Nonno nonno, guarda la mia bandiera!

. E Maggio 2017

Mia moglie è andata a prendere la bambina all’asilo e poco dopo li vedo rientrare. Lei mi fa un cenno di saluto indirizzando la nipotina verso di me, intanto che indignata mi dice:
-Ermanno guarda cosa ha in mano la bambina. Va sempre peggio, questo di oggi ha dell’incredibile non so dove andremo a finire di questo passo.
La bambina mi viene incontro sventolando un’asticella con su la bandiera dell’Ungheria, rosso, bianco e verde, con i colori disposti in orizzontale, allora la guardo e dico:
-Ciao principessa, che bella bandierina che hai, chi te la data?
-Me l’hanno data all’asilo, dicendomi che devo conservarla e amarla.
-Sì cara, ma perché te l’hanno data dell’Ungheria? Avete parlato di questa nazione?
-Ms cosa dici nonno, mi hanno detto che è il nostro vessillo, come se fosse la nostra carta d’identità, mi hanno spiegato anche il significato dei colori.Il bianco è la neve dei nostri monti, il verde quello dei nostri boschi e il rosso il sangue dei nostri eroi, morti in suo nome.
Mi si avvicina mia moglie che mi dice, che alla scuola materna stanno già facendo casino alcuni genitori.
-Nonno nonno perché ti sei incaz…adirato?
-Ascolta cara questa non è la nostra bandiera, il verde il bianco e il rosso, sono disposti in verticale e non in orizzontale. Comunque questa è una cosa gravissima, che conferma quello che ho visto ieri con il tuo papino. Eravamo nel municipio di un paese della ricca provincia lombarda e fra le bandiere dell’Europa, della Regione, c’era la nostra Italiana. Era in condizioni pietosa, tutta lacerata e il rosso terminava con un cordone appeso, come se il sangue dei nostri eroi continuasse a colare. Mi ha anche meravigliato che nessun impiegato prendesse la sedia e con un paio di forbici non ne recidesse la estremità scandalosa.
-Nonno nonno, allora cosa devo fare? Devo buttarla via?
-No tesoro! Sarebbe un’offesa contro il popolo ungherese, conservala pure e ti prometto che domani te ne faccio una Italiana con i colori giusti.
Povera nostra Italia.

Nonno nonno, cos’è la fratellanza?

26 Maggio 2017

-Nonno nonno, cos’è la fratellanza?

-E’ l’amicizia che unisce due fratelli. Poi dove l’hai sentita questa parola? Adesso  non venirmi in braccio perché sei tutta sporca di nutella, vai subito a lavarti la faccia e le manine, via di corsa.

-Va bene nonno, ma aspettami!

Passano pochi minuti e torna, mi abbraccia, dice che mi vorrà sempre bene e:

-Adesso nonno accompagnami al parchetto, la nonna ha detto di farlo adesso, perché il sole non scotta più-

-Va bene principessa, ma hai dimenticato la domanda che mi hai fatto prima? Non aspetti una risposta?

-Ma nonno me l’hai già data, hai detto che è l’amicizia che si prova per un fratello, siccome io non ce l’ho, non mi interessa più.

-Non è vero principessa, perché prima o poi un fratellino potrebbe  portarlo la cicogna e…

-Nonno ma quale cicogna, si vede che la mamma non ha la pancia gonfia, quindi nessun fratellino in arrivo. Non fare il furbo con me, perché ti tengo d’occhio da un bel pò.

Toh, beccati questa! Non me la sarei aspettata una risposta così secca, incisiva e minacciosa,  allora rientro nella discussione con:

-Ascolta cara, se adesso ti porto al parchetto e ti dirigi verso l’altalena, dove trovi un bambino che non conosci e sta giocando tu cosa fai, come ti comporti?

-Mi avvicino, mi metto le  manine dietro la schiena e dondolandomi gli dico ciao e il mio nome, quando lui mi dice il suo, gli chiedo se possiamo giocare insieme.

-Quindi non ti avvicini e gli dai una sberla o gli sputi in faccia.

-Nonno ma sei matto, perché dovrei farlo?

-Vedi principessa, questo è il principio della fratellanza, quando incontri una persona anche se sconosciuta, sei portata a contattarla con il bene e non con il male. E’ questo uno dei motivi fondanti del nostro vivere comune, senza tenere conto che la fratellanza si intensifica di più nel momento del bisogno. Quando arriva un pericolo per tutti, le persone si uniscono insieme per contrastarlo ed eventualmente combatterlo. Poi lo ha detto anche Gesù che siamo tutti fratelli, perché abbiamo radici comuni.

