l’Amore di Oriana

11 novenbre 2016

Sto disteso nudo sul letto, felicemente appagato, in silenzio guardo il soffitto con le mani sotto la nuca, sulla mia destra è distesa Oriana nella medesima posizione.Questa concomitante posa, fa sì che scoppiamo a ridere nello stesso istante. Allora mi giro verso di lei che intanto si avvicina e mi da un bacino di sfuggita, poi girandosi di schiena fa in modo che il suo corpo aderisca al mio. Nello stesso momento prende il mio braccio destro, lo infila sotto la testa e appoggiandomi la nuca sulla spalla:

-Andrea stringimi, stringimi forte, fammi sentire il tuo alito sul collo, rinfrancami con la tua presenza, assicurami che il tuo prossimo distacco non mi faccia soffrire tanto. Ti amo è ho bisogno di sentirti sempre a me vicino. Le sue parole mi commuovono e dolcemente le rispondo:

-Cara Oriana, lo sai che riempi di gioia le mie poche ore libere e farò in modo di starti il più vicino possibile.

-Sì Andrea! E’ indispensabile che tu lo faccia , perché ho finalmente scoperto cosa vuol dire essere amata. La tua presenza mi da sicurezza, con te vicino mi sentirei di affrontare il mondo intero, solo tu riesci a farmi sentire importante nonostante la mia vita grigia, piatta, senza sogni ne ideali. Solo tu riesci ad educarmi, riempendo di significati tutto ciò che mi circonda, anche le cose più banali ed insignificanti. Le tue parole, dal modo in cui le dici mi colano addosso come miele fuso. Solo con te è bello passeggiare fra la gente, fare conoscenze, fermarsi al bar per un aperitivo. Sedersi fuori e mentre sorseggio il mio, mi fai ridere a crepapelle commentando come solo tu sai fare , il mondo che ci circonda. Sminuendo quello che normalmente si rende più importante e valorizzando quelle cose che apparentemente passano inosservate nella loto futilità. Tu sai fingere, riesci a sorridere anche quando ti chiedo di accompagnarmi a fare shopping, in quanto non esprimi la tua disapprovazione, anche se te la leggo chiaramente negli occhi. Oppure solo passeggiando, standoti attaccata anche quando stai in silenzio. Al tuo braccio ho l’impressione che le porte mi si spalancano davanti, come le acque del mar Rosso  a Mosè. Insomma Andrea, solo tu riesci a colmare le mie lacune facendomi sentire donna , donna e importante.

Non nego che le sue parole mi abbiano spiazzato completamente gratificandomi in maniera significativa, allora :  -Cara Oriana, sono felice e ti ringrazio delle tue belle parole che mi scaldano il cuore, sono felice di farti sentire donna e femmina soddisfatta.

-Ah no! Io ho detto donna non femmina! Caro Andrea devi sapere che solo mio marito mi porta al parossismo, lui riesce a farmi sentire femmina come nessun altro. Lui è bifolco e ignorante,lo sai che l’ho sposato per i suoi soldi. E’ grande, è violento,quando cerca di sorridere sul suo volto appare un ghigno o quando si muove con la dolcezza di uno schiacciasassi. Pensa che quel bastardo ha fatto insonorizzare la nostra camera e sai perché? Perché non vuole fare sentire all’esterno i miei rari sospiri, ma gli sproloqui, le volgarità e le urla di piacimento che,  si scatenano durante i nostri amplessi. Con la sua foga e irruenza riesce sempre a rivoltarmi come un calzino, un calzino sporco che dopo l’uso si butta via, esattamente come fa lui quando ha finito. Lui è prestante-guardandomi fra le gambe-molto prestante, lui non mi penetra con dolcezza , lui mi violenta sempre. Lui mi schiavizza  e mi fa sentire sporca , sporca e di volta in volta inutile. Dopo ogni sua prestazione mi infilo sotto la doccia , insisto nel fare scorrere un mare di acqua e strofinarmi con forza per sentirmi purificata. Ma non ci riesco, perché so che nel mio intimo mi sento appagata e viene messa in evidenza la mia parte masochistica, quella normalmente inconfessabile, ma presente nel nostro io: Quindi come avrai notato non facciamo una vita pubblica comune, ma io rappresento sua moglie solo per soddisfare i suoi notturni animaleschi istinti.

-Oriana, allora io devo considerarmi il compagno di giorno e tuo marito di notte?

-Sì! Penso di sì, è una buona definizione

 

Stralcio dal mio libro di prossima pubblicazione “Il caso Maldestri”

 

 

 

Fine di una storia d’amore

1 novembre 2016

Durante il ritorno Jolanda dice che mi deve seriamente parlare, rallentando le dico di farlo, allora lei distogliendomi lo sguardo di dosso e concentrandolo sulla strada, a bassa voce:

-Roberto ho molto riflettuto sulla nostra storia e mi sono convinta, che non ha futuro e…

-Perché? Cosa è successo?

-Dunque vediamo, prima ti avevo idealizzato e ingenuamente ero convinta che con il mio costante amore sarei riuscita a sopperire alle tue chiamiamole così “defaillance”.Ti avevo già detto, che non ti vedo nelle vesti di un marito tutto casa e famiglia. Ma questo non è solo colpa tua, anzi sono convinta che tu soffra molto a non poter dar sfogo ai tuoi istinti, quando le donne ti si propongono così facilmente. Quindi sarei sottoposta a continua tensione, pensando continuamente alle corna che potresti mettermi.

-Da cosa ti scaturiscono queste ipotesi?

E’molto semplice, finora abbiamo avuto a che fare con tre donne, Maria ,Teresa e per finire Gioia , che non si fa avanti solo per rispetto dell’amicizia. Questo era evidente mentre stasera  ci ballavi, lei con la testa sulle tue spalle non parlava, spesso chiudeva gli occhi e penso che in quel momento stesse sognando le tue ben note performance.

-Bel colpo! E adesso?

-Adesso non mi interrompere, fammi finire! Anche sul lavoro c’è qualcosa che non va. Essendo la tua fidanzata, mi sono accorta che per te sono un ostacolo. Un ostacolo che vuoi difendere a tutti i costi relegandomi sempre in ruoli di secondo piano. Cercando di tenermi fuori dai pericoli, frequenti nella nostra professione di investigatori

-Sì Jolanda! In fondo mentivo a me stesso, tu mi hai dichiarato il tuo amore e io l’ho accettato cercando di ricambiarlo sotto tutto gli aspetti. Mi piaci e ti stimo molto, se me lo avessi chiesto ti avrei subito sposata. Però alla base di tutto rimane il fatto, che nonostante i nostri rapporti, da parte mia non è mai scoccata quella scintilla, che dovrebbe farne parte dall’inizio. Comunque ti sono molto affezionato e spero che tu voglia continuare la nostra collaborazione.

stralcio modificato dal mio libro di prossima pubblicazione”Il Caso Villoresi”