nonno, nonno…hai conosciuto…

4 Maggio 2017

-Nonno, nonno ma tu che sei così vecchio hai conosciuto persone importanti?

-Certo tesoro, quando io servivo ai tavoli della trattoria della nonna, che aveva un grosso cortile aperto. Le persone venivano volentieri a mangiare da noi, perché ci divertivamo,  ballavamo e cantavamo fra fiumi di vino bianchi e rossi. Adesso ti racconto di qualcuno di loro che mi è rimasto impresso nella memoria.

Il papà di Annibale Barca passò da noi il giorno che andò in un paese vicino a comprare i chiodi, che farcirono la botte preparata per il ritorno di Attilio Regolo.

I tre Re Magi prima di recarsi a Nazaret per la natività, si fermarono presso di noi per ristorarsi prima di proseguire il loro cammino.

Cristo prima di fermarsi a Eboli fece una capatina da noi, perché vide dall’alto che avevamo un ampio parcheggio per le carovane, e aveva saputo che nonna Anna cucinava divinamente.

Il condottiero romano Claudio Marco Pompeo, trattò da noi l’acquisto di un magnifico cavallo bianco. Al suo ritorno a Roma lo donò all’imperatore Caligola, che affascinato dalla sua magnificenza e portamento lo nominò senatore a vita.

Nel 1176 quando Alberto da Giussano, con la sua “Compagnia della morte” sconfisse a Legnano  Federico Barbarossa fu anche all’apporto logistico del nostro piazzale. Infatti fu quì, che si montarono i famosi “rostri”sugli assali dei carri , che poi falcidiarono le truppe del Fede.

Una domenica autunnale verso la fine del millecento si fermò da noi un cardinale con il suo seguito, che ebbe l’idea di inventarsi il “Purgatorio” con la successiva vendita delle “indulgenze”. Grazie al mio corposo vino rosso, fu illuminato e creò i primi banchi di pegni, i famosi monti di pietà e si costruirono le più famose cattedrali occidentali.

Per una forte sciatalgia, dovuta al peso della corazza, si fermò da noi per una settimana, dove fu accudito dal suo fedele Sancho Panza, il celeberrimo Don Chisciotte della Mancia.

Nel 1422 il Brunelleschi, che era un orafo fiorentino che si divertiva a fare l’architetto, mentre mangiava da noi, notò il passaggio di uno strano carro trainato da un mulo. Avvicinatosi al conducente gli chiese cosa fosse quella strana gabbia di legno che trasportava, lui gli rispose che era una gabbia fatta a cupola per trasportare gli uccelli da vendere al mercato. Da buon toscano prese la palla al balzo e tornato a Firenze fece erigere a sua somiglianza quella di Santa Maria del Fiore.

Nel 1482 Leonardo da Vinci, che lavorava a Milano, mentre era fermo a  Gaggiano con  il proseguimento del Naviglio si fermò a mangiare da noi. Intanto che si beava mangiando le succulente mele cotogne cotte nel chianti e zuccherate, gli si avvicino un simpatico smargiasso, che cominciò a raccontargli le sue fesserie. Dopo un pò Leonardo cominciò a rompersi le palle, ma essendo un gentiluomo, oltre che un gigante, non disse nulla, ma si alzò  e prese da un banchetto di un commerciante un ferro di cavallo. Quindi si avvicinò al rompiscatole  e dopo averglielo messo sotto il naso, lo raddrizzò, con la sola forza delle mani. Il giovanotto sta ancora correndo…

Nel 1565 il papà del famoso poeta Torquato Tasso, aveva la prima azienda di trasporto omologata e riforniva frequentemente i nostri mercati con le mele venete. Nel 1700 circa la famiglia Tasso si trasferì, per non pagare troppe tasse in Germania. In seguito uno della famiglia sposò una nobile tedesca e crearono un Land chiamato “Turn e Taxis” emettendo anche dei bei francobolli. Sembra che la dicitura mondiale “taxi” derivi da questa famiglia Italiana.

La contessa di Castiglioni, gran bella donna intelligente, lontana cugina di Cavour, prima di trasferirsi a Parigi  e concedersi a Napoleone terzo, passò da noi un periodo di riflessioni. Si sedeva sempre da sola davanti al tavolo, sognando gloria ed onori, nella futura nazione realizzata anche grazie al suo sacrificio. Purtroppo i suoi futuri connazionali se ne sono completamente dimenticati. Così la nostra patria ha quattro padri e la mamma non esiste nei libri di storia.

Nel 1906 fu nella nostra trattoria che fu confezionata la prima tuta sportiva con cappuccio, che si è poi propagata in tutto il mondo.

Fu da noi, che si svolse la trattativa fra Enzo Ferrari e la vedova del nostro eroico pilota Francesco Baracca, per l’utilizzo del marchio “Cavallino nero rampante”

Guardo la mia principessa si è addormentata, la bacio in fronte e la porto nel suo lettino.

 

 

 

 

 

 

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Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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