Una…in cerca di lavoro

Bereguardo 17 gennaio 2017

Oggi, alle dieci e trenta di una splendida giornata primaverile, quando tutti sono al lavoro, io spolvero e lucido la mia moto.In previsione della prima escursione in montagna sulle Alpi, da svolgersi sabato e domenica. All’improvviso una bella ragazza , mora in jeans e maglietta , si avvicina al cancello, scende dalla bici, mi guarda sorride e:

-Buongiorno, è qui che abita il signor Orsini, Andrea Orsini?

La guardo e pensando a una venditrice di qualcosa scortesemente le rispondo:

-Buongiorno a lei! Perché non prova a leggere la targa di ottone che, è posta sotto il suo naso? Comunque sì abita qui , perché vuole parlarci?

La donna visibilmente arrabbiata mi risponde acidamente:

-Grazie per la gentilezza e cortesia ! Si voglio parlare con lui, ma di quello che gli dirò sono cazzi miei

Comincio a divertirmi e con faccia burbera:

-Allora suoni il campanello e se c’è le aprirà il cancello.

Intanto che le dico questo mi avvio verso la casa ed entro in ufficio, il campanello sta squillando per la terza volta. Allora stravaccandomi sulla poltrona, schiaccio il tasto dell’apertura elettrica. La donna indispettita si avvia verso la porta d’ingresso, entra si ferma in un piccolo atrio con porta ombrelli e attaccapanni. Sulla parete di destra una porta chiusa anonima, a sinistra una che riporta sul vetro smerigliato, la scritta in caratteri dorati “Studio Investigativo Andrea Orsini”. Allora , lei bussa con le nocche e una voce la invita a entrare. Vedendomi seduto dietro la scrivania si blocca e sbotta:

-Che razza di scherzo idiota  è questo?

Con il mio sorriso più accattivante cerco di rabbonirla:

-Cara ragazza, sono io l’investigatore, si accomodi e si tranquillizzi, posso offrirle qualcosa da bere?

-Mi guarda con sospetto e sedendosi:

-No Grazie!  E’troppo presto per cominciare a bere.

La osservo bene, è veramente bella, con la punta delle labbra all’insù trasmette una immediata simpatia, allora delicatamente:

-Se vuole può accennarmi il motivo della sua visita, cercherò in tutti i modi di aiutarla.

-Si! Penso che lo possa fare, cerco lavoro.

Rimango stupefatto , la guardo e le rispondo:

-Guardi signorina che questo è uno studio investigativo e non un’agenzia interinale. Quella, se vuole, la trova duecento metri più avanti sulla sinistra. Però non capisco come possa essersi sbagliata.

Agitandosi sulla poltroncina in cerca di sistemazione:

-No, non ho sbagliato! Cercavo proprio lei, voglio fare l’investigatrice.

Rimango sbigottito e penso di avere assunto una faccia  da rincoglionito:

-No, non posso crederci! Mi chiedo chi, possa essere quel matto che l’ha indirizzata a me.

-E’ stato Marco Rota , un ufficiale dei Carabinieri mio amico, solo che appena pronunciato il tuo nome è scoppiato in una bella risata, però non ha voluto specificarmene il motivo. Allora siccome io soffro di masochismo , mi sono voluta accertare che, quanto avevo subodorato corrispondesse al vero e così è stato.

Mi stavo incazzando di brutto, senza riflettere e sull’onda dell’indignazione:

-Senti colombella, lo sai che mi hai rotto i coglioni? Non so nemmeno come ti chiami e vieni qui a sparare sentenze,siccome non ti ho cercata, puoi riprendere la via del ritorno.

Detto questo mi alzo, mi avvicino alla porta e la apro invitandola a uscire, lei mi guarda e non sollevando il sedere dalla sedia, mi sorride dicendomi:

-Noto con piacere che abbiamo rotto il ghiaccio e siamo passatoi al tu, rivelando in pieno la tua mancanza di tatto. Adesso comincio a convincermi che   tutta le cose negative che si raccontano sul tuo conto corrispondono a verità.

Richiudo la porta, torno a sedermi e guardandola  attentamente negli occhi:

-Non nego di essere perplesso, comunque se lo scherzo è finito, vorrei conoscere il motivo di questa pagliacciata, prometto di farti parlare senza interromperti.

Lei accavallando le lunghe gambe e fissandomi a sua volta riesce a indispettirmi ancora di più dicendo:

-Caro Andrea, lo sai cosa si mormora in giro di te e del tuo operato? Si dice che lavori per hobby e per questo motivo lo svolgi male, quasi con sopportazione. Inoltre tendi a muoverti come un carro armato, facendo finire in rissa delle semplici discussioni. Praticamente ti muovi usando più le mani che il cervello. Basta guardarsi in giro in questo ufficio per vedere la pochezza che ti circonda. Sono convinta che, se dovesse passare qui un cliente danaroso, proprio quello che rende di più, scapperebbe via a gambe levate.

Approfitto del momento di sosta che deve fare per respirare e intervengo:

-Sono molto gratificato del tuo prezioso giudizio non richiesto. Allora presumo, che vorresti essere assunta per portarmi sulla giusta via, cambiando faccia al mio studio rendendolo moderno e attivo, vero?

-Ma sei matto? Ho detto che cerco lavoro, ma non vorrei essere assolutamente alle tue dipendenze. Piuttosto se tu mi cedessi gratuitamente le quote, potrei accettare di fare la socia al cinquanta per cento, niente di più e niente di meno.

La guardo, ammiro la sua arroganza e cerco di stare al suo gioco, allora:

-Brava, molto interessante, però devi sapere che i muri sono di mia proprietà e non ho nessuna intenzione di regalarli. Comunque non vedo quale potrebbe essere il tuo apporto positivo,non ci sarebbe la possibilità di mettere i piedi sotto la scrivania aspettando che, arrivi l’ora della chiusura per tornarsene a casa felice

-Caro Andrea sono sicura che funzionerebbe! Sono bella, acculturata, ho studiato cinema e teatro , sono capace di assumere personalità molto diverse fra loro. Sono libera, mi tengo in forma con il ballo e l’uso della bicicletta. Non ho impegni che possano ridurre la mia disponibilità e cosa senza importanza sono piuttosto ricca.

Sono sbalordito dalle sue parole. E’ molto convincente, tutto sommato non vedo a quali  rischi andrei incontro nell’accettare la sua proposta, specialmente se non mi assilla con i soldi visto che ne ha.

Penso che sia una delle belle donne ricche e annoiate, che cercano l’avventura per dare un senso alla  loro vita vuota, allora le propongo…

 

Stralcio dal libro “Il caso Villoresi”

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: