DINA

Sorgente: DINA

Annunci

DINA

Bereguardo 5 ottobre 2017

A nord di Pavia sulla sponda sinistra del Ticino nel primo secolo avanti Cristo.

…Quando il sole è già alto, arrivo a un incrocio, perplesso mi fermo, devo riflettere su quale direzione prendere.
Sulla sinistra vedo, che una ragazza sta mangiando le more da un grosso cespuglio, mi siedo sul tronco marcio di un albero e:
-Ciao
-Ciao
-Chi sei?
-Una ragazza
-Come ti chiami?
-Betulla, ma non lo usa mai nessuno…
-Strano posto questo, ti hanno dato il nome di un albero. Ma ce l’hai una famiglia?
-Certo che ce l’ho, è quì a duemila passi, siamo tante persone come le dita di tre o quattro mani.
Ma come mai sei sola? E’ pericoloso per una ragazza, ci sono tanti animali in giro che possono sbranarti.
-Sono sola perché quì mi ha lasciata mio padre, perciò mi ha dato questo bastone e il coltello.
-E quando torna a prenderti tuo padre?
-Non torna a prendermi
-Ma perché allora ti ha abbandonata?
-Non mi ha abbandonata, d’accordo con la mamma mi ha lasciata quì, dove debbo aspettare mio marito.
-Ma sei così giovane e sei già sposata?
-Ho sedici primavere,anche la mamma ha detto, che è meglio che mi cerchi un uomo.
-Ah, e ti hanno lasciata a un crocevia?
-Sì, papà ha detto che scarseggiano gli uomini, la maggior parte finisce ammazzata o incontrano un’altra donna e non si fanno più vivi.
-Ma tuo padre ti ha lasciato da bere e da mangiare?
-Ba bere siamo vicini al fiume e da mangiare lo vedi che lo sto facendo, mangio le more, poi ci sono tanti frutti di bosco. Posso trovare le uova se seguo una gallina selvatica e…
-Ma stasera torni a casa?
-No! Non tornerò ma la mamma che mi vuole bene, mi ha dato tanti buoni consigli, su come deve essere il mio sposo.
-Ah, meno male allora puoi stare tranquilla e come dovrebbe essere il tuo sposo?
-La mamma mi ha detto di controllare queste cose:
deve essere giovane
deve essere robusto
deve avere i denti
deve avere una buona vista
deve saper parlare
deve essere solo
deve avere un bell’uccello e se è grosso è meglio.
Si ferma, mi guarda con distacco come se fossi un avversario, poi additando dietro di me:
-Tu per esempio non sei solo?
Seguendo con lo sguardo la direzione del suo dito, mi giro e vedo fermo dietro di me il grosso cane, allora…
-Ascolta intanto che aspetti il tuo sposo non potresti analizzare me e vedere se ho i requisiti, che ti ha consigliato la tua mamma che ti vuole un fracco di bene?
-Va bene, lo faccio volentieri perché non mi sei ancara saltato addosso, allora vediamo un pò:
-Quante primavere hai?
-quelle di due mani più due dita
-Se sei robusto devi spezzare questo ramo
-Crak!
-Fammi vedere i denti
-Ne mancano due
-Cosa vedi lassù in alto?
-Tre oche in volo
-vedo che sai parlare, quindi passiamo subito all’ultimo requisito, fammi cedere l’uccello
Divento rosso e sono titubante, allora lei:
-Ti sbrighi o no?
Alzo la corta tunica e glie lo mostro, lei si avvicina e lo prende nel palmo della mano come soppesandolo, per reazione lui si sveglia, si gonfia e si pavoneggia felice.
-Non è grosso, però reagisce bene,la mamma mi ha raccomandato di accertarmi bene di questo.
-Scusa ma quanti ne hai visti?
-Tutti quelli che riescono a vedere per vie traverse le ragazze.
-Ma quanti ne hai provati?
Si gira di scatto e brandendo il coltello davanti ai miei occhi:
-Ma sei tutto scemo? Io devo essere sempre e solo per il mio sposo, nessuno mi ha mai toccata…
Continuo a esaminarla e alla fine prendo una decisione:
-Senti un pò, io ti andrei bene come sposo?
-Sì, potrebbe andare, però dovremmo suggellare un altro patto.
-E quale sarebbe?
-Io nella vita, devo fare la locandaia…
-Va bene ma se accettassi cosa farei io?
-Io sarò la padrone , tu farai il resto
-Cazzo! Anche questo te lo ha suggerito la mamma?
-No! E’ tutta farine del mio sacco

