Il Biglietto da Visita

…Caro Marco, pensa che ieri ho avuto un incontro inaspettato all’interno di un supermercato. Nella corsia riservata ai vini, vedo un signore che studia attentamente le scritte che compaiono sull’etichetta della bottiglia.

Lo riconosco è un vecchio dirigente dell’azienda presso la quale lavoro, è andato in pensione tre anni fa, ma con suo sommo dispiacere. I vertici della multinazionale non lo hanno riconfermato come direttore marketing, affidandone l’incarico ad uno più giovane. Non era il mio capo diretto, ma sempre un superiore, non gli ero particolarmente simpatico e mi avrebbe volentieri fatto fuori. Per poi affidare il mio compito, quello di responsabile dell’ufficio acquisti, a uno dei suoi due figli, che era riuscito a piazzare in azienda.

Me lo ricordo come un personaggio molto alto e ben piazzato, riusciva ad ammaliare le persone con un linguaggio forbito e una dizione perfetta. con molto pelo sullo stomaco, megalomane, arrogante, nepotista e all’occorrenza disonesto, favorendo i suoi interessi personali. Mi avvicino e lo saluto:

-Buongiorno signor Brogli, come sta? La vedo in ottima forma, sempre sulla cresta dell’onda vero? In famiglia tutto bene?

Si gira, mi guarda e simulando di non riconoscermi mi chiede:

-Aspetti che la guardo bene, sto cercando di fare mente locale, la sua faccia non mi è nuova. Ah…ecco adesso mi ricordo! Lei è Ermanno, Ermanno Natarelli, dell’ufficio acquisti. Come vanno le cose in azienda? Da voci di corridoio ho saputo, che i risultati del mio successore non siano quelli che si aspettavano i vertici altolocati.

Anche da vecchio non ha perso il vizio di sopravvalutarsi e allora gli chiedo:

-Signor Brogli, lei adesso è senz’altro una persona felice, un’ottima pensione, una buona e bella famiglia e tanto tempo libero da dedicare ai suoi molteplici hobby.

Mi guarda sembra indeciso a sul da farsi, poi mi prende sottobraccio e:

-Caro Ermanno no! Non va assolutamente bene, mi manca l’oggetto che mi rappresentava , mi dava lustro, fiducia in me stesso e potere al quale tutti si inchinavano. Mi manca il “Biglietto da Visita” grazie al quale si aprivano tutte le porte, ero spesato di tutto, coccolato e riverito. In casa ero il punto di riferimento per tutti e quando aprivo la bocca tutti si zittivano. Adesso è tutto il contrario, mia moglie mi allontana dicendomi, che è stufa di vedermi in giro a ciondolare.  I miei dannati figli mi spolpano, non posso diventare nonno, perché il maschio è gay e mia figlia si è trasferita in India accompagnandosi con un predicatore…mentre continua a parlare si stacca da me e si allontana, la sua voce si affievolisce finché, curvo  e appoggiandosi al bastone sparisce dalla mia vista.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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