la Damigiana

Bereguardo 15 gennaio 2017

…sempre ad Alberto e Maria. Loro erano nella nostra compagnia quelli che si prestavano più facilmente a ricevere scherzi. Erano buoni di carattere, con la loro semplicità e una buona dose di ingenuità, che ne facevano i nostri capri espiatori preferiti per la realizzazione dei nostri scherzi. Durante un sabato sera , con la solita compagnia, pizza vino e musica. fuori c’era una serata favolosa , stellata e di luna piena, noi due accompagnammo fuori Alberto che voleva fumare e stare un po tranquillo lontano dalle donne.

Amilcare tu gli chiedi:

-Alberto come va il lavoro? La settimana scorsa ti lamentavi per il ritardo nei pagamenti, adesso è migliorata la situazione?

-Macché Amilcare! Purtroppo c’è sempre da tribolare, stiamo tornando alla preistoria, quando non circolava la moneta e si scambiavano i prodotti.

-Alberto sono d’accordo con te, riscuotere diventa sempre più difficile, meno male che, io sono in pensione e ancora me la danno.

-Pensa che ieri  un cliente al quale avevo portato due camioncini di sabbia, per giunta in campagna , non avendo soldi ha voluto pagarmi con una damigiana di vino.

Subito interessato intervengo:

-Alberto quale vino ti ha dato? Sappiamo tutti che tu bevi ma non ne capisci niente, non vorrei che ti avesse fregato dandoti un vinaccio di seconda scelta.

-No Ermanno! Il mio cliente mi ha assicurato che è un ottimo barbera fermo, di tredici gradi e mezzo. Quindi si può anche conservare una volta imbottigliato bene, poi lo produce lui nei suoi vigneti nell’Astigiano.

Vedo che mi fai l’occhiolino, pertanto proseguo:

-E con Maria come fai? Lei beve il vino rosso Bonarda o Gutturnio, quel tuo vinaccio te lo sputerà nel piatto, poi in faccia e non te la darà almeno per un mese.

-Sì Ermanno! Hai ragione forse dovrei venderlo, ma non conosco nessuno che, possa essere interessato, hai ragione tu non è il mio campo.

-Caro Alberto,forse se lo imbottigliamo posso proporlo  al ristorante sotto casa, però tieni  presente che , la Barbera qui rappresenta il vino più dozzinale e a buon mercato.

-Va bene Ermanno non crearti tanti problemi,con quella damigiana  o senza non risolvo i miei problemi.

Intervieni tu, dicendo che, non è tanto semplice imbottigliare bene, bisogna conoscere le fasi lunari,oltre che comprare le bottiglie, i tappi, eventuali etichette ecc. E cosa più importante assaggiare se il vino è ancora buono. Allora chiedi ad Alberto:

-Quello che te lo  ha dato , ti ha detto almeno a quale vendemmia appartiene?

-Sì Amilcare ! Mi ha detto che è della stagione passata, anzi mi ha assicurato che, è stata un’ annata eccezionale.

-Va bene è vero! Ma adesso decidi,  cosa vuoi farne?

-Io pensavo che, se domani volete venire ad assaggiarlo, poi mi consiglierete cosa fare. Però siccome vi conosco e aspettate sempre il momento giusto per inc…questa volta non ve lo permetterò.

Ritengo opportuno intervenire e:

-Quando la smetterai di trattarci male sarà sempre tardi, comunque quando sei disposto a farcelo assaggiare?

-Possiamo fare domani mattina?

-Ma sei matto? Non si può bere la barbera il mattino presto, si potrebbe fare nel primo pomeriggio?

-Sì Ermanno! Mi va bene, lo facciamo dopo le tre quando, Maria va via da sua sorella per la visita settimanale.

Intervieni tu raccomandandogli:

-Allora Alberto noi saremo da te verso le quattro, mi raccomando non aprire la damigiana prima del nostro arrivo.

-Va bene Amilcare!

Domenica pomeriggio Amilcare passa a prendermi alle tre,ci dirigiamo da Alberto ripassando il nostro piano, da attuare senza commettere errori. Perché come ci ha ricordato ci tiene d’occhio e non si fida (giustamente ) di noi. Viene ad aprirci, ci fa accomodare e dice che la damigiana è in cantina, se vogliamo andare con lui la stapperemo. Arrivati giù vediamo ben allineate parecchie bottiglie di liquori, regali di anni passati che lui non beve.( é un pensiero per un prossimo futuro) Ci avviciniamo alla damigiana ed Amilcare religiosamente si appresta ad aprirla, intanto chiede:

-Alberto passami la canna.

