la Pizza

Bereguardo 30 Gennaio 2017

Sabato sera, ritrovo da Nicola, pizza e ballo. Le solite coppie della nostra compagnia. Mario è solo, sua moglie Teresa è partita per qualche giorno da sua madre che non sta troppo bene. Ha raccomandato a suo marito di non mangiare la pizza, perché da un pò accusa dei dolori di stomaco. La stessa cosa lo ha detto per telefono a Marta, affinché lo tenga d’occhio. Essendo solo lo facciamo sedere a capotavola, le nostre mogli di fianco, poi noi due. Mia moglie e Marta avevano contattato Nicola e Marisa la cantante, per chiedere la loro collaborazione per fare uno scherzo a Mario, prontamente accettata con disinvoltura.

Arriva il cameriere, ordiniamo le pizze, tutte molto semplici, solo Mario  la ordina con molto gorgonzola e con salsiccia e scamorza affumicata. Poco dopo arrivano e cominciamo a mangiarle . Nel frattempo squilla il cellulare di Mario:

-Scommetto che con questo tempismo può essere solo mia moglie, che rompe le balle. Poi guarda il quadrante e: -cosa faccio, rispondo? Non conosco nessuno con quel numero. interviene Marta che:

-Certo che devi rispondere! A quest’ora non sarà certo un creditore o Equitalia.

-Cazzo qui si sente solo crepitare! non si capisce una sola parola , è qualcuna che sembra molto agitata. Ancora Marta un pò scocciata:

-Ma bisogna dirti tutto! Se non capisci un tubo alzati e vai fuori.

Nel frattempo molto velocemente, Nicola mi passa un bicchierino di Vov, un liquore a base di marsala e uovo, un po lo verso sulla pizza e la rimanenza nel suo bicchiere di vino e nel mio. Dopo un po Mario rientra e viene a sedersi al suo posto, esclamando incazzato rivolto a Marta:

-Non guardarmi così, non prepararti a farmi il terzo grado. Ho capito solo che doveva essere una invasata, parlava a sproloquio e voleva sapere se sarei mai riuscito ad amarla. Comincio a farci qualche pensierino e le chiedo se da dove telefonasse, mi risponde dandomi del coglione e riattaccando.

Si siede prende coltello e forchetta e brontolando perché la pizza si è raffreddata, imbocca un boccone e facendo la faccia  schifiata, allontana il piatto. Intanto prende il bicchiere di vino e se lo porta alle labbra, ne sorseggia un po, poi comincia ad inveire, mi guarda e:

-Ermanno, sto vino fa schifo, sembra che sappia di uovo marcio, adesso chiamo Nicola e glie ne canto quattro:

-Mario aspetta! Fammelo assaggiare, se sa di qualcosa di strano me ne accorgo anch’io. Sorseggio e:

– No! E’ quello di sempre, il gusto è uguale. Lui guarda mia moglie e:

-Anna non mi fido di tuo marito, sono convinto che mi sta facendo uno scherzo. Anna si gira prende il mio bicchiere e sorseggiandolo:

-Toh, assaggia questo del suo bicchiere e dimmi se fa ugualmente schifo.

-Sì è quasi peggio del mio , chiediamo a Nicola , magari lui cerca di avvelenarmi. Nicola viene dalla cucina al nostro tavolo, assaggia il mio e asserisce:

-Ermanno trovo che sia a temperatura giusta, se vuoi ne porto una bottiglia, offro io, così ce lo beviamo in compagnia. Non ancora convinto, Mario riassaggia il suo, riassaggia il mio e dice:

-Cazzo! Forse mia moglie ha ragione. Non dovevo mangiare la pizza! Adesso sapete che io sono apprensivo e comincio a preoccuparmi . Tra l’altro mi sembra di avere la pancia gonfia e dura, adesso cosa cavolo faccio? allora tu, Amilcare prendendo la palla al balzo e chiamandomi in causa mi dici:

-Ermanno non ti sembra il caso che lo accompagniamo al Pronto Soccorso a farsi una bella lavanda gastrica, come ha fatto quel tuo cugino una decina di giorni fa?

-Sì Amilcare è una buona idea, se ce lo portiamo subito, torniamo indietro, che è ancora aperto e continuiamo a ballare.

In effetti, essendo il Pronto Soccorso stranamente vuoto, forse dovuto al sabato sera, per mezzanotte siamo stati di ritorno, con il locale ancora in piena festa. Mario ci fece giurare che non avremmo raccontato nulla a Teresa, onde evitare una bella discussione.

Il sabato sera successivo, mentre mangiamo, sentiamo  Teresa che racconta a Marta , che il Mario da un pò di tempo non soffre più di mal di pancia.

 

-Vedi Ermanno questo è stato uno scherzo a fin di bene.

-Verissimo Amilcare.

Sostiamo in Autogrill, assolviamo alle nostre necessità biologiche, prendiamo il caffè e ci avviamo verso l’uscita per pagare. Prima di arrivare alla cassa, facciamo il giro forzato degli scaffali di vendita . Ad un certo punto, al banco salumi vediamo che è posto in vendita mezzo prosciutto crudo confezionato. Allora tu, Amilcare rivolgendosi alle nostre signore:

-Ragazze vi ricordate lo scherzo del prosciutto?

Scoppiano  a ridere.

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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