amore a Montebelluna

Bereguardo 3 Febbraio 2017

Una sera a cena da Amilcare, arrivati verso la fine la moglie Marta ci confida:

-Ermanno, guarda che domenica prossima noi non ci saremo, andremo al mio paese Montebelluna, perché ricorre il compleanno di mio padre. Lui è vedovo da parecchi anni e vive nella sua grande casa di famiglia con mia sorella, suo marito ed i due figli maschi. Guarda, ti dico la verità, mi fa piacere rivedere i miei, però so già che sarà una rimpatriata un pò noiosa. Allora tu Amilcare interrompendola intervieni dicendole:

– Marta, perché non invitiamo anche loro? Così andiamo con il macchinone di Ermanno, l’Audi A8 e viaggeremo da gran signori. Si intromette Anna, mia moglie:

-Amilcare sei peggio di mio marito, anche lui si comporta da cafone come te, hai messo Marta in una situazione imbarazzante , davanti al fatto compiuto. Riprende la parola  Marta:

-Hai ragione Anna, si comportano sempre come padroni, meglio non tener conto della sua cafonaggine. Tu infastidito replichi:

-Ermanno, le nostre donne quando vogliono cercare il pelo nell’uovo, ci riescono sempre, dai beviamoci su. Anzi adesso pianificheremo tutto il week end, in modo da non avere sorprese.

Il sabato successivo partiamo abbastanza presto, in quanto per me e mia moglie sono luoghi sconosciuti, ed abbiamo espresso il desiderio di visitare i dintorni. Cosa che facciamo con il cognato di Marta che ci fa da cicerone, guidando la mia auto per tutta la domenica.

Una delle cose che mi colpìsce, sono i colori delle case. Abituati ai nostri colori tenui e pastellati, prevalentemente grigi o terra di Siena chiara o scura, le loro sono dipinte con colori molto accesi, suscitando un senso di allegria. Noto che le campagne sono disseminate di queste belle e grandi costruzioni e tu con il sarcasmo che ti contraddistingue mi fai subito notare che:

-Ermanno, non avere sempre la visione rosea delle cose, un buon numero di quelle , forse le più belle sono accatastate come capanni per gli attrezzi.

-Amilcare, questa è una ulteriore conferma del nostro cattivo operato. Dopo aver girato e  conosciuto parenti e amici  loro, torniamo a casa per la cena , che si svolge in maniera simpatica e allegra. Quando si arriva al commiato Marta ci dice:

-Ermanno vi abbiamo preparato una camera di fianco alla nostra, mentre i nostri parenti dormono in camere sull’ala opposta. Così per qualsiasi necessità o evenienza puoi chiamarci.

Dopo averci accompagnato in camera, ci salutiamo guardandoci intorno. Bella e spaziosa, arredata con mobili antichi, il letto di quelli con le reti a molla,  con la testiera in ferro battuto intarsiata con elementi di ottone lavorato. Dopo questa constatazione dico a mia moglie:

-Anna, sai che questo letto mi ricorda quello della mia camera da ragazzo, con la differenza che era a una piazza.

_No! Il mio no, era in legno, ma mi ricordo, che quello dei miei genitori era come questo e faceva un mucchio di rumore. Ci guardiamo e e intendendoci al volo, scoppiamo a ridere, poi io:

-Dai facciamo uno scherzo ai nostri amici così ci facciamo quattro risate.

Detto fatto ci spogliamo e rimaniamo con gli indumenti intimi addosso, facciamo passare una decina di minuti, poi piano piano cominciamo a fare grossi sospiri e gridolini vari, e ogni tanto sbattiamo la testiera contro il muro. Questa fa veramente un bel rumore.  Dopo un pò di movimenti,  sentiamo picchiare contro il muro. Lasciamo passare qualche minuto e ricominciamo, dall’altra parte bussano ancora e sentiamo Amilcare che inveisce.

Ridendo ci fumiamo una sigaretta, poi ricominciamo peggio di prima. A un certo punto si apre la porta con violenza e tu entri in pigiama e incazzato, allora ci assali in cattivo modo:

-Cazzo! Se fate così adesso chissà da giovani. Mi meraviglio di te Anna, che hai una faccia da santarellina e riesci a fare tutto questo casino.

Intanto noti che siamo parzialmente vestiti e ci stiamo sganasciando dalle risate. Allora capisci che si tratta di uno scherzo e rivolgendoti a mia moglie:

-Anna vedo con piacere che sei fatta bene, un pensierino ce lo farei anche come amico. In quel momento entra Marta e rivolgendosi al marito:

-Bravo, pensa che brutta figura faresti, comunque mi sta venendo il dubbio che tanta grazia di Dio potesse corrispondere al vero.

Il mattino successivo , di buon’ora i nostri amici vengono a svegliarci, con un vassoio da caffè e brioche calde.

 

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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