immenso Amore

Bereguardo 27 Febbraio 2017

Oggi è una bella giornata assolata, ne approfitto per sgranchire le gambe facendo una passeggiata. Attraversando i giardini pubblici, posso godere dei primi schiamazzi dei bambini che giocano nell’aria fresca che preannuncia l’arrivo della primavera. Poco dopo mi fermo, perché ho visto seduto su una panchina il mio amico Luigi, che apparentemente legge un  giornale. Guardando attentamente mi rendo conto che il suo sguardo è perso nel vuoto al disopra del giornale con le pagine aperte , ma afflosciate sulle sue gambe. Chiaramente è assorto, estraniato dal contesto che lo circonda, inseguendo chissà quali voli pindarici. Mi avvicino e mi ci siedo accanto, non lo saluto , non voglio distrarlo e me ne sto in silenzio guardandomi intorno. Dopo un paio di minuti, si gira mi guarda e mi dice:

-Ermanno, penso che fra qualche giorno vi riunisco, tutti i miei amici, per una cena d’addio.

-Perchè vuoi suicidarti? E’ colpa di Equitalia?

-No! Però ho deciso di ritirarmi su un piccolo casolare in collina, vivere in maniera ascetica, immergendomi nello studio e nella meditazione finché morte non mi colga.

-Sono contento per te, finalmente Loredana ha trovato il modo di togliersi il tuo peso opprimente. Ma a parte il gioco di parole, mi vuoi illuminare sul problema che ti assilla? Così almeno mi dai la maniera di poterti aiutare, altrimenti gli amici a cosa servono.

-Ermanno ti ringrazio, ma non essere apprensivo, perché sono tranquillo, non posso dire felice perché si tratta della più grande rinuncia della mia vita. Ma sono giunto ad una svolta che per me è della massima importanza, pensa che questa  potrà essere determinata dalla presenza di un mio vecchio avversario.

-Senti Luigi o parli e mi dici tutto in una volta, oppure mi alzo e me ne vado.

-Va bene! Scusami provvedo subito:  Tu conosci molto bene l’iter della mia vita, perché siamo amici da sempre. quando mezzo secolo fa ho sposato Loredana, lei mi ha scelto , preferendomi a Donato, un amico comune che le faceva la corte e avrebbe voluto sposarla e portarsela negli Stati Uniti.  In tutti questi anni, abbiamo vissuto, abbiamo riso e pianto, abbiamo messo al mondo dei figli, abbiamo commerciato e  in alcuni momenti vissuti alla grande. Poi è arrivata la crisi e ne siamo stati investiti in pieno, mia moglie non si è mai lamentata, non mi ha mai oppresso con atteggiamenti pessimistici e cosa molto importante non mi ha mai rimproverato nulla. Però so che intimamente ci soffre, ma ha le mani legate non potendo intraprendere nessuna azione che possa risolvere questi problemi. Siccome Loredana è la mia ragione di vita è mio dovere fare in modo che possa vivere gli anni che le rimangono in maniera meno tesa, in un clima più tranquillo e senza dover rinunciare anche alle piccole cose.

-Luigi scusa se ti interrompo, ma se hai pensato di fare una rapina, puoi contare su di me, anch’io faccio fatica ad arrivare a fine mese.

-No! Ermanno niente del genere. Devi sapere che fra qualche giorno torna dall’America Donato, mi hanno detto che è molto ricco, è vedovo, vuole tornare a vivere qui e ha già comprato la prima villa , quella molto bella, all’inizio del paese. Allora io ho pensato di fare felice Loredana consentendole di frequentarlo nuovamente, affinché possa ritrovare la serenità perduta, così potrei allontanarmi e morire tranquillo sapendola sistemata.

Si ferma, non dice più niente e mi guarda in attesa che io esprima il mio parere, allora emotivamente molto coinvolto, gli dico con dolcezza:

-Caro Luigi, le tue parile mi hanno veramente commosso, la tua sarebbe la massima espressione dell’amore che si possa esprimere verso la compagna di una vita. Ma ti prego non farne nulla, perché conoscendo Loredana e il grande amore che nutre per te, ti caccerebbe fuori da casa a pedate.

