Due ore senza cellulare

15 Gennaio 2018

Una mattinata movimentata.

Ieri sera mi telefona mio figlio e mi chiede se posso aprire la casa per consentire al tecnico di una azienda l’accesso per collegare Internet, l’appuntamento è per le dieci e trenta, dico di sì felice di potermi rendere utile. Allora lui mi spiega tutta la procedura da adottare per entrare in casa.

Qui cominciano i primi problemi, per aprire il primo cancelletto infilare la chiave nella serratura e poi comporre un numero, come una cassaforte. Provo diligentemente con molta calma e il cancello non si apre, mi armo di pazienza e riprovo due volte, niente da fare. Nel frattempo arriva una leggiadra signora e notando i miei capelli bianchi apre e con uno sguardo ironico mi fa entrare per primo.

Sono arrivato con largo anticipo, alle nove e trequarti, mi siedo accarezzo il cane , che continua a ringhiarmi indifferentemente e mi metto in attesa. Prendo il cellulare e penso di avvertire mia moglie che sono arrivato.

Sorpresa! Il cellulare non da nessun segno di vita, siccome non lo spengo mai, schiaccio sul relativo tasto e lo guardo in attesa del cerchietto azzurro che comincia a girare  avvertendomi di procedere. Niente da fare non va, comincio a inveire contro me stesso e mia moglie che me lo ha dato questa mattina, dicendomi che l’aveva staccato dal caricatore perché carico al 100%

Va be, poco male penso, tanto fra dieci minuti arriva il tecnico e poi vado via subito a casa.

Siccome sono una persona apprensiva, apro e chiudo continuamente la porta, perché appena lo vedo, non fidandomi dei meccanismi elettronici, vado ad aprirgli con il pulsantino posto all’interno del cancello.

Non arriva nessuno, dopo una mezz’oretta vedo un tizio con una borsetta in mano e felice vado ad aprirgli salutandolo:

-Buon giorno siamo un po in ritardo vero? Cominciavo a preoccuparmi non vedendola arrivare.

-Buon giorno, ma glielo avevo detto a Gino che sarei passato più tardi, perché ho dovuto accompagnare Antonella all’aeroporto. Ma lei chi è ? Suo cugine che aspetta dalla Germania?

-No ! Io mi chiamo Ermanno , ma lei non è il tecnico che deve fare il collegamento alla rete?

-No caro Ermanno! Io sono un dentista e aspetto il mio amico Gino per andare a pescare, visto che la mia signora ha deciso di andare a scopare in altri lidi.

-Ah bene! Lei è una persona simpatica e di spirito, vuole accomodarsi?

-No grazie aspetto fuori, mi ha detto per citofono che sta scendendo.

Mi ritiro in buon ordine, cominciando in cuor mio ad inveire sul ritardo del tecnico. Istintivamente prendo il cellulare per avvertire mio figlio, poi mi ricordo che è inutile. In casa non esiste più il telefono fisso e non posso allontanarmi per andare a telefonare in un bar vicino, perché col mazzo che mi ritrovo lui arriva appena mi assento.Poi c’è anche un’altra ragione, come riapro se chiudo il cancello?

Mi sento impotente, non posso fare nulla se non aspettare, penso a mia moglie, che forse si preoccuperà non sentendomi. Mi rendo conto che tutta questa ansia non la vivevamo prima dell’arrivo del cellulare, ci siamo abituati a correre sempre di più, anche quando non serve.

Mi siedo fuori sotto il portico sulla panchina di legno e penso che forse ho capito male l’appuntamento sarà per le undici e trenta. Ma non posso verificarlo se non aspettando.

Rimango in attesa fino alle dodici e venti ma di questo fantomatico tecnico nemmeno l’ombra. Allora richiudo tutto, saluto il cane e vado via, arrivo a casa e racconto l’avvenuto a mia moglie. Dopo avermi ascoltato lei mi comunica che le ha telefonato nostra nuora comunicandole che il tecnico si è presentato con un leggero ritardo, ha citofonato più volte, poi siccome nessuno gli apriva  si è allontanato. Adesso bisogna prendere un altro appuntamento.

Mia moglie mi guarda e :

-Ermanno sei sicuro di non esserti addormentato?

-No, non mi sono addormentato! Ma ti prometto che al prossimo appuntamento ci andrò con un bastone in mano.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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