le Prugne

Bereguardo 21 Gennaio 2017

La serata danzante in piazza volge al termine, noi stiamo sorseggiando l’ultimo bicchiere di vino e le nostre consorti leccano il cono di gelato. Vedo che stai fissando qualcosa e mi allineo al tuo sguardo cercando di capirne il motivo, notando il mio disappunto ti decidi e mi dici:

-Ermanno non noti nulla di interessante?

-Certo, vedo che ti diverti a prendermi in giro! E da tempo che cerco di individuare la fonte del tuo interessamento, però per quanto mi sforzi non ci riesco.

-Guarda di fronte, sull’altro lato della piazza, vedi quell’albero. Quello bello, grande e frondoso, con i rami che sporgono abbondantemente dal muro di cinta in cemento. Prima ballando, passandoci vicino ho notato che è pieno di prugne. Conoscendolo, allarmato rispondo:

-No! Amilcare, se stai pensando di rubare le prugne non mi trovi d’accordo. Dai quattro vecchi che si mettono a rubare le prugne come ragazzini, non è possibile. Anzi stai attento che le nostre donne non ti sentano. Come evocata mia moglie:

Ragazzi non so cosa vi sta scaldando tanto, ma io e Marta non abbiamo sonno, pertanto fatevi venire qualche idea, la serata è stata bella, però manca la ciliegina sulla torta.

-Amilcare eccoti un aiuto insperato! Le nostre signore rischiano di annoiarsi, pertanto esponi il tuo piano e buttiamoci a capofitto in questa ignobile impresa.

-Ermanno non essere tanto preoccupato, noi prenderemo solo quelle che sporgono dai rami sul suolo pubblico, sinceramente non so se questo costituisce un reato. Comunque ci conviene andar via e tornare fra una mezz’oretta quando avranno sbaraccato tutto e la piazza torna  deserta. Ci penso un po e chiedo:

-Va bene, ma dove andiamo?

-A casa tua! E’ la più vicina, penso che tutti sentiamo la necessità di fare una capatina in bagno, così da accostarci fisiologicamente preparati alla battaglia. Sulla strada valutiamo i procedimenti da adottare per l’esecuzione del piano. Non ci sono abitazioni che si affacciano sulla piazza, il municipio, alcuni uffici, due o tre negozi chiusi e un ristorante che sta già abbassando le saracinesche. Quindi da questo punto di vista, meno pericoloso di quanto ci si possa aspettare, il problema da risolvere è un altro. Il proprietario dell’albero, pensando a questa casualità, ha provveduto prima della fioritura a potare i rami più bassi.

-Amilcare, non mi sembra il caso di portarci dietro una scala, faremmo ridere i polli, pertanto dobbiamo escogitare un sistema per arrivare almeno a quelli più a portata di mano.

-Ermanno non ti preoccupare, non dobbiamo farci la scorta invernale, basta portarci un sacchetto del supermercato, anche se ne prendiamo poche, cosa ce ne frega!

Arriviamo in piazza , è completamente vuota. Solo il palco è rimasto in piedi e sarà smontato domani. Parcheggio sulla strada il più vicino possibile all’albero di prugne, Avevo pensato di utilizzare il tetto della macchina che ha due barre per il portapacchi, ma non è possibile, il marciapiedi è molto alto, Allora scendiamo dall’auto  e Amilcare ci illustra il suo piano:

-Ermanno adesso procediamo così! Io sto qui e tengo il sacchetto aperto, Marta che è alta ci fa cadere le prugne che le passa Anna. Naturalmente lei che è la più leggera sarà sulle tue forti spalle e la sosterrai per tutto il tempo necessario per riempire il sacchetto.

-Bravo Amilcare! Noto con piacere che ti sei addossata la parte più pericolosa e pesante.

-Ermanno, dai sono il più vecchio!

Guardandoci in giro con circospezione, ci accingiamo a passare all’azione. Poco dopo aver riempito più di mezzo sacchetto, si sente il ronzio di un motore in arrivo. Faccio scendere Anna , ci precipitiamo dentro l’auto, io al posto guida e mia moglie di fianco, tu nei sedili posteriori con Marta  che cominci ad abbracciare e baciare. Mi accingo a fare la stessa cosa, quando vedo dallo specchietto retrovisore due fari accesi sormontati da una luce blu intermittente, immediatamente dico:

-Amilcare! Cazzo! Sono i Carabinieri, adesso sono sorci verdi!

-Ermanno stai calmo! non ti preoccupare ci penso io, lascia fare a me. Marta molto preoccupata invoca:

-Dio ce ne scampi.

Mentre ci baciamo sentiamo un picchettìo sui vetri, mi giro e vedo un carabiniere che mi fa cenno di aprire, mentre un altro sta dietro con la mitraglietta in mano.

Buonasera, vogliate favorire i documenti della vettura e tutti i vostri personali. Dopo una decina di minuti, una telefonata fatta alla centrale  con riscontri per noi positivi,il graduato ci restituisce i documenti e commenta:

-Dagli indirizzi dei vostri documenti, risulta che siete due coppie adulte.Sarei proprio curioso di conoscere il motivo delle vostre smancerie in luoghi pubblici. Poi guardandomi mi chiede:

-Presso il nostro comando di zona, presta servizio un militare che porta il suo stesso cognome non comune, è per caso un suo parente?

-Sì, è mio figlio.

-Vi consiglio di rientrare nelle vostre abitazioni, di notte questi luoghi non sono proprio rispettabili.

-Grazie e buonasera.

-Buonasera.

Evidentemente risollevato, ridendo mi dici:

-Hai visto Ermanno, che bella serata all’adrenalina che abbiamo passata, adesso sì che possiamo andare a dormire tranquilli.

-Certamente tu sì! Ma siccome subito si saprà , cosa cazzo racconto a mio figlio Roberto, il carabiniere.

-Dormi tranquillo, il sonno porta consiglio.

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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