-Tu dici?

nonno,nonno…i denti marci

Bereguardo 22 febbraio 2017

Circa una settimana fa.
-nonno, nonno perché tu non hai i denti marci?
-Pricipessa, non c’è l’ho marci, sono puliti, ma solo venti sui trentadue previsti, ma perché mi fai questa domanda?
-Perchè ho sentito la nonna che parlava con la mamma e le diceva che tutti quegli
uomini che parlano,parlano e parlano sempre in televisione hanno tutti i denti marci.
-Principessa… ha ragione la nonna, adesso ti propongo un gioco, io seguo questi programmi prevalentemente politici, che si chiamano talk show. Allora oggi è lunedì, contiamo fino a venerdì quanti sono, poi vediamo chi vince. Se sono più della metà vinco io, se sono meno vinci tu.
-No! Nonno non va bene, facciamo il contrario.
-Ma perché?
-Perché la nonna ha sempre ragione!
-Va bene, ma cosa ci giochiamo? Adesso ti faccio una proposta…
-No nonno te lo dico io. Se vinci tu ti darò dei bacini, se vinco io mi farai un grande regalo.
Caspita! E’ così, che nasce il mestiere più vecchio del mondo. Intanto accendo la televisione e mi focalizzo su un programma della La7.
Sabato successivo la nipotina mi raggiunge in giardino su una biciclettina a tre ruote.
-Ehilà,ciao principessa che bella bici che hai, chi te l’ha regalata?
-Hai perso!E la nonna me l’ha comprata con i tuoi soldi

Sogni e delusioni

Bereguardo Venerdì 17 Febbraio 2017

-Nonno,nonno ho fatto un bel sogno, ho sognato che mi facevi un regalo grande grande.
-Principessa sono contento che hai fatto un bel sogno, così ti sei svegliata felice e di buon umore. Invece pensa che quelli cattivi si chiamano incubi, in tal caso quando ti svegli sei felice di averlo fatto. Quindi in entrambi i casi sognare alla fine è positivo.
-Nonno, allora vestiti che andiamo a comprare il mio regalo.
-No principessa, lo sai che il nonno è piuttosto stitico nel fare regali, al contrario della nonna che provvede, riempendoti il più delle volte di cose inutili.
-Nonno allora ha ragione lei, quando dice che sei deludente.
-Sì tesoro, ma la cosa più brutta è che le delusioni ti arrivano sempre dalle persone che ti stanno più a cuore. ll mio per esempio è il caso più incomprensibile, perché le delusioni me le creo da solo e coscientemente, è questo si chiama masochismo. Io ho l’indole del don Chisciotte e prendo sempre le difese del più debole. Questo atteggiamento non cavalcando il carro del vincitore, ti preclude automaticamente tutte le strade al successo. Anche questo è molto opinabile perché per successo in tal caso si intende soldi e potere. Comunque a mio avviso esercitare il potere sui propri simili attraverso lo”sterco del diavolo” come qualcuno ha definito i soldi, è peccato e non porta la felicità. Poi tieni presente che l’esercizio del potere ti porta ad avere tanti nemici e questo non vuol dire tanto onore come qualcuno asseriva nel secolo scorso, ma non dormire mai tranquilli.In ogni caso se l’uomo osservasse il comportamento degli animali, verso i propri simili, ben difficilmente tenderebbe a schiavizzarli, di conseguenza si vivrebbe in un mondo migliore.
-Nonno ma tu anche se sei vecchio sogni qualche volta?
-Sì cara! Sono tre domeniche che faccio sempre lo stesso sogno, non so spiegartene le ragioni ma mi è successo altre volte di farli ripetitivi. Dunque tu sai che scrivo qualche libro, ho calcolato che a correggerlo ci si impiega più tempo che a scriverlo, forse per il mio basso livello scolastico, oppure perché ogni volta che correggi un errore cambi anche diverse parole e per diverso motivi. Ho sempre il cruccio che il mio modo di scrivere sia antiquato, specialmente nei colloqui diretti. Ed è a questo punto che subentra il sogno, e siccome nel sogno tutto è possibile, una persona sconosciuta riesce ad entrare nel mio profilo di facebook e mi lascia questo messaggio:

