l’Esodo

4 ottobre 2016

-Nonno nonno, chi è il signor esodo, un amico tuo o di paparino?  Mentre fa la domanda corre sulle mie ginocchia.

-Ascolta Veronica, esodo non è il nome di una persona, ma è una parola che indica un grande avvenimento di portata storica. Esodo è lo spostamento in massa di intere popolazioni che decidono di andare a vivere in un altro posto. Quando io ero piccolo molti Italiani si spostarono in altre nazioni, perché qui non avevano lavoro e non potevano vivere. Anche molti miei amici sono andati via dal mio paese dove adesso ci sono più case abbandonate che abitanti. Però queste fughe all’estero le chiamavano migrazioni, forse per non impressionare le persone. Invece negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso fu un esodino  perché più diluito nel tempo.

-Nonno nonno, allora sono quelle persone che vedo sbarcare dai  barconi, quando non mi fai vedere i cartoni in televisione.

-Si principessa! Tutte quelle persone molto povere che scappano dai loro paesi, perché hanno fame e non hanno nulla da mangiare, o perché hanno le guerre in casa  e lo fanno per non morire. Però tantissimi sbarcano da noi, perché siamo più vicini, ma non ci vogliono restare, perché non tutti ci vogliono bene e anche per raggiungere parenti e amici in altre nazioni.

-Nonno perché dici che non ci vogliono bene? Abbiamo fatto i cattivi?

-No, non abbiamo fatto i cattivi, non ci vogliono stare perché a loro non piace come viviamo noi, non si fidano perché il nostro contesto sociale si sta indebolendo sempre di più e in molti casi assomigliamo ai paesi da dove scappano. Molti Italiani cattivi li sfruttano, facendoli lavorare tante ore nei campi e pagandoli poco, e altri li derubano dandogli molto meno di quanto ci fanno credere. Però principessa ci sono molti altri pericoli che dobbiamo considerare, possono esserci fra di loro molte persone cattive che ci vogliono fare del male. Hanno culture diverse, molto spesso quelli che comandano nei loro paesi sono religiosi e impongono il contesto sociale sul loro credo che, non è tollerante come il nostro. Poi arrivano, quando anche quella che doveva essere la nostra casa comune, l’Unione Europea sta attraversando una grossa crisi che potrebbe portare alla sua fine.

-Allora nonno, cosa bisogna fare? Mi chiede questo, intanto che mi da una bella testata in faccia.

-Questa è una bella domanda che si fanno in tanti, la maggior parte pensa che queste persone dovrebbero essere aiutate nei loro paesi, creando nuove condizioni di lavoro, quindi innalzando il loro tenore di vita. Io una volta ho pensato che avrei riunito alcune fra le persone più sagge del mondo incaricandoli di trovare una soluzione attuabile.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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