la gallina

Bereguardo 12 gennaio 2017

Come ci succedeva spesso la domenica mattina, noi quattro ci recavamo al mercato di Casteggio che, si svolgeva nella sua bella piazza centrale. Se compravamo o meno non aveva importanza, volevamo stare insieme. Quella volta caro Amilcare siamo andati con la tua Mercedes, come al solito guidavi prudentemente. Ciononostante non sei riuscito ad evitare una gallina che, ha pensato di attraversare la strada nel momento per lei sbagliato, l’hai colpita con il paraurti ed è morta sul colpo.

Ci fermiamo sul ciglio della strada  per spostarla dal centro della corsia. Mentre stiamo facendo questa operazione, appare sul cancello poco distante una coppia, lui un vecchietto sulla ottantina e sulla stessa età la compagna. Brandendo un bastone si avvicina e inveisce:

-Malnat,assassini e ladri, avete ammazzato la mia gallina più bella e adesso state cercando di rubarmela scappando via.

Noi due ci guardiamo negli occhi e tu prontamente rispondi:

-Senti un po’, prima di accusare inutilmente perché non ti accerti di come si sono svolti i fatti. Guarda che, sono io che ti chiedo di risarcirmi i danni. Puoi stare certo che il tuo pollo ti costerà caro, guarda come sono spaventate le nostre donne. Potevamo causare un grosso incidente stradale grazie alla tua leggerezza nella custodia del pollame.

Il vecchietto sempre incazzato:

-Non mi interessa fai quello che vuoi, ma adesso ridammi la gallina e pagamela.

-No, così non va! Se devo pagartela me la devo portare via e farci un buon brodo.

-Va bene non me ne frega niente! Dammi venti euro e siamo a posto.

-Uei, ma sei tutto scemo? Al massimo ti do  otto euro e devi ringraziarmi.

-Basta! Sono stufo, ridammi la gallina e sparisci dalla  circolazione tu e i tuoi amici. Anzi in futuro evita di passare di qui, così non combini altri guai.Risaliamo in macchina,mentre le nostre care mogli scoppiano in una gran risata, seguite a ruota da noi.

Arrivati al mercato , mentre le nostre signore ammirano i vestiti appesi,noi due compriamo qualcosa che ci serve.. Metto in una busta di plastica tre ciuffi di insalata, poi passando vicino ad uno che vende polli e uova mi dici:

-Ermanno che ne dici, gli ricompriamo un pollo e quando passiamo glie lo diamo?

-Per me va bene, ma non credo che tua moglie voglia viaggiare in Mercedes insieme ad un pollo vivo, se fossi in te non oserei nemmeno proporglielo.

-Peccato! Mi sembrava una buona idea.

-Meno male che accusi me di buonismo, non capisco, perché dobbiamo farlo?

-Niente, così mi sembrava di fare un fioretto!

-Va bene! Adesso gli compro l’uovo più grosso che vedo e quando ripassiamo glie lo lasciamo sul cancello. Detto fatto , lo pago caro e lo deposito sui cespi di insalata. Quando ripassiamo ci fermiamo vicino al cancello e la Marta allarmata:

-Amilcare perché ti fermi? Non avrai mica  ancora voglia di litigare per quella maledetta gallina!

-No cara! Adesso Ermanno scende e gli lascia un nostro ricordo.

Si intromette mia moglie e con la delicatezza che la contraddistingue:

-Ermanno, non fare lo scemo! Vuoi metterti nei guai, cosa cavolo hai intenzione di fare?

Intanto prendo l’uovo e scendo, mentre lo sto appoggiando vicino al cancello, vedo che si avvicina la vecchietta, mi tende la mano e glie lo do, senza ringraziarmi allontanandosi mi dice:

-Vado a vedere come sta Guglielmo, dopo aver fatto colazione ha detto che non si sentiva bene ed è andato a letto. Sono fuori perché sto aspettando mia figlia  Daniela che viene dalla città e…

Così sparisce alla mia vista dissolta insieme alle sue ultime parole. Risalgo in macchina mentre Anna mi dice:

-Ermanno potevi dirmelo che c’erano delle uova così grosse, ne avremmo comprate alcune da portare a casa.

-Cara alla prossima occasione lo farò senz’altro.

Circa un anno dopo ripassiamo per la stessa strada di campagna, arrivati vicino al cancello della gallina ci fermiamo e noi due scendiamo, senza dar retta ai rimbrotti delle nostre signore. Il bello è che, noi due non ci siamo neanche  parlati o messi d’accordo su qualcosa. Subito da dietro un muro spunta la vecchietta che ci viene incontro, allora tu subito:

-Buongiorno signora , come sta? Si ricorda di noi? Siamo quelli della gallina, passavamo di qui e volevamo informarci sulla vostra salute.

La signora ci guarda e non parla, poi congiunge le mani e si mette a pregare recitando una litania in uno stentato latino. Noi perplessi non interveniamo, restiamo in religioso silenzio fino alla fine, quando lei senza parlare ci apre il cancello e facendo cenno alle nostre donne di scendere ci fa entrare. La seguiamo, ci porta verso un pollaio e vediamo che, fra i polli c’è un magnifico esemplare di struzzo. Poi guardandoci si decide a parlare:

-Questo è il ricavato dell’uovo che mi avete portato come anticipo sul risarcimento della gallina che avete ammazzata. State tranquilli non vi chiederò più nulla, sono soddisfatta perché lo struzzo, mi compensa generosamente della perdita del mio Guglielmo.

Noi ci guardiamo e tu:

-Signora ci dispiace molto della perdita del suo amato, se lo avessimo saputo prima avremmo mandato dei fiori. Ma quando è avvenuta la morte? Presumo da poco vedendo il dolore.

Stizzandoci reagisce con veemenza:

-Ma è morto lo stesso giorno, ve lo avevo detto che non si era sentito bene, quando sono andata per dirgli, che era arrivata nostra figlia l’ho trovato con gli occhi sbarrati che guardava il soffitto. Mi sono inginocchiata ed ho pregato per la felicità finalmente quel maledetto vecchio aguzzino era crepato. Ero felice e libera, anche il paese ha partecipato con tutta la gente al suo funerale, arrivato purtroppo sempre troppo tardi. Comunque voi conoscete la storia , ve l’avranno raccontata in paese.

Noi ci guardiamo e all’unisono:

-Signora sì! Ce l’hanno raccontata! Adesso signora dobbiamo salutarla , perché ci aspettano a casa i piccoli.

Guardando le nostre donne e richiudendo il cancello alle nostre spalle:

-Addio! Non sapevo che in città le vostre mogli riescono a fare i figli a cinquant’anni e passa

 

Stralcio dal mio libro di prossima pubblicazione “Giustizia  Divina”

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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