Rasandomi,davanti allo specchio

Bereguardo 2 Febbraio 2017

Trent’anni e sposato. Mi capita sempre più spesso di sentirmi deluso e mi chiedo se, sia colpa degli altri o solo mia o di ambedue. I miei genitori si sono impegnati a farmi attraente e prestante, per questo non ho mai avuto difficoltà a stabilire rapporti con i miei simili, cercando di rendermi simpatico ai loro occhi.

Delle volte faccio fatica ad adattarmi a tutti i lavori che mi vengono offerti. Però nella situazione di precariato che si vive attualmente, devo dare il benvenuto a tutte le opportunità che mi si presentano.

La cosa più alienante è costituita dall’impossibilità di sognare, quella di avere una carota davanti al naso e per quanto mi giri  a manca e dritta, non riesco a trovarla, forse è diventata trasparente. Posso colpevolizzare i miei genitori di avermi dato un’educazione  umanistica, basata sui valori etici e morali. Quelli di impronta millenaria, probabilmente non più adatta ai tempi in cui viviamo, dove l’unico scopo è quello del dio denaro. Dove l’uomo che, dovrebbe sentirsi innalzato dai valori in cui crede, si debba sentire un fesso o essere ritenuto tale. Mi irrita che sempre più spesso la mia personalità venga sopraffatta dagli eventi. Adesso guardandomi allo specchio, capisco di essere arrivato ad un bivio, devo scegliere la strada migliore da prendere, se quella in discesa o quella in salita.

Quella in discesa.    E’ la più semplice, quella immediatamente praticabile, quella di rinunciare alla mia personalità relegandone a quelli che mi stanno più vicini qualsiasi decisione. Quella che mi fa sputare sulla mia immagine allo specchio, ma dall’altra parte mi assicura più tranquillità, con notevoli meno rotture di coglioni.

Quella in salita.    E’ la più impervia e la più difficile da realizzare sotto tutti i punti di vista. Ma è quella che gratifica , da un senso alla vita, allontana lo svilimento, ti fa sentire combattente ed importante, guadagnando la fiducia degli altri. La stessa componente inalienabile che  ti accompagnerà nello svolgimento della vita quotidiana. In questo modo hai afferrato la carota con i denti , che poi difficilmente ti sfuggirà, contribuendo ad affrontare con più serenità le avversità della vita.

Premesso che non sono un tipo arrendevole ed anche un po presuntuoso, scelgo senza tentennamenti al strada  più impervia. La più difficile, quella di montagna dove bisogna stare molto attenti a non uscire di strada, perché si finisce nella scarpata senza alcuna possibilità di ritorno.

Pertanto devo e voglio combattere le sfide, che mi si presentano, perché solo in tal modo, posso dare un giorno senso alla parola felicità.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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