-E adesso cosa prevede il protocollo? Facciamo l’amore dietro il cespuglio?
-No, prima dobbiamo baciarci , dai datti da fare e abbracciami
Mi avvicino l’abbraccio e la osservo lei alza la testa verso di me, che sono un piede più alto, chiude gli occhi e apre la bocca aspettando. Mi viene da ridere, lei se ne accorge, che non succede niente, li riapre e:
-Ti diverti a fare il cretino?
-No, sei buffa con la boicca aperta e gli occhi chiusi, ma hai mai baciato?
-No, con la lingua mai, ma la mamma mi ha detto che si fa così e che poi mi sarebbe piaciuto molto.
-Dai,vieni che t’insegno

-Adesso che abbiamo chiarito tutto ci rimane un’altra cosa da fare subito
-Ah si, cosa?
-Devo darti un’altro nome, che però ti piaccia
-A che serve?
-A identificarti, quando senti che qualcuno fa il tuo nome ti giri e rispondi
-Va bene, facciamolo
-Vuoi un nome corto o lungo?
-Non ne capisco niente fai come vuoi
-Va bene facciamolo corto e semplice, ti piace Dina?
Se lo ripete più volte, poi mi guarda e dice:
-Mi piace,sì mi piace. Ma non l’ho mai sentito da dove viene?
-Da molto lontano , da una vecchia scrittura del popolo ebraico…

-Adesso guarda i segni che faccio per terra con il bastone, quello è il tuo nome DINA
La guardo e sta ridendo, allora le chiedo:
-Perché ridi?
-Perché basta una folata di vento e il mio nome scompare altro, che passare alla storia.

Stralcio dal mio libro di prossima pubblicazione “La locanda di mia moglie”

l’Amore ritrovato

Bereguardo 30 Settemre 2017


-Gloria, non ce la faccio più, sono veramente stanco, tu sai benissimo che sono innamorato di te e vorrei far pace una volta per tutte.
-Andrea non ce la faccio più, sono veramente stanca, tu sai benissimo che sono innamoratissima di te,e vorrei far pace una volta per tutte
-Cosa fai mi prendi per il c…
-No assolutamente, sono serissima oltre che innamoratissima di te, ma non ci sono gli elementi necessari per far sì che ciò avvenga.Pensa solo per un attimo se si rovesciasse la situazione, io faccio la libertina e vado a letto con altri.conoscendoti sono convinta, che dalla prima volta ti metteresti l’amore sotto i piedi e mi cacceresti fuori di casa.Non non guardarmi con quella faccia da innocente,tanto non ci casco. Per esempio ti ricordi le ultime parole che mi hai detto prima che ti lasciassi?
-?
-Ecco vedi te le ricordo io testualmente”Tu non chiedermi niente così non sarò costretto a raccontarti bugie”Hai idea in che stato di prostazione mi hai lasciata?ma no tu sei un tipo caro, sensibile e bisognoso d’amore, mi sai dire da quanto tempo non lo facciamo?
-?
-Ecco vedi non sai rispondere, ma ti rinfresco io la memoria, sono esattamente sette mesi otto giorni e dieci ore e mezzo. Da allora ho messo la cintura di castità e si che me ne capitano di occasioni, ma sono fatta così prendere o lasciare. Tu non hai nemmeno lontanamente idea di quante cose mi passano per il cervello da un pò di tempo a questa parte. Ho un trilemma.
-?
Non ti sforzare troppo è un dilemma solo che al posto di due fattori ne ha tre.
-Sarebbero?
-Primo: di aver chiuso questo caso, ritirarmi in un convento
secondo:accettarti in compartecipazione
terzo:Farmi mettere in cinta da te e trasferire su mio figlio l’amore che ho per te. Allora cosa ne pensi? Mi aiuti a dipanare la matassa? Come uomo adulto, te la senti di aiutarmi, sposarmi sull’altare e giurarmi fedeltà, come da rito canonico.
-?
No! Non rispondermi se fosse sì saresti già corso ad abbracciarmi, se fosse vero amore non avresti esitato un attimo a confermarmelo.
In quel momento il cellulare di Gloria si introduce nella nostra discussione a senso unico, modificandone le argomentazioni.

