MAYA l’incontro

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MAYA l’incontro

24 Settembre 2017

… -Andrea siamo alle solite, sai che sono abituata ad essere corteggiata, perciò so difendermi dai vari attacchi. Però ci terrei a capire la natura del nostro rapporto, presumo che come tutti, la voglia di scoparmi prende il sopravvento.Poi subentra la gratificazione personale per l’obiettivo raggiunto. poi di tutto questo non rimane nulla, se non la voglia animalesca di ripeterlo in una successiva occasione.
-Maya, apprezzo il tuo modo diretto di esprimerti e sinceramente ho qualche difficoltà a risponderti. Ti ho baciata istintivamente, se toccarsi le labbra si possa definire un bacio e ho una voglia matta di farlo ancora e bene. Non sono in grado di definire la qualità del nostro presunto rapporto, penso che sia di amicizia, poi le altre definizioni non le prendo per buone, almeno nel mio caso.
-Grazie per la spiegazione, allora se ho capito bene tu ambisci portarti a letto tutte le tue amiche?
-Bene, non ne capisco il motivo, ma queste tue affermazioni non rendono merito
alla tua intelligenza, sono convinto che mi stai provocando apposta. Allora cercherò di essere più chiaro analiticamente.Due persone come noi si incontrano per lavoro e si conoscono sotto questa veste. Intanto penso che sia scattata una istintiva simpatia reciproca. Poi una domenica mattina uno si alza e avendo in testa un’altra meta, il cervello lo porta alla ricerca dell’altro. Questo non succede solo perché tira l’uccello, ma è la probabile conseguenza della simpatia, che porta a desiderare di passare il tempo insieme e…
-Scusa se ti interrompo, allora in questo caso si può definire il desiderio di cercarsi, il preludio alla nascita dell’amore.
-Ascolta Maya tu mi ami?
-Non credo.
-Allora spiegami perché sei qui con me, se decidi di passare la domenica con me, perché lo fai? Se non sei innamorata di me qual’è il motivo per cui siamo da soli in campagna?
-Andrea rispondi alla mia domanda, con la stessa articolata diversamente, comunque sarò sincera, non so darti una risposta esauriente.
-Maya, adesso ci provo,spero solo che con le parole riesco ad esprimere quello che realmente penso.Nel mio caso, presumo che l’istinto, prima del cervello mi abbia spinto a cercarti e il resto è una conseguenza. Però nel tuo qual’è la molla che ti spinge ad accettare? La gratificazione che scaturisce dal corteggiamento e dall’essere desiderata? La voglia di sentirsi importante per qualcuno? Oppure nel tuo caso subentra l’istinto e la consapevolezza che il fine sia quello naturale dell’accoppiamento.Il rimandare a dopo quello che si desidera fa parte del gioco.Perché con l’atto finale si concretizza la soddisfazione dei sensi, ma finisce il preludio che rappresenta nella sua interezza la fase che entusiasma di più,quella del cuore e non dell’uccello. Perché quello, come tale agisce per istinto.
-Andrea tu sei innamorato di me?
-Non credo! Rispondo come te. Però aggiungo qualcosa, non so quanto ne perché, ma penso di esserlo di Gloria, anche se è una gran rompicoglioni.
-Quindi se decidiamo di andare a letto insieme, lo facciamo per istinto e non col cuore. Poi cosa mi rimane?
-Un ricordo indelebile, che ti farà sorridere nei momenti più tristi.
-Sarà ma dove andiamo? E ciò non toglie che mi sento un pò una battona .
-Nella camera degli ospiti, ma non sentirti una battona.
-Perché?
-Perché non ho nessuna intenzione di pagarti.
-Bastardo!

Nonno nonno, cos’è uno scorcio?

28 Maggio 2017

Stiamo viaggiando, io alla guida, mia moglie di fianco e la bambina sul seggiolino nel divano posteriore. Presso una ampia rotonda, al nostro arrivo si sollevano centinaia di colombe, tantissime tanto da oscurare quasi il cielo, sembrava di essere alle Termopili. Mentre faccio queste riflessioni sento mia moglie che:
-Ermanno, guarda che bello! Un autentico scorcio di campagna pavese.
-Nonno nonno, cos’è uno scorcio?
-Principessa, semplicemente per farti capire, si tratta di un temporaneo lasso di tempo in mezzo ad una azione più ampia.
-Allora quando vedo tanti uccelli sono uno scorcio?
-No cara, come ha detto prima la nonna, quello che abbiamo visto è uno scorcio di campagna pavese. Come lo è ammirare le risaie allagate, specialmente di notte, quando ci fa sentire come Mosè che attraversa il mar rosso. Oppure quando d’inverno si possono ammirare le colline quando si copriranno di neve, ammantandole di coltre bianca a protezione della loro vita sotterranea. Oppure il Ponte della Becca, che ci apparirà fra poco, dove si fondono le acque limacciose del fiume Po e quelle chiare del Ticino.
-Nonno nonno c’è anche il supermercato?
-No!

Nonno nonno, cos’è l’apparizione?

28 Maggio 2017

-Nonno nonno cos’è l’apparizione?
-Non ti chiedo nemmeno da dove l’hai sentita questa parola che non si usa spesso, ma…
-Lo diceva prima la nonna a mammina, che tu fai le tue apparizioni solo quando si va in tavola.
-Sì cara! La nonna fa sempre la spiritosa, però l’apparizione di solito è la visione di qualcosa o qualcuno che nella realtà non esiste. E’ un termine usato principalmente in religione e riferito all’apparizione della Madonna o di altri Santi.
-Nonno, ma tu hai avuto qualche apparizione?
-Una volta cara. Ero solo in casa e guardando in tv un programma noioso mi sono scolato senza accorgermene, una bottiglia di un vino rosatello che era una favola. Poco dopo mi sono appisolato e nel sonno ho avuta una apparizione che adesso cercherò di spiegarti …
-La nonna dice che tu bevi troppo vino!
-Sì principessa, la nonna ha sempre ragione. Però fammi continuare altrimenti smetto.
-Non ti interrompo più!
-Allora durante il sonno, improvvisamente mi avvolge un intenso alone di luce solare, che diventa man mano più intenso e quando mi sento accecare vedo che si materializza al centro la figura di un giovanotto e…
-Com’era nonno, era bello?
-Sì era bellissimo, era il giovanotto più bello che io abbia mai visto.
-Nonno, ma quanti anni aveva?
-Tesoro, purtroppo non ho avuto tempo di chiederglielo, ma penso sui venticinque anni.
-E poi cosa fa?
-Mi si siede di fronte senza parlare, non dice nulla, continuo a guardarlo nella sua tanta bellezza e noto che ha uno sguardo che mi mette paura. Ha grandi occhi azzurri che mi guardano intensamente e sembra che mi leggono dentro l’anima. Allora spaventato gli chiedo: -Chi sei? e lui mi risponde: -Lucifero l’Angelo della Luce- Allora io…
-Nonno che bello, ti ha portato tanti regali? Anch’io voglio vedere l’Angelo della Luce.
-No! Principessa non porta regali ma solo guai, perché Lucifero è Satana oppure più comunemente il DEMONIO.
-Nonno, allora ti sei spaventato molto, ma allora perché si chiama l’Angelo della Luce?
-Tesoro questa è un’altra storia molto lunga, che ti racconterò un’altra volta.