l’Amante infedele

Bereguardo 1 febbraio 2017

Un venerdì ci viene a trovare dalla Toscana  Assuntina una cugina di mia moglie, con suo figlio Mauro. Viene a passare un week end da noi per rilassarsi, dopo aver affrontato la separazione dal marito dopo più di venti anni di matrimonio.

Assuntina da buona donna toscana è spiritosa, vivace, arguta,allegra e le piace scherzare molto volentieri. E’ un bella donna, corpo armonioso , mora con grandi occhi neri. Pisana da generazioni, è la responsabile di una importante libreria in centro città. Mauro frequenta l’università e dovrebbe laurearsi in ingegneria nella prossima primavera.

Dopo cena le donne si raccontano episodi comuni, come avviene normalmente con tutti i famigliari che si frequentano  saltuariamente. Durante una sosta  guardando Assuntina le dico:

-Assuntina , devi sapere, che Silvio un nostro amico di balli e bisbocce, si vanta sempre di aver fatto il paracadutista nella tua città. Ogni tanto ci racconta le sue numerose avventure piccanti, che conosciamo come la maggior parte come balle, visto che a ogni ogni racconto si svolge sempre in maniera diversa.  A quel punto a mia moglie viene un’idea e rivolgendosi alla cugina:

-Senti Assuntina, te la senti di combinare uno scherzo al nostro amico Silvio? Così domani sera nel locale, dove andiamo a cenare e ballare abbiamo le risate assicurate.

-Dai Anna! Molto volentieri, lo sai che combinare scherzi è il mio pane quotidiano.

Naturalmente come è nella nostra natura, ci buttiamo a capofitto nella pianificazione della rappresentazione. L’indomani sera verso le otto e mezzo, ci troviamo all’ingresso del nostro locale, prendo sottobraccio il mio amico Amilcare e gli dico:

-Senti Amilcare, ieri sera mia moglie ha avuto un’idea straordinaria per allietare le serata, ma non chiedermi nulla adesso. Piuttosto avverti tutti gli altri di non intromettersi nei discorsi che si susseguiranno.

-Ermanno, ma io come posso partecipare attivamente? Allarmato immediatamente ti rispondo:

-Non facendo nulla, tieni presente che la donna che interverrà, è una parente di mia moglie , che si presta al gioco. Anzi fai in modo  che quando ci sediamo, all’inizio del tavolo ci sia Silvio e sua moglie  Giovanna, mentre io e e Anna saremo seduti di fronte. devi fare in modo che il posto a capotavola sia libero.

-Va bene capo, non devo fare nient’altro?

-Sì certo! Vai ad avvertire il cameriere di mettere il cartello di occupato al tavolo accanto al nostro. Mi raccomando che sia di due posti e di mettere anche dei fiori, crepi l’avarizia.

-Ermanno, prevedo qualcosa di succulento.

Attendiamo l’arrivo di tutti, siamo cinque coppie,tu le informi di quanto si sta preparando e stabilisci in sordina l’assegnazione dei posti. Mentre io e mia moglie, con una scusa intratteniamo fuori Silvio e Giovanna. Poi entriamo e noi quattro ci sediamo nei posti liberi rimasti. Passa il cameriere e ordiniamo le nostre consumazioni. Nell’attesa ci scambiamo le solite frasi di circostanza , poi sento che Giovanna rivolgendosi a mia moglie le fa notare:

-Anna, sembra che questa sera ci siano persone importanti al tavolo vicino al nostro. Caspita perfino dei fiori, per noi mai avuta un’accortezza del genere, devo dirglielo a quello zoticone di Nicola il proprietario.