Stralcio da mio libro disponibile da oggi”Il caso Maldestri”

MAYA il seguito

24 Settembre 2017

… -Senti Maya so che ti aspetti una risposta relativa alla giornata di domenica…
-Lascia perdere non cominciare ad arrampicarti sugli specchi, perché se dici le bugie arrossisci immediatamente.Io non ti ho chiesto se abbiamo passato una buona domenica insieme, ma se ti ha soddisfatto il nostro rapporto sessuale. Sì o no!
-Maya ti sembra che essere venuti più volte, hai dubbi sui risultati, è stato fantastico e coinvolgente, anzi lo definirei unico.
-Ah è per questo che non ti sei fatto vivo, figuriamoci se ti avessi delusa, mi avresti mandato gli auguri di buon Natale.
-Ecco in questo momento, da come ti esprimi mi sembri incarnata in un’altra persona.
-Chi? Gloria?
-Sì stesso modo petulante di assillarmi.
-Se vuoi possiamo tornare indietro e non parlarne più.
-Mamma mia, allora insisti?
-La verità e che voi uomini non capite un cazzo e ragionate solo con quello. Una volta raggiunto lo scopo rivolgete lo sguardo a una nuova conquista.
-Maya adesso mi sento in difficoltà, non so dove vuoi andare a parare e non so come reagire.
-Ma non capisci che sono offesa, sono incazzatissima con te , è possibile che non ti rendi conto che mi hai fatto sentire una puttana. In tre giorni non una maledetta telefonata, quando anche il più imbecille si sarebbe sentito in dovere di farlo, immediatamente lunedì mattina. Anche magari raccontando bugie, tu hai dimostrato che dell’animo femminile non hai capito un tubo. Adesso mi rendo conto di quella povera Gloria , che per sopportarti deve veramente amarti tanto. E Dio sa che io non ho nemmeno questa speranza.
Mi guarda e scoppia a piangere, non so cosa dire, messa così ha tutte le ragioni, mi fa sentire insensibile, mi ha descritto come l’uomo di Neandertal. Le passo il braccio intorno alle spalle e lascio che mi pianga addosso, non so cosa dire e sto zitto.
Dopo un pò si riprende e passandomi le braccia intorno al collo mi bacia e lo facciamo con passione ripetutamente.
-Scusami se mi sono sfogata così brutalmente, però ne avevo bisogno,ero troppo delusa,forse mi aspetto sempre troppo dalle persone che mi circondano.
-Devi scusarmi tu e non trovo nemmeno le parole giuste per farlo, mi dispiace sono stato un autentico cafone e farei qualsiasi cosa per tornare a vederti sorridere.
-Sai Andrea, molte volte mi faccio le seghe mentali e cerco così di giustificare il mio modo di essere, quello che ti dirò è assolutamente confutabile e rispecchia solo la mia opinione personale.
-Maya ascoltami bene, parlami lentamente e io cercherò di capire quello che vuoi dirmi.
-Ok! Ci provo. Da un punto di vista femminile , io ho quasi tutto quello che mi serve, sono bella, appetibile e purtroppo anche un po intelligente. Ma questa che dovrebbe essere una spinta al successo non è reale, delle volte ho l’impressione che tutto mi si rivolti contro. Nella mia condizione le donne mi guardano con sufficienza e invidia , se appena possono mi snobbano,perché normalmente mi prendono per una rovina famiglie e di conseguenza per una puttana. Quindi se possono mi evitano…

Stralcio dal mio libro che sarà pubblicato il primo Ottobre prossimo
“IL CASO MALDESTRI”