“Caro Ermanno, mi chiamo Elena sono una trentenne che è venuta a conoscenza del tuo cruccio e voglio aiutarti. Pertanto ti propongo un’avventura…letteraria. Ho una preparazione culturale umanitaria e mi farebbe piacere se potessi soccorrerti scrivendo nel linguaggio odierno le parti femminili che compongono i tuoi testi, che effettivamente risultano un pò datati. Oppure se vuoi, rimanendo perfettamente sconosciuti potremmo iniziare un libro redatto su uno scambio di finte lettere sperando che venga fuori qualcosa che possa gratificarci
moralmente. Ciao Elena”

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Avances

Bereguardo 15 febbraio 2017

…Signor Orsini venga fuori in balcone, guardi che bel panorama si vede adesso. Nel paese, nota il molo dove mio marito si reca tutte le mattine alle cinque, in attesa che arrivano le barche dei pescatori con il pesce fresco. Pensi che con le sue lunghe trattative è capace di rimanere lì anche un paio di ore, in attesa che arrivino tutte per poter scegliere quello migliore.
…Mentre Silvana sparecchia entra un omaccione, lo riconosco dai baffi con la punta all’insù, deve essere suo marito.Guarda dalla mia parte, poi si avvicina alla moglie le sussurra qualcosa, le da un bacino sulla guancia e si allontana …
-Scusi signora Silvana, il signore che l’ha salutata affettuosamente prima è suo marito?
-Sì, fa così tutte le sere, poi va subito a ronfare, con la scusa che si sveglia prima il mattino. Però signor Orfini la prego di chiamarmi Silvana, lo fanno tutti.
-Va bene, ammesso che lei mi chiami Andrea.
-D’accordo ma non davanti a mio marito , lui è geloso e chissà quale tresca potrebbe immaginare ci fosse tra noi.
-Silvana mi dispiace per lei, non deve essere facile convivere con un uomo così sospettoso.
-Sì! non è facile convivere, eppure tre anni fa quando l’ho sposato non sembrava così possessivo, delle volte penso che la nostra unione non durerà a lungo.Io come tutte le donne ho bisogno di essere coccolata e amata, cose che negli ultimi tempi mi fa mancare sempre di più.
-Silvana la capisco perfettamente,anch’io sto cercando di venire fuori da una brutta situazione ed è per questo motivo che sono in giro all’avventura. Ma se puoi siediti al mio tavolo, così possiamo parlare guardandoci negli occhi da vicino.
-Andrea so che non è professionale, ma chi se ne frega! E’bello parlare con una persona che sappia ascoltarti , ti rilassa e ti fa stare bene.
Si siede e poggia le mani sul tavolo,prendendole la sinistra con la mia:
-Cara Silvana, deve sapere, che io sto festeggiando con il giro in Sardegna il mio divorzio e per fare questo mi sono preso un mese di ferie.
-Andrea, allora spero che trovi qualcosa di interessante qui da noi, che la costringa a rimanere per qualche tempo.
-Sì! Però non vorrei nuovi legami affettivi, visto che sto uscendo da una brutta situazione.
-Comunque se trovasse qualcuna, si potrebbe cominciare per gioco, poi aspettare senza fretta lo sviluppo del rapporto.
-In effetti così potrebbe anche funzionare.
Silvana si alza dicendomi:
-Andrea, adesso devo andare in cucina ad aiutare mia madre a pulire, se vuole domani mattina presto le posso portare un caffè a letto e dal balcone vedremo nascere il nuovo giorno.
-Silvana le sono grato per la premura, l’aspetterò con ansia , buonanotte.
-Sogni d’oro!

Stralcio dal mio libro di prossima pubblicazione “Il caso Villoresi”

Libertà di Stampa

Bereguardo 8 febbraio 2017

La mia nipotina sta giocando con le sue bambole, accovacciata su una coperta stesa sul pavimento, all’improvviso si blocca, mi guarda e corre a sedersi sulle mie ginocchia.E dopo avermi gratificato di una ginocchiata sui miei attributi mi chiede:

-Nonno, nonno cos’è la libertà di stampa?

-Da dove ti viene fuori una domanda del genere?

-Ma non la senti la nonna, che sta sbraitando contro i giornalisti, per qualcosa che stanno trasmettendo in televisione? E lo sta facendo contro la libertà di stampa.

-Senti principessa , adesso cerco di fare del mio meglio, spiegandoti in parole povere quello che sia. Però posso anche sbagliarmi dicendoti cose che scaturiscono più dalla mia esperienza umana che dalla realtà.

-Va bene nonno, tanto poi lo chiedo anche al mio papino quando rientra questa sera .