Passa un quarto d’ora, appena arrivano le consumazioni, si avverte un silenzio improvviso, tutti sono girati verso l’ingresso. Vediamo il cameriere, che con un perfetto inchino fa accomodare una coppia accompagnandola al tavolo di fianco al nostro. Lei è truccata in modo accentuato, con un vestito rosso con spacco laterale e scollatura anteriore sulle tette e posteriore fino all’osso sacro. Il suo accompagnatore, un bel giovanotto alto e prestante in elegante abito blu, scarpe e cravatta dello stesso colore e camicia con bottoni dorati e con fazzoletto al taschino. Giovanna allungando il collo verso mia moglie le sussurra:

-Anna , hai visto come sono conciati quelli? Probabilmente hanno sbagliato locale. Lei ha tutta l’aria di essere una zoccolona, truccata pesantemente e mezza nuda. Poi mi chiedo come un bel ragazzo possa stare con una così, mi sembra sua nonna.

-Dai Giovanna, non esagerare! Sì potrebbe essere sua madre, ma non sua nonna.

-Sì! Ma come fa a conciarsi così! Vuole attirare gli sguardi di tutti, sembra anche riuscirci, poi hai notato che sorride come un’oca giuliva  quella vecchia marpione.

Arriva  la consumazione della coppia e cominciano a mangiare. Lui procede piuttosto alacremente, in quanto giovane, da più importanza alla fame che all’etichetta . La signora invece procede con calma, assapora ogni boccone  con lentezza e si imbocca con la grazia di una donna altolocata.

-Dai Anna, lo vedi che lo fa apposta, ti sembra un modo naturale di mangiare quello?

-Per favore, Giovanna lasciala perdere o ti rovini la serata.

Intanto che la cena prosegue, la musica  attacca in sordina. la donna di tanto in tanto lancia degli sguardi a Silvio. Lui si accorge del suo interessamento, ma anche arrossendo, con la moglie al fianco, non può fare nulla. Si concentra sul piatto, mangia molto lentamente e non si gira ne a manca  ne a dritta. Dopo un pò Giovanna si accorge di quello che sta succedendo e dice a mia moglie:

-Anna! Non so a cosa mira la zoccolona, ma se continua così mi alzo e glie ne canto quattro! Sembra che punti mio marito, l’hai notato anche tu vero? Dopo un pò la signora si alza, si avvicina e rivolgendosi alla Giovanna:

-Signora le chiedo scusa, non voglio creare nessun problema e rovinare la festa di una così bella compagnia. Mi chiamo Gabriella e guardavo suo marito con interesse, perché mi ricorda una persona con la quale ho avuto una storia tanto tempo fa. Sicuramente mi sbaglio, il ragazzo si chiamava Silvio ed era molto magro, non certamente il signore robusto che vedo adesso. Chiedo scusa a voi e a tutti i presenti, non vi importunerò più. Giovanna arrossendo accetta le scuse, la signora si ritira e torna al suo posto, poi lei guardando il marito in cagnesco:

-Sei un bastardo! Mi avevi promesso di raccontarmi tutto prima di sposarci, adesso da dove spunta la puttana? Ora capisco perché è finita in questo posto di terz’ordine, si vede che già ti ha lumato in giro. Anzi sai cosa penso, che marcio come sei , ci esci ancora, ed io faccio la figura della cornuta davanti a tutti i nostri amici, sei veramente uno stronzo!

-Cara! Ti assicuro che quella io non l’ho mai vista ne conosciuta, ti giuro che è la prima volta che la vedo.

-Sì, allora come mai conosce il tuo nome? Anzi adesso la chiamo e glie lo chiedo. Si alza prontamente e senza che nessuno possa intervenire:

-Signora Gabriella, mi scusi se la importuno. Le sarei grata se potesse dirmi qualcosa di più sulla vostra relazione passata, così per curiosità,tanto è avvenuta in tempi che nemmeno lo conoscevo il mio caro marito.

Assuntina si alza, viene verso di noi e mi chiede il permesso di sedersi sulla sedia vuota a capotavola , dopo essersi seduta ed accettato un bicchiere di vino rosso che le ho offerto, quindi rivolgendosi alla Giovanna:

-Signora, io prima mi sono presentata, può dirmi per favore il suo nome, così non ho la sensazione di parlare di cose intime con una sconosciuta. Giovanna incassa il colpo e risponde:

-Mi chiamo Giovanna e sono la moglie di Silvio, da ventitré anni. Amilcare a questo punto sei intervenuto dicendo:

-Signora Gabriella, non le sembra il caso di avvicinare il vostro tavolo al nostro, in modo che il suo cavaliere non si senta abbandonato?

