Oggi a Pavia

Pavia 13 Settembre 2016

Ore 12.00

Sto tornando da Pavia con mio figlio Andrea, siamo entrati all’INPS dove ci siamo fermati per pochi minuti, dopo aver trovato a fatica un parcheggio, ci rechiamo a ritirare lo scontrino del pagamento, costo minimo euro 1,20. Quando siamo usciti dall’INPS ci siamo recati alla Esselunga per comprare il pane, attraverso la passerella che porta al Palazzo della Regione. Prima di imboccarla troviamo come due alabardieri, sulla sinistra una donna sulla quarantina che inveiva contro qualcosa, sulla destra un bel ragazzo di colore che le rispondeva in qualche modo. Chiaramente il loro parlare era formato da pochi vocaboli, comunque volgevano a parlare male della nostra nazione. Io riflettevo mentre mio figlio indignato si rivolgeva contro di loro cercando di smentire quello che dicevano. Dopo un po’ ha smesso di indignarsi perché con molta cortesia ed educazione ci hanno convinto delle loro asserzioni. Li salutiamo, imbocchiamo la passerella che porta al palazzo della ragione, poi girando a destra  verso il supermercato. Da persona anziana mi sarei avvalso del corrimano metallico, ma non mi è stato possibile perché molto arrugginito.  Arrivato a metà della stessa cerco un pezzo non arrugginito e mi fermo per riposare un attimo. Intanto che faccio questo, alzo lo sguardo alla facciata del Palazzo della Regione, siccome non vedo bene e porto gli occhiali chiamo mio figlio Andrea  e gli chiedo spiegazione su tre pezzi di stoffa che vedo sventolare. Lui prendendomi sottobraccio mi conferma che i tre stracci che  svettano lassù corrispondono alle  bandiere che ci caratterizzano, quella Europea, quella Italiana e quella Regionale. Da presuntuoso storico italiano mi indigno, allora  Andrea mi fa ma notare l’immondizia che staziona nella zona sottostante e riesce a zittirmi. Non è possibile che questo succeda in una bella città, piena di storia , viva e giovane grazie alla sua Università,  una città del ricco Nord. Non vorrei essere frainteso da coloro che mi leggono. Mi rendo perfettamente conto che questa situazione non sia creata dagli amministratori locali, ai quali mando la mia simpatia, ma come dice il proverbio”Il pesce puzza dalla testa”

 

Ermanno e Andrea

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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