Le nostre…armi (uno)

Bereguardo 10 Aprile 2017

Oltre mezzo secolo fa. Noi ragazzi eravamo poveri e per  ammazzare la noia, senza possedere nulla, se non la libertà, i giochi dovevamo inventarceli. Lo facevamo cercando di emulare i supereroi americani, Superman (che da noi si chiamava Nembo Kid), Tex Willer, Blak Macigno, Capitan Miki ecc. Quindi nella logica di far vincere i buoni (sempre americani) contro i cattivi (tutti gli altri) dovevamo dotarci di armi   appropriate. Pertanto in questa corsa al riarmo, possedendo solo quello che vedevamo, sfruttavamo la fantasia e l’innovativa espansione tecnologica. Le nostre armi erano divise in categorie

Le SEMPLICI: Pietre, bastoni, lance di canne e fionde di diverso tipo e misure

Di DISSUASIONE: Con un trancio di sambuco si costruiva una specie di mortaretto, non mi ricordo come lo chiamavamo.Comunque si procedeva cosi, si sezionava un pezzo di sambuco (pianta spontanea dalle mie parti) se ne svuotava la parte molle interna, ottenendo un cilindro perfetto. A parte si tagliava da un ramo di un albero un cilindro della stessa lunghezza o quasi. poi se ne torniva con il coltello, fino ad un paio di centimetri, in modo da creare uno stantuffo che arrivasse a due centimetri dalla fine della canna del sambuco e la parte non tornita fungeva da fine corsa. Come proiettile si usava una ghianda del tipo lungo, i ragazzi più dotati la tranciavano in due pezzi con i denti. Una sezione si infilava nel cilindro, con lo stantuffo si spingeva per tutta la lunghezza e finiva in fondo alla canna. In cima si posizionava l’altra metà e con lo stantuffo si spingeva, creando così un’arma ad aria compressa. Era una vera innovazione, ma l’intento di colpire il bersaglio non riusciva mai per due motivi principali: Primo perché il proiettile veniva sparato dalla fine della canna, quindi non acquisiva direzionalità. Secondo, perché per sparare il proiettile , l’arma si appoggiava sulla fibbia dei pantaloni e si spingeva, in tal caso, usandolo come un mortaio bisognava essere preparati con complicate formule fisiche che non potevamo conoscere. Quindi era più che altro un’arma di dissuasione.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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