nonno, nonno…l’Inizio della stirpe

03 Maggio  2017

Natale, vicino ad un camino acceso.

-Nonno, nonno mi racconti una favola?

-Va bene principessa siediti qui vicino a me e mettiti tranquilla. Devi sapere che io sono nato nella notte dei tempi, qualche traduzione delle antiche scritture, mi fa risalire ad un parente stretto di nonno Adamo.

Questo deve essere vero, perché come sentirai dal mio primo racconto si parla di nonna Eva e di una sua leggerezza che  ci portato a subire un mare di guai.

Devi sapere che da piccolo ed anche da grande si camminava carponi, però eravamo girovaghi e un giorno partimmo da un grande paese chiamato Africa da dove tramonta il sole a dove nasce.

Dopo qualche tempo ci trovammo davanti a un muro molto alto di erba, non riuscivamo a vedere nulla e ci spaventammo parecchio. Allora i vecchi saggi decisero di attraversarlo e così fummo costretti a camminare dritti sui piedi  e in posizione eretta. Questa abitudine ci è rimasta per sempre perché ci consente di vedere a una distanza maggiore.

Un altro lungo lasso di tempo, lo passai in una zona che si chiamava Asia Minore, dove con alcuni amici inventammo la ruota. Vivendo insieme, cacciando , ballando in circolo, mangiando accendevamo grossi falò per tenere lontane le bestie feroci. Così stando insieme inventammo le città, circondandole di grosse mura.

Quando ero giovane mi spostavo sempre fra due di queste città, perché ci divertivamo moltissimo, mi pare di ricordare che si chiamavano Sodoma e Gomorra.

Poi ho fatto il marinaio per un popolo che si chiamava Fenici, producevano da scarti di pesce una stoffa chiamata “porpora” e la  trasportavano  in un’isola chiamata Sardegna. Qui stavo veramente bene, perché i pastori del posto ci facevano mangiare dei formaggi molto saporiti accompagnati da alcune ostie che chiamavano pane. Erano persone molto alte e abitavano in case rotonde e alte che chiamavano “Nuraghe”

Una  volta mi trovai in una città chiamata Atene, aveva ventimila cittadini residenti e duecentomila schiavi. In questo posto erano tutti felici, i residenti perché potevano filosofeggiare, facendosi dichiarazioni di amore anche fra uomini e gli schiavi che essendo in tanti facevano poco anche loro. Era il popolo Greco che cercava l’arte e la bellezza e non erano interessati al lusso.

Una volta mi trovai in un paese chiamato Betlemme, ci ero andato per vedere la tomba più vecchia  mai trovata, era di un tizio morto da ottantamila anni. Quel giorno nacque un bambino prodigio, che subito si mise a parlare e anche se non mi conosceva disse che mi voleva bene, mi pare che si chiamasse Gesù.

Una volta in seguito a un naufragio mi svegliai su una spiaggia e incamminandomi mi trovai, in una città bellissima  e molto grande che si chiamava Roma. Qui ho visto per la prima volta le case a più piani, con le finestre e i vetri.  I Romani si lavavano continuamente, gli uomini portavano la minigonna e le donne le vesti lunghe, ma con le tette quasi scoperte. La cosa brutta è che correvano tutti come pazzi e litigavano spesso , specialmente in un posto chiamato arena, dove arrivavano perfino a uccidersi. Erano talmente litigiosi e attaccabrighe, che litigarono con tutto il mondo conosciuto.

Per poter tornare al caldo dalle mie parti mi arruolai volontario. In seguito a una sconfitta in Asia, io con altri compagni ce la scampammo scappando verso dove nasceva il sole. Dopo molto tempo ci stabilimmo in un posto dove c’erano delle persone piccole e con gli occhi a mandorla, ma ci accolsero bene. Molto tempo dopo un mio amico veneziano Marco Polo lo chiamò Katai e oggi si chiama Cina.Qui hanno trovato con la prova del DNA che ci sono alcuni miei discendenti.

Nonno, nonno basta ho sonno!

 

 

 

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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