-Nonno cosa vuol dire radici comuni?

-Vuol dire che tutti noi discendiamo da  genitori unici, difatti si chiamavano Adamo ed Eva.

-Allora anche il bambino di colore, che è venuto ad abitare vicino a noi è mio fratello:

-Sì cara!

-Nonno stai attento! Te l’ho detto che ti tengo d’occhio.

nonno nonno, sono viziosa?

25 maggio 2017

-Nonno nonno, sono una bambina viziata?
-Chi te lo ha detto cara?
-La mia mamma, ha detto che tutti i nonni viziano i nipotini.
-Sì, in alcuni casi la mamma ha ragione.
-Ma perché sono viziata, io non faccio nulla, poi cosa vuol dire essere viziati?
-Vuol dire desiderare sempre le stesse cose e non poterne fare a meno. Per esempio tu vuoi sempre i giocattoli e quando non te li compri piangi, oppure quando dormi sempre con il pollicione in bocca, oppure per dormire vuoi sempre il tuo peluche in braccio.
-Nonno, ma solo i bambini hanno i vizi?
-No principessa, quelli che hanno i grandi sono pericolosi al fisico e alla morale, per esempio, fumano papino la mamma e anche la nonna. Questo vizio fa male alla salute, ma è anche costoso.
-Allora perché non smettono?
-Per questo si chiama vizio, perché è difficile smettere.
-Nonno, ma quanti sono i vizi, sono tanti? E cosa sono?
-Sì, sono tanti ma si dividono in diverse categorie, ne parlava già moltissimi anni fa un signore che faceva il filosofo, si chiamava Aristotele. Poi dopo la morte di Gesù i vizi li chiamarono i sette peccati capitali. Sono indicati con queste parole, superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia. Comunque non si vedono, ma si percepiscono, sono inclinazioni morali che decidono il comportamento di tutti noi.
-Nonno ma le sette cose di prima cosa vogliono dire.
-Adesso cercherò di spiegartele il più semplicemente possibile.
Superbia: Quelli presuntuosi ecc.
Avarizia: Quelli che vogliono tutto senza dare niente.
Lussuria: Quelli attaccati ai beni materiali.
Invidia: Quelli che soffrono perché non possono avere i beni degli altri:
Gola: Quelli che mangiano troppo.
Ira: Quelli che si arrabbiano facilmente.
Accidia: Quelli che non hanno tanta voglia di lavorare.
Che bello nonno! Hai visto che ho fatto la brava, adesso ti accompagno dal giornalaio a comprare il sudoku, così mi compri le bolle di sapone.
-Va bene, andiamo.

nonno nonno, sono una ragazza virtuosa?

25 maggio 2017

-Nonno nonno, sono una ragazza virtuosa?
-Principessa, innanzitutto non sei una ragazza ma una bambina e…
-Allora quando sarò una ragazza? Quando mi crescono le tettine?
-Sì, più o meno ma non è necessariamente così.
-Ma allora quanto tempo ci vuole?
-Penso, almeno una decina di anni.
-Ma non posso farle crescere prima? io devo diventare una star.
-No! Devi aspettare che crescano da sole, poi una star di che?
-Ma nonno ha ragione la nonna a dire che stai perdendo la memoria, te l’ho detto
anche ieri, che devo fare la cantante e ballerina.
-Scusami tesoro hai ragione, sto proprio invecchiando.
-Beh,cosa aspetti, sono virtuosa o no?
-Allora,adesso ci provo ma non sarà facile, che riesco a spiegarmi in maniera da farti capire, quindi stai molto attenta. La virtù ce l’ha una persona quando è predisposta a perseguire il bene sia nella vita privata che quella pubblica e…
-Aspetta nonno fammi capire, se io sto mangiando il gelato e tu mi dici di fartelo assaggiare, se lo faccio sono virtuosa, altrimenti no?
-Sì, più o meno è cosi.
-Allora mi hai risposto, io non sono virtuosa, perché non te lo farò assaggiare mai!
-Aspetta ti aggiungo ancora qualcosina, che ti spiegherò dettagliatamente in un’altra occasione. Ci sono diversi tipi di virtù quelle cardinali che sono quattro: prudenza, giustizia,fortezza e temperanza. Poi ci sono quelle teologali, più conosciute, che sono: fede, speranza e carità
-Fede, mio cugino Federico?
-No basta, un’altra volta. Vai che ti sta chiamando la mamma.
-Ciao nonno.
-Ciao principessa.