-Allora cara devi sapere, che normalmente quando si compra un giornale, si presume che le notizie che leggi siano veritiere, purtroppo non è così. La verità è condizionata da innumerevoli fattori che ne possono falsare l’interpretazione, già solamente raccontandola a un amico. Figurati poi se subentrano altri fattori che ne distorcono la realtà, come gli interessi commerciali relativi alla vendita dei giornali, quelli più importanti di appartenenza politica  e poi in ultima analisi si deve scrivere quello che dice il padrone del giornale. Questo vale anche per l’informazione televisiva, pertanto tu , per cercarti la verità dovresti leggere lo stesso articolo su giornali avversi  e poi immaginartela come quella che ritieni reale. La nostra stampa sta diventando una delle peggiori al mondo, penso che questo sia dovuto a una mancanza culturale, di valori etici e morali, come il rispetto e educazione verso i propri simili. forse una stampa più seria riuscirebbe a rallentare il suo prossimo suicidio, dovute alle comunicazioni tecnologiche gratuite di massa . Sono convinto che sia più facile oggi apprendere la realtà,  dai commenti del pubblico espressi su organi di informazione, come facebook anche se ci sono tante falsità. Presso le redazioni dei giornali esiste una figura che si occupa dei titoli degli articoli da pubblicare, pertanto c’è comunque alla fonte una probabile distorsione. Poi parliamoci chiaro, normalmente un giornalista è un dipendente, pertanto pubblica quello che gli viene comandato di fare. Adesso per farti capire meglio ti faccio un paio di esempi di accanimenti persecutori da parte di giornalisti. Qualche anno fa Berlusconi fece fuori Fini per un suo deprecabile errore compiuto in malafede. Tutti i santissimi giorni i titoli dei suoi giornali in prima pagina erano rivolti contro Fini e così anche le sue televisioni, finché lo hanno scacciato dal suo partito. Mi sembra impossibile che i giornalisti , persone che lavorano con l’uso esclusivo del cervello non si vergognassero di guardarsi allo specchio radendosi la barba. Oggi si ripete la stessa cosa nei confronti della sindaca  di Roma Virginia Raggi. Al posto di occuparsi dei veri delinquenti, vanno a controllare quante volte Virginia va a fare la pipì, adesso si occuperanno dei suoi amanti , che naturalmente saranno in molti. Mi meraviglio che queste persone con questi ignobili atteggiamenti non si rendano conto, che portano solo voti al M5S.  Comunque Virginia potrebbero suicidarla facendone una martire, portando  al rischio fondato di una sollevazione popolare. Il grado di sopportazione della gente è allo stremo e sono in arrivo nuove tasse, che forse si chiamano ancora accise.

-Nonno, nonno basta sei riuscito a confondermi!

-Scusa cara, mi sono lasciato fuorviare dai sentimenti.

 

 

…pensieri sotto la pioggia

Bereguardo 4 febbraio 2017.

Oggi è sempre più difficile che una coppia duri tanto, annullando quello della sacralità della famiglia, che è la base fondante di un popolo, quindi di una nazione. Oggi la percentuale del valore etico si è molto abbassata, determinata dal lassismo generale verso  la cultura umanitaria.

Dall’attuale  modus vivendi dovuto alla globalizzazione che, se da un lato ha abbassato notevolmente la povertà nel mondo, dall’altro coadiuvato dall’alto livello tecnologico   raggiunto nella comunicazione di massa,  ha determinato l’allontanamento del vivere comune. Adesso si stanno creando nel mondo bue blocchi distinte di persone, quelle che non vogliono muri e confini e quelli che vogliono rafforzarli.

Se non si abbassano i toni di questa contesa potremmo avviarci verso una fine insperata, verso una terza guerra mondiale. Quella che in un convegno del 1949 Einstein non riusci a definirne i contorni ma asserì con convinzione che la quarta sarebbe stata combattuta a colpi di pietre e bastoni. E le sue elucubrazioni mentali erano dovute a un cervello che marciava al doppio del nostro.

Oggi, nella quasi impossibilità di sognare, dovuta  prevalentemente alle  carenze evidenti di una classe istituzionale corrotta, l’uomo cerca di farsi notare dagli altri attraverso non una effettiva rivoluzione, ma con il narcisismo.

