Un insolito piacere

-Clotilde, non ti seguo più, non capisco cosa vuoi dire.

-Aspetta adesso ti aiuto a capire! Se torno tardi, papà non si preoccuperà più di tanto ma capirà e ne sarà  felice.  Mi guarda, vede nei miei occhi un punto interrogativo grosso come una casa e:

-Scopami! Andrea svegliati! Prendimi e fammi felice. Non sono una puttana, ma sono due anni e passa che mi faccio da sola. Tu mi sei simpatico, ti trovo molto attraente e desidero moltissimo che tu riesca a lenire questo bruciore che mi tormenta, e non riesco più ad allontanare dai miei pensieri. Ho un assoluto bisogno di sentirmi amata, non mi guardo più allo specchio non vado dalla parrucchiera e vesto malissimo, insomma mi sento morire giorno dopo giorno.

Mi alzo e giro intorno al tavolo, l’abbraccio mentre lei riparte a piangere con continui scossoni con la testa appoggiata al mio petto. Sinceramente non so cosa dire e come comportarmi, sapendo che era sposata non l’ho mai vista sotto un’altra luce, semmai come una sorella minore ma non come amante. Siccome non è cretina, capisce quello che mi passa per la testa e:

-Andrea, ti prego non farti crucci mentali, non pensare che io ti crei problemi futuri. So che sei fidanzato ed ho visto Gloria diverse volte in tua compagnia, è una ragazza simpatica e molto innamorata di te. Ma ti prego di guardare la mia richiesta come se fosse l’intervento di un dottore, come se fosse l’unico antidoto per evitare che esca in strada e mi butti sotto le ruote della prima auto che passa. Si accorge di essere stata tragicomica e le viene da ridere, lo facciamo sonoramente tutti e due, poi asciugandosi le lacrime e battendomi i pugni sul petto riprende:

-Andrea anche se malridotta non credo di essere da buttar via, è un mare di gente verrebbe volentieri a letto con me, ma ho sempre rifiutato qualsiasi avances. Per compiere  questo atto d’amore ho sempre pensato a te, e sai come ho pensato che dovresse accadere? Esattamente come se fosse la mia prima volta. Mi porti in camera da letto, mi spogli lentamente, sbaciucchiandomi su tutto il corpo mentre mi sussurri parole mielate, poi mi stendi sul letto e mi possiedi penetrandomi con dolcezza, con molta dolcezza. In questo modo mi sentirei importante per qualcuno e  resusciterei come donna. Questo atto non sarebbe da me concepito, come un solo accoppiamento fisico non supportato dal sentimento. Ma come un atto di amicizia, un atto che rimarrebbe nella mia mente per sempre, un atto che quando sarà ricordato lo sarà sempre con un sorriso di dolcezza.

stralcio dal mio libro Il caso Villoresi

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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