-Signore la ringrazio, mi sembra una buona idea, ammesso che siate tutti d’accordo.

Sto riflettendo, sperando che Gabriella si ricordi bene quanto abbiamo concordato, attenendoci ad uno dei racconti che Silvio ci ha propinato più di una volta. Alytrimenti rischiamo di fare una figura barbina, allora lei parte così:

-Signora Giovanna, quando suo marito faceva il militare a Pisa nella sezione paracadutisti, mi ha conosciuta in una maniera un pò insolita. Una sera stavo tornando a casa, era piuttosto tardi, quando attraversando un vicolo, un bastardo mi blocca e cerca di approfittare di me.  a quel punto intervengono in mio aiuto Silvio e il suo collega Alfonso. Silvio mi rialza da terra e mi abbraccia, mentre Alfonso molla un paio di pugni e prende a pedate il malintenzionato facendolo correre via. Amilcafre tu interrompi il racconto dicendo:

-Scusa Silvio, ma non ci avevi raccontato che eri intervenuto da solo? In attesa di una risposta che non arriva, Gabriella riparte:

-A questo punto mi sento rassicurata e chiedo in che maniera io possa sdebitarmi. Mi rispondono che non è necessario, anzi si offrono di riaccompagnarmi a casa, al fine di evitare altri spiacevoli incontri. Io abitavo da sola , i miei si erano divisi e mi avevano lasciato la casa di proprietà. Io guardo mia moglie e le sussurro:

-Caspita tua cugina è un mostro, si ricorda qualsiasi particolare. Ci sa veramente fare, poi con che classe ha sistemato e praticamente zittita la Giovanna. riprendiamo a seguire il racconto di Gabriella:

-Ti ricordi Silvio? Venisti a prendermi due o tre volte al lavoro, ci scambiammo qualche bacio , forse ti illudesti che fosse nato qualcosa di importante , ma non fu così.La quarta volta che venisti a prendermi ti dissi la verità. Ti comunicai che mi ero impegnata con Alfonso col quale andavo già a letto da qualche giorno. Ancora tu, Amilcare con sadismo e ad alta voce:

-Silvio ma tu ci hai raccontato che te la sei fatta a lungo , in tutti i modi contemplati dal Kamasutra, evidentemente ci hai raccontato un fracco di balle. Questo non si fa con gli amici, specialmente con quelli che ti stanno più vicino, bugiardo. Un Silvio confuso e abbacchiato, guardando la moglie che lo guarda con ira e commiserazione le dice:

-Giovanna! Ti giuro che questa  io non l’ho mai vista ne conosciuta!  Non so perché si accanisce contro di me in questo modo, mi sembra di vivere in un incubo.

-Vedi che Amilcare ha proprio ragione , sei un bastardo e bugiardo. Mi sai spiegare come fa Gabriella a raccontare tanti squallidi particolari, che ci hai condito finora. Mi alzo e chiedo un pò di silenzio, poi annuncio:

-Giovanna, se mi prometti che offrirai lo spumante, ti racconto una terza verità che servirà a rassenerarti un pò.

-Ermanno a questo punto fai quello che vuoi! Faccio cenno a mia moglie di spostarsi in fondo, per evitare che Giovanna le rompesse la testa con un corpo contundente, una volta appresa la verità. Faccio cenno a Gabriella di alzarsi e:

-Giovanna! Sono lieto di presentarti Assuntina, la cugina pisana di mia moglie e suo figlio Mauro. Giovanna ci osserva alternativamente, poi si lascia cadere sulla sedia e cercando con lo sguardo mia moglie:

-Anna , questa me la paghi alla prima occasione! Proprio con te che mi confidavo, me l’hai combinata bene. Comunque Assuntina complimenti per le tue doti di attrice, ci hai saputo fare molto bene, e rivolgendosi al marito:

-Spero che tu la smetti di raccontare balle, tanto ormai sei completamente sputtanato.

-Va bene, cara!

 

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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