Colpo…di fulmine

Domenica 16 Aprile 2017    Pasqua

Sono tornato a sedermi sulla stessa panchina di ieri, oggi è una giornata nuvolosa, quella di ieri è stata splendida. Giornata soleggiata, temperatura mite, un alito di vento che sembra una carezza continua, la sensazione di un benessere inconscio. Verso le dieci decido di fare due passi nel parco e proprio vicino all’ingresso noto una anziana signora seduta su una panchina.

E’ vestita a festa, gli abiti che indossa devono essere costosi. Ha vicino a se una grossa sacca e una borsetta che tiene fra le mani in grembo. Da giovane dev’essere stata una bella donna, una carnagione fine si intravede fra le rughe. Quello che colpisce è la sua espressione di eterna dolcezza, lascia immaginare la fine dell’autunno, l’avvio verso l’inverno. La sensazione maggiore è offerta dal suo sguardo, begli occhi di un azzurro intenso, ma lo sguardo è assente, vaga lontano per altri lidi. Le passo davanti lentamente, non si accorge nemmeno della mia presenza, quella donna mi ha colpito, mi giro, torno indietro e vado a sedermi accanto a lei. Non mi da nemmeno il tempo di scusarmi e di salutarla che mi dice:

-Vedo che non ha ne bastone ne giornale, è per caso in giro ad abbordare vecchie signore?

-No, non avrei nulla da offrire ne ori ne piaceri, comunque le confesso che la sua immagine apparentemente non appariscente, nel contesto di una giornata così bella la rende splendida.

-Grazie, per la sua cavalleria di tempi andati, le confesso che sono felice di conoscerla, fra poco verranno a prendermi e mi fa piacere scambiare quattro chiacchiere con qualcuno, mi chiamo Clementina, Clementina De Bardi.

-Ha bene! Una nobildonna in panchina. Io mi chiamo Ermanno, sto camminando per smaltire un po di grassi ed evitare l’uso del bastone. Non porto nemmeno il giornale da leggere, perché le notizie mi farebbero venire l’ulcera, che sono tutte brutte. Non solo per la disastrosa situazione politica che ci circonda, ma perché fisiologicamente è la brutta che fa la notizia.

-Ascolta Ermanno, fra poco andrò via e non credo che ci rivedremo. Questa constatazione mi da la forza di raccontarle qualcosa di me, perché ne  sento la necessità. La tua presenza è in questo momento quella di un parroco, sono da te per confessarmi e scaricare su qualcun altro il passato che mi attanaglia, rendendomi nonostante il mio sorriso da suorina indifesa una persona infelice. Però ti prometto di essere succinta, ma non te ne devi andare a metà racconto, devi promettermi di ascoltarmi fino alla fine.

-Clementina, prometto di ascoltarla.

-Sono nata e vissuta nel benessere, come hai detto prima sono una nobildonna, sono una baronessa, purtroppo con me si chiude la stirpe, non mi sono mai voluta sposare, ne tanto meno mettere dei figli al mondo, mandando letteralmente in bestia mio padre. Ho studiato, non ho mai lavorato se non controllare il mio patrimonio, ho girato il mondo, ho avuto parecchi uomini e di paesi diversi. Non ho mai conosciuta la parola noia, sono stata sempre egoista e non mi sono mai innamorata, sono stata una donna intimamente fredda e cattiva anche con me stessa. Un giorno Cupido ha colpito e mi innamoro pazzamente del marito della mia migliore amica, un classico dei romanzi di appendice, ma è capitato. Lorenzo ai miei occhi era la migliore figura umana esistente, marito e padre di tre figli. Per farla breve, dopo tre mesi che sfruttavamo ogni suo momento libero per stare insieme, sua moglie ci coglie in fallo, solite scenate, poi sembra che tutto finisca con la nostra separazione. Invece il giorno dopo la mia migliore amica si impicca e lo fa per amore, non sopportava il tradimento.  Lorenzo sentendosi colpevole per la morte della moglie, essendo debole di carattere, la settimana dopo accelera in curva lasciandosi precipitare in un dirupo. Ero tentata di farla finita anch’io, ma il mio carattere non me lo ha consentito. Senza portarli a conoscenza mi sono occupata della crescita ed educazione dei loro tre figli. Adesso andrò via e ho preparato una lettera insieme al lascito dei miei averi a loro già intestati. Ma non so se la storia di questa maledetta relazione devo portarla a loro conoscenza o meno. Tu cosa mi consigli?

In quel momento si avvicina un signore gallonato che salutandola rispettosamente la prega di seguirla, lei si alza e guardandomi mi chiede:

-Allora?

-Io sarei per l’oblio!

Senza salutare si allontana e vedo che sale su un automezzo con la scritta “Casa di riposo del bambin Gesù”

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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