Nonno nonno,dove sono nata?

31 Gennaio 2018

-Nonno nonno, dove sei?

-Sono quì, sono fuori seduto sul gradino del portone .

-E cosa fai?

-Penso a te.

-Adesso vengo a sedermi anch’io, mi porto la bambola che mi ha comprato la nonna, così te la faccio conoscere.

-Sì principessa non ne vedo l’ora, sai anche quanto ha speso la nonna?

Arriva di corsa mi da un bacino, mi fa vedere la bambola e l’abitino nuovo, quindi si siede dicendomi:

-Questo gradino è largo, ci sta seduta anche la nonna e ha detto, che fra poco ci raggiungerà. Nonno ma io dove sono nata?

-Sei nata in Italia , che è la nazione più bella del mondo. Tanti secoli fa, circa trecento prima, che nascesse Gesù nella  lingua “Osca” del popolo Sannita si chiamava Vitelliù. Sei nata nella città di Milano.

-Ma adesso non sono a Milano. Abito a Trovo un piccolo paese del pavese. Nonno ma quando è nato questo paese?

-Il 6 Settembre del 467 avanti cristo.

Preceduta dall’aroma del caffè, arriva la mia signora, mi porge la tazzina e si siede di fianco alla bambina chiedendomi:

-Ermanno, ma cosa racconti alla bambina? Come fai a dire una cosa del genere, addirittura il giorno della fondazione.

-Nella stessa maniera che tu puoi smentirmi.

-Vabbè! Lasciamo perdere-rivolgendosi alla bambina-Cara tu vuoi che il nonno ti racconti la storia vera, oppure come fa spesso, la trasforma un pò in favola?

-Sì, sì in favola!

-Allora ricapitoliamo, il 6 Settembre del 467 a.c. arrivò da queste parti un uomo alto,   giovane, biondo con la chioma lunga e fluente, si chiamava Wolfang. Nonostante fosse molto affaticato, mostrava un portamento fiero e i suoi occhi azzurri e ridenti esprimevano felicità e voglia di vivere. Veniva da molto lontano, da un paese oltre le grandi montagne sempre innevate. Era stato costretto a scappare, perché i suoi concittadini riunitosi e armati di bastone, volevano riempirlo di botte.

-Perché nonno?

-Perché essendo di famiglia ricca e numerosa, non aveva un gran bisogno di lavorare, infatti passava tutto il tempo libero dietro le sottane del paese.  Questo avveniva prevalentemente quando gli altri uomini erano al lavoro nei campi o a pescare nel lago. Un giorno una decina di loro armati di bastone, si nascosero dietro un anfratto e gli tesero un agguato per suonargliele di santa ragione. Ma il provvidenziale abbaiare di un cane lo allarmò e le sue lunghe gambe lo salvarono. Dopo una bella corsa, si buttò nel fiume lasciandosi trascinare dalla corrente. Molti anni dopo i Romani chiamarono Ticinum questo fiume, che adesso è il Ticino. Comunque dopo varie peripezie, alternando la via d’acqua a quella di terra arrivò in questo luogo, seguendo un viottolo, che finì per intersecare una via, la Casorate-Trivolzio.

Quì arrivato, stanco si fermò e si sedette per riposare sul  tronco di un albero caduto. Guardandosi intorno, notò che davanti aveva un terreno incolto, adibito a pascolo. Di fianco dei frutti di bosco sconosciuti, che assaggiandoli li trovò buonissimi, erano chicchi di uva quasi pronta da raccogliere.

Al lato opposto c’era una piccola costruzione da dove provenivano dei rumori. Improvvisamente si udì un furioso abbaiare e un cane gli corse incontrò con evidenti intenzioni bellicose, ma un lungo fischio lo fermò. Sulla porta era apparsa una donna con un bambino in braccio, con al seguito un altro cane enorme e silenzioso. Intanto in un recinto attiguo alla costruzione, in mezzo ad alcuni polli grugniva un grosso maiale.

Wolfang, tenendo sempre d’occhio il cane più aggressivo, fece alcuni cenni con la mano, la donna dall’altra parte, dopo un pò gli fece capire di avvicinarsi. Non riuscivano a comunicare se non a cenni, avendo idiomi diversi. Lentamente con il passare del tempo cominciarono a capirsi, lui decise di fermarsi, lei acconsentì e non se ne andò più via.

-Dopo qualche tempo, quando cominciarono a intendersi lei gli raccontò che il suo uomo era sparito nel nulla, forse divorato da qualche belva, lupo o orso che allora abbondavano anche qui. Questa località i Romani la chiamarono Trivium, che voleva dire  “tre vie” poi italianizzato in Trovo.

-Nonno perché ti sei fermato? E’ finito?

-Sì principessa, ma io adesso vorrei fare un’altra cosa.

-Cosa nonno?

-Vorrei farmi promotore e indire un referendum, che consenta di innalzare nel territorio comunale due monumenti.

Mia moglie guardandomi con apprensione:

-Che bello, addirittura due! E a che sarebbero dedicati?

-Uno a Wolfang, come creatore del paese e un altro a Einstein, che veniva spesso in groppa a un asino da Pavia per trovare una sua amante che abitava qui.

Le mie due donne si guardano e girandosi verso di me mi fanno la linguaccia dicendo:

-Ma va là!

 

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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