L’ ORIGINE nonno, nonno

 

 

31 Ottobre  2016

Dopo pranzo mi sono messo a leggere sul divano, sperando di poter fare una pennichella di una mezz’oretta, che normalmente mi ritempra dandomi modo di affrontare l’avventura pomeridiana con maggior vigore. Dopo appena una decina di minuti mi sento strattonare di brutto è la mia principessa che, fregandosene delle mie esigenze:

-Nonno, nonno cosa sono le “Origini”?

-Aprendo un occhio e girandomi dall’altra parte le rispondo di chiederlo alla nonna.

-Non posso questa parola l’ha detta la nonna parlando al telefono con la sua amica, ho provato a tirarla per la gonna, ma non mi da retta e mi fa cenno con la mano di andare via  senza rispondermi. Però anche la mamma mi dice di non interrompere quando parla con qualcuno, quindi lo devo per forza chiedere a te. Comunque la nonna è al telefono da tanto tempo e non smette mai, allora me lo dici o no?  Prendendola per le spalle e sollevandola la faccio sedere vicino a me e:

-Ascoltami principessa, normalmente per “Origine” si intende il momento in cui nasce o si crea qualcuno o qualcosa, poi questo vocabolo può essere utilizzato in tante altre maniere. Ma la nonna cosa stava dicendo? Sai con chi sta ancora parlando?

-Con la zia Lucia, le stava raccontando che quando era piccola ,viveva in una grande città e poi bla ,bla,bla…

-Allora principessa devi sapere che la nonna sta ancora, purtroppo parlandnno e racconta alla zia del luogo dove è nata, quindi dove hanno avute le sue origini.

-Allora perché ha le lacrime agli occhi? Chi la fa piangere?

-Questo penso di saperlo perché la nonna ha avuto un  grande dolore, perché un giorno si è originirecata in aereo nella sua città proprio per rivedere il luogo dove è nata. Scesa dall’aereo ha preso un taxi si è fatta portare nel suo vecchio quartiere. Quando arrivano il tassista si ferma e dice alla nonna che sono arrivati a destinazione. La nonna si guarda in giro e gli dice che ha sbagliato posto, quello non corrisponde a dove è nata. Pazientemente il tassista le dice che tempo fa le vecchie case in mattoni a doppio piano sono state abbattute e al loro posto adesso ci sono questi palazzoni altissimi. La nonna paga la corsa scende e commossa si avvia a piedi per una cinquantina di metri. Si ferma quando vede un grosso albero con doppio tronco, questo se lo ricorda c’era anche allora. Gli manda un bacio sedendosi su una panchina e guardando l’ingresso lussuoso del grande palazzo che ha di fronte apre la sua borsa e tira fuori una vecchia fotografia e…sommessamente piange.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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