avviciniamo, ci saluta calorosamente, poi mi dice:

-Arnaldo, vieni dentro, facciamo un brindisi con un buon tredici gradi e mezzo di rosso.

E…grazie per avermela riportata.

stralcio dal mio libro “Reset”

La pastorella

 

belmonte-del-sannio

Belmonte del Sannio  maggio 1965

Al mio paese le strade sono quelle di montagna, pertanto se uno si mette in cima ad una collina, può spaziare nella zona circostante controllarne i movimenti. Andavo a scuola in moto e per due volte,  nell’affrontare una curva c’erano delle pecore che sbarravano il passaggio,costringendomi a rallentare e fermarmi. La terza volta, abbastanza infuriato mi metto ad inveire deciso al peggio, nel frattempo una ragazza mi  viene incontro sorridente e dopo avermi detto il suo nome,che purtroppo non ricordo, mi fa notare che finalmente è riuscita nel suo intento di farmi fermare. Sono rimasto un pò interdetto e ho chiesto spiegazioni.Mi ha detto che una sera,mi aveva notato durante una festa al paese vicino e le avevo ispirato simpatia, così vedendomi passare tutte le mattine aveva deciso di fermarmi per conoscermi. Naturalmente ho subito frainteso pensando ad una facile avventura. Invece nei giorni successivi mi spiegò chiaramente che fra non molto si sarebbe trasferita in Canada con tutta la famiglia e probabilmente sarebbe andata in moglie a un lontano cugino che non aveva mai visto.

Pertanto la sua proposta era che si sarebbe “concessa” a me l’ultimo giorno prima di partire, se fossi andato in Canada con lei.

Mi fece una grande tenerezza, ma fui costretto a declinare l’invito, perché in autunno mi sarei trasferito a Milano dove si sarebbe svolto il mio futuro.

Mi vide altre volte e mi sorrideva sempre.

Poi non l’ho più vista. Quando passavo il mattino provavo sempre un gran magone e un paio di volte sono andato a sedermi sulla stessa pietra dove si appollaiava lei.

Questa storia non ha niente a che fare con l’amore, ma piuttosto con il contesto sociale dell’epoca, ho voluto raccontarla proprio in funzione di questo modo di vivere.

 

Stralcio dal mio libro”Insalata di Chiacchiere”

Il biglietto da visita

22 settembre 2016

Un incontro inaspettato. All’interno di un centro commerciale nello corsia riservata ai vini vedo un signore che studia attentamente le scritte che compaiono sull’etichetta di una bottiglia. Lo riconosco è un vecchio dirigente dell’azienda presso la quale lavoro, è andato in pensione tre anni fa con suo sommo dispiacere.I vertici della multinazionale non lo hanno riconfermato come direttore Marketing, affidando il suo incarico ad un più giovane. Non era il mio capo diretto, ma sempre un mio superiore, non gli ero simpatico e mi avrebbe volentieri fatto fuori per affidare il mio compito ad uno dei suoi figli che era riuscito a piazzare all’interno dell’azienda. La mia funzione era di responsabile dell’ufficio acquisti. Me lo ricordo come un personaggio molto alto e ben piazzato, riusciva ad ammaliare la gente con l’uso di un linguaggio molto forbito,con molto pelo sullo stomaco, megalomane, arrogante, nepotista e all’occorrenza,  disonesto per i suoi interessi personali. Mi avvicino e lo saluto:

-Buongiorno signor Brogli; come sta? La vedo in ottima forma, sempre  sulla cresta dell’onda, vero? In famiglia tutto bene?  Si gira mi guarda e simulando di non riconoscermi mi chiede:

-Aspetti che la guardi bene, sto cercando di fare mente locale, la sua faccia non mi è nuova. Ah…ecco adesso mi ricordo! Lei è Natarelli, Natarelli Ermanno dell’ufficio acquisti. Come vanno le cose in ditta ? Da voci di corridoio ho saputo che i risultati del mio successore non siano quelli che si aspettavano in alto loco.

Anche da vecchio non ha perso il suo vizio di sopravvalutarsi, ed allora le chiedo:          –      -Signor Brogli lei adesso è senz’altro una persona felice, un’ottima pensione, una buona e bella famiglia e tanto tempo da dedicare ai suoi molteplici hobby.

Mi prende sottobraccio e guardandosi con circospezione in giro, si sente in dovere di comunicarmi:

-Caro Ermanno no, non va assolutamente bene, mi manca l’oggetto che mi rappresentava, che mi dava lustro, fiducia in me stesso, potere al quale tutti si inchinavano. Che mi dava la possibilità di avere auto di lusso, hotel a cinque stelle e mangiare nei ristoranti più famosi. Mi manca il “Biglietto da Visita” grazie al quale si aprivano tutte le porte, ero spesato di tutto, coccolato e riverito. In casa ero il punto di riferimento per tutti, e quando aprivo bocca tutti si zittivano. Adesso è tutto il contrario, mia moglie mi caccia dicendomi che è stufa di vedermi in giro. I miei dannati figli mi spolpano, uno non lavora perchè non ne ha voglia, non posso sperare di avere nipoti perché l’altro è gay e mia figlia si è trasferita in India accompagnandosi con un predicatore…Mentre continua a parlare si allontana, la sua voce si affievolisce finché, curvo appoggiandosi al bastone sparisce dalla mia vista.