Oggi come sempre è importante piacere, però per farlo bisogna distinguersi dagli altri. Per raggiungere questo scopo non si utilizzano più le parole contenute nelle romanze dei trovatori, quindi il valore dei sentimenti e del coraggio, ma quello fatuo dell’esteriorità.

Per questo sono appannaggio dei nostri tempi i tatuaggi, i bicipiti scolpiti, i look arcobalenici e le mode più sfrenate. Sarei curioso di sapere se qualcuno ha informato i ragazzi che mostrano le chiappe al sole che,  quello era il segnale del culo disponibile nelle carceri americane di due secoli fa.

Penso che uno degli esempi più evidenti e attuali di narcisismo sia quello rappresentato dall’ascesa al top e la conseguente rovinosa caduta del nostro ex presidente del consiglio. Lui è riuscito con progressione maniacale a rendersi inviso al suo popolo, costringendolo a votare no ad una riforma che se prospettata in maniera diversa avrebbe ottenuta la maggioranza assoluta.

Mi auguro che insieme a quello meteorologico, torni il sole anche nella mia testa, buona giornata a tutti.

amore a Montebelluna

Bereguardo 3 Febbraio 2017

Una sera a cena da Amilcare, arrivati verso la fine la moglie Marta ci confida:

-Ermanno, guarda che domenica prossima noi non ci saremo, andremo al mio paese Montebelluna, perché ricorre il compleanno di mio padre. Lui è vedovo da parecchi anni e vive nella sua grande casa di famiglia con mia sorella, suo marito ed i due figli maschi. Guarda, ti dico la verità, mi fa piacere rivedere i miei, però so già che sarà una rimpatriata un pò noiosa. Allora tu Amilcare interrompendola intervieni dicendole:

– Marta, perché non invitiamo anche loro? Così andiamo con il macchinone di Ermanno, l’Audi A8 e viaggeremo da gran signori. Si intromette Anna, mia moglie:

-Amilcare sei peggio di mio marito, anche lui si comporta da cafone come te, hai messo Marta in una situazione imbarazzante , davanti al fatto compiuto. Riprende la parola  Marta:

-Hai ragione Anna, si comportano sempre come padroni, meglio non tener conto della sua cafonaggine. Tu infastidito replichi:

-Ermanno, le nostre donne quando vogliono cercare il pelo nell’uovo, ci riescono sempre, dai beviamoci su. Anzi adesso pianificheremo tutto il week end, in modo da non avere sorprese.

Il sabato successivo partiamo abbastanza presto, in quanto per me e mia moglie sono luoghi sconosciuti, ed abbiamo espresso il desiderio di visitare i dintorni. Cosa che facciamo con il cognato di Marta che ci fa da cicerone, guidando la mia auto per tutta la domenica.

Una delle cose che mi colpìsce, sono i colori delle case. Abituati ai nostri colori tenui e pastellati, prevalentemente grigi o terra di Siena chiara o scura, le loro sono dipinte con colori molto accesi, suscitando un senso di allegria. Noto che le campagne sono disseminate di queste belle e grandi costruzioni e tu con il sarcasmo che ti contraddistingue mi fai subito notare che:

-Ermanno, non avere sempre la visione rosea delle cose, un buon numero di quelle , forse le più belle sono accatastate come capanni per gli attrezzi.

-Amilcare, questa è una ulteriore conferma del nostro cattivo operato. Dopo aver girato e  conosciuto parenti e amici  loro, torniamo a casa per la cena , che si svolge in maniera simpatica e allegra. Quando si arriva al commiato Marta ci dice:

-Ermanno vi abbiamo preparato una camera di fianco alla nostra, mentre i nostri parenti dormono in camere sull’ala opposta. Così per qualsiasi necessità o evenienza puoi chiamarci.

Dopo averci accompagnato in camera, ci salutiamo guardandoci intorno. Bella e spaziosa, arredata con mobili antichi, il letto di quelli con le reti a molla,  con la testiera in ferro battuto intarsiata con elementi di ottone lavorato. Dopo questa constatazione dico a mia moglie:

-Anna, sai che questo letto mi ricorda quello della mia camera da ragazzo, con la differenza che era a una piazza.

_No! Il mio no, era in legno, ma mi ricordo, che quello dei miei genitori era come questo e faceva un mucchio di rumore. Ci guardiamo e e intendendoci al volo, scoppiamo a ridere, poi io:

-Dai facciamo uno scherzo ai nostri amici così ci facciamo quattro risate.