-Quale canna?

-Cazzo! Come pensi di spillarlo il vino? Lo sai o no che bisogna succhiarlo.

-Alberto piccato risponde:

-Cosa ne so io! Ho provveduto a portare questa caraffa, ce lo versiamo e lo portiamo su ad assaggiare così ne vediamo anche il colore.

-Alberto, prima di rovesciare la damigiana  passami un tovagliolo di carta per pulirne il collo.

-Non ce l’ho!

-Allora vai su a prenderlo, ma muoviti.

Mentte il nostro ingenuo amico si affretta a obbedire , tu tiri fuori una bottiglietta  di aceto bianco. Uscendo dalla cantina lo versi nella caraffa con molta delicatezza  per non spargerne l’odore nell’aria , poi l’appoggi su uno scaffale in alto. Al ritorno di Alberto, intanto che pulisci il collo della damigiana, gli dici:

-Alberto adesso con Ermanno prendete un manico a testa della damigiana e senza strapazzarla troppo la rovescerete quel tanto che basta per riempire la caraffa, che io terrò ferma sull’imboccatura.

Per favorire la buona riuscita della truffa intervengo anch’io con:

-Alberto ti consiglio di girare la testa mentre si versa il vino, altrimenti ti becchi una bella zaffata sul muso.

Tutto procede bene, si provvede a riempire la caraffa , si rimette la damigiana  al suo posto ritappandola per bene. Poi torniamo su in casa , poggiano la caraffa sul tavolo della sala da pranzo intanto che Alberto va a prendere tre bicchieri. Al suo ritorno ti dice:

-Amilcare, dai assaggialo per primo, visto che sei un intenditore.

Con la faccia tosta che ti contraddistingue, religiosamente porti il bicchiere sotto il naso e cominci ad annusarlo facendo delle smorfiacce, poi lo porti alle labbra  ed esclami:

-Cazzo! E’ andato a male, sa di aceto.

-Alberto scatta in piedi e  guardandoti storto e in cagnesco:

-No! Non ci credo! Voi due state cercando di fregarmi!

Tutti e due assumiamo una faccia da offesi, poi tu ricambiando lo sguardo cagnesco:

-Al posto di incazzarti e offendere gli unici amici che hai, assaggialo il tuo vino del cazzo, così sentiremo il tuo illuminato parere.

-Ci guarda, poi prende il  bicchiere lo accosta alle labbra e corre in bagno a sputar, al suo ritorno mi chiede:

-Ermanno dai assaggialo, così ci dai anche il tuo parere.

Allargando le braccia rispondo:

-Caro Alberto non serve, basta vedere le vostre facce.

Segue un silenzio carico di tensione  poi Alberto, alquanto abbacchiato ci chiede:

-Adesso cosa faccio lo riporto al contadino e ci litigo? Posso anche tenermelo ma  come aceto vado avanti cento anni  A parte che dovrei comunque imbottigliarlo. Figurati quante rotture di coglioni e discussioni con mia moglie. Voi cosa mi suggerite di fare?

Noi ci guardiamo, poi ti dico:

-Amilcare,  perché non provi a fare una telefonata al proprietario del ristorante sotto casa tua , so che vi conoscete.

-Ermanno adesso te lo chiamo, con la speranza che non mi mandi a quel paese, ammesso che non stia riposando. Ma ti avverto che, se mi risponde la moglie non le chiedo nulla, quella è veramente una stronza.

Amilcare si alza,  va in balcone a telefonare,  vediamo che,parla a lungo concitatamente e gesticolando. Un pò torvo e faccia scura torna dentro dicendo a tutti e due :

-Ragazzi che fatica, prende la damigiana se glie la portiamo subito, perché domani chiude per una settimana. Comunque sono riuscito a strappargli un cartone di Bonarda, così fai felice tua moglie

Dopo una mezz’oretta usciamo di casa portandoci dietro la damigiana di ottimo vino. Ripromettendoci di invitare a cena i nostri amici, accompagnandola da un ottimo Barbera d’annata.

 

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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