Il biglietto da visita

22 settembre 2016

Un incontro inaspettato. All’interno di un centro commerciale nello corsia riservata ai vini vedo un signore che studia attentamente le scritte che compaiono sull’etichetta di una bottiglia. Lo riconosco è un vecchio dirigente dell’azienda presso la quale lavoro, è andato in pensione tre anni fa con suo sommo dispiacere.I vertici della multinazionale non lo hanno riconfermato come direttore Marketing, affidando il suo incarico ad un più giovane. Non era il mio capo diretto, ma sempre un mio superiore, non gli ero simpatico e mi avrebbe volentieri fatto fuori per affidare il mio compito ad uno dei suoi figli che era riuscito a piazzare all’interno dell’azienda. La mia funzione era di responsabile dell’ufficio acquisti. Me lo ricordo come un personaggio molto alto e ben piazzato, riusciva ad ammaliare la gente con l’uso di un linguaggio molto forbito,con molto pelo sullo stomaco, megalomane, arrogante, nepotista e all’occorrenza,  disonesto per i suoi interessi personali. Mi avvicino e lo saluto:

-Buongiorno signor Brogli; come sta? La vedo in ottima forma, sempre  sulla cresta dell’onda, vero? In famiglia tutto bene?  Si gira mi guarda e simulando di non riconoscermi mi chiede:

-Aspetti che la guardi bene, sto cercando di fare mente locale, la sua faccia non mi è nuova. Ah…ecco adesso mi ricordo! Lei è Natarelli, Natarelli Ermanno dell’ufficio acquisti. Come vanno le cose in ditta ? Da voci di corridoio ho saputo che i risultati del mio successore non siano quelli che si aspettavano in alto loco.

Anche da vecchio non ha perso il suo vizio di sopravvalutarsi, ed allora le chiedo:          –      -Signor Brogli lei adesso è senz’altro una persona felice, un’ottima pensione, una buona e bella famiglia e tanto tempo da dedicare ai suoi molteplici hobby.

Mi prende sottobraccio e guardandosi con circospezione in giro, si sente in dovere di comunicarmi:

-Caro Ermanno no, non va assolutamente bene, mi manca l’oggetto che mi rappresentava, che mi dava lustro, fiducia in me stesso, potere al quale tutti si inchinavano. Che mi dava la possibilità di avere auto di lusso, hotel a cinque stelle e mangiare nei ristoranti più famosi. Mi manca il “Biglietto da Visita” grazie al quale si aprivano tutte le porte, ero spesato di tutto, coccolato e riverito. In casa ero il punto di riferimento per tutti, e quando aprivo bocca tutti si zittivano. Adesso è tutto il contrario, mia moglie mi caccia dicendomi che è stufa di vedermi in giro. I miei dannati figli mi spolpano, uno non lavora perchè non ne ha voglia, non posso sperare di avere nipoti perché l’altro è gay e mia figlia si è trasferita in India accompagnandosi con un predicatore…Mentre continua a parlare si allontana, la sua voce si affievolisce finché, curvo appoggiandosi al bastone sparisce dalla mia vista.

 

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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