Detto fatto ci spogliamo e rimaniamo con gli indumenti intimi addosso, facciamo passare una decina di minuti, poi piano piano cominciamo a fare grossi sospiri e gridolini vari, e ogni tanto sbattiamo la testiera contro il muro. Questa fa veramente un bel rumore.  Dopo un pò di movimenti,  sentiamo picchiare contro il muro. Lasciamo passare qualche minuto e ricominciamo, dall’altra parte bussano ancora e sentiamo Amilcare che inveisce.

Ridendo ci fumiamo una sigaretta, poi ricominciamo peggio di prima. A un certo punto si apre la porta con violenza e tu entri in pigiama e incazzato, allora ci assali in cattivo modo:

-Cazzo! Se fate così adesso chissà da giovani. Mi meraviglio di te Anna, che hai una faccia da santarellina e riesci a fare tutto questo casino.

Intanto noti che siamo parzialmente vestiti e ci stiamo sganasciando dalle risate. Allora capisci che si tratta di uno scherzo e rivolgendoti a mia moglie:

-Anna vedo con piacere che sei fatta bene, un pensierino ce lo farei anche come amico. In quel momento entra Marta e rivolgendosi al marito:

-Bravo, pensa che brutta figura faresti, comunque mi sta venendo il dubbio che tanta grazia di Dio potesse corrispondere al vero.

Il mattino successivo , di buon’ora i nostri amici vengono a svegliarci, con un vassoio da caffè e brioche calde.

 

 

 

Rasandomi,davanti allo specchio

Bereguardo 2 Febbraio 2017

Trent’anni e sposato. Mi capita sempre più spesso di sentirmi deluso e mi chiedo se, sia colpa degli altri o solo mia o di ambedue. I miei genitori si sono impegnati a farmi attraente e prestante, per questo non ho mai avuto difficoltà a stabilire rapporti con i miei simili, cercando di rendermi simpatico ai loro occhi.

Delle volte faccio fatica ad adattarmi a tutti i lavori che mi vengono offerti. Però nella situazione di precariato che si vive attualmente, devo dare il benvenuto a tutte le opportunità che mi si presentano.

La cosa più alienante è costituita dall’impossibilità di sognare, quella di avere una carota davanti al naso e per quanto mi giri  a manca e dritta, non riesco a trovarla, forse è diventata trasparente. Posso colpevolizzare i miei genitori di avermi dato un’educazione  umanistica, basata sui valori etici e morali. Quelli di impronta millenaria, probabilmente non più adatta ai tempi in cui viviamo, dove l’unico scopo è quello del dio denaro. Dove l’uomo che, dovrebbe sentirsi innalzato dai valori in cui crede, si debba sentire un fesso o essere ritenuto tale. Mi irrita che sempre più spesso la mia personalità venga sopraffatta dagli eventi. Adesso guardandomi allo specchio, capisco di essere arrivato ad un bivio, devo scegliere la strada migliore da prendere, se quella in discesa o quella in salita.

Quella in discesa.    E’ la più semplice, quella immediatamente praticabile, quella di rinunciare alla mia personalità relegandone a quelli che mi stanno più vicini qualsiasi decisione. Quella che mi fa sputare sulla mia immagine allo specchio, ma dall’altra parte mi assicura più tranquillità, con notevoli meno rotture di coglioni.

Quella in salita.    E’ la più impervia e la più difficile da realizzare sotto tutti i punti di vista. Ma è quella che gratifica , da un senso alla vita, allontana lo svilimento, ti fa sentire combattente ed importante, guadagnando la fiducia degli altri. La stessa componente inalienabile che  ti accompagnerà nello svolgimento della vita quotidiana. In questo modo hai afferrato la carota con i denti , che poi difficilmente ti sfuggirà, contribuendo ad affrontare con più serenità le avversità della vita.

Premesso che non sono un tipo arrendevole ed anche un po presuntuoso, scelgo senza tentennamenti al strada  più impervia. La più difficile, quella di montagna dove bisogna stare molto attenti a non uscire di strada, perché si finisce nella scarpata senza alcuna possibilità di ritorno.

Pertanto devo e voglio combattere le sfide, che mi si presentano, perché solo in tal modo, posso dare un giorno senso alla parola felicità.