Inadeguatezza

Jonkoping   Svezia

Ricevimento del sindaco

due valchirie alabardate

all’ingresso del vasto

salone affrescato,

altre due ai lati del sindaco

a capotavola.

Quattro ragazze in costume,

con catini di acqua di rosa

e salviette umide e calde.

Mi siedo

penso al mio pessimo francese

ed  al mio scarso inglese.

Guardo il tricolore segnaposto

e lo vedo grande,grande,grande

e mi sento piccolo,piccolo,piccolo.

 

 

 

 

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Soft a Renzi

Sono un anziano di settant’anni, ottimista per natura ed ho sempre creduto nel mio prossimo, forse perché odio le bugie e presumo che gli altri non ne accampino con me. Sono una persona che crede nell’amore per il prossimo e cerco di comportarmi sempre educatamente nei confronti dei miei simili. Avendo attraversato tante legislature una peggio dell’altra, da stupido sognatore aspettavo il Messia. Quando tu hai preso il potere ero felicissimo, credevo in  un giovane che finalmente promette di fare piazza pulita della vecchia classe dirigente. Non mi sono mai illuso ma ho creduto in te, ti ho dato tutto il mio appoggio incondizionato, adesso mi sento tradito e per l’ennesima volta devo registrare un fallimento delle mie convinzioni. Oddio, un cattivo presagio lo avevo avuto, quando è stato trasmesso in televisione il passaggio di consegna con l’ex primo ministro Letta.  A mio avviso un gesto di cattivo gusto, però lo giustificavo pensando cazzo, non sarà un gesto fine, ma ha fatto capire agli altri che la cuccagna era finita, quindi machiavellicamente “il fine giustifica i mezzi”, quindi anche se contrario ai miei principi ho cercato di capirlo. A qualcuno che mi diceva di non fidarmi troppo rispondevo: che fra quelli che promettono cento e non fanno nulla, qualsiasi bischero che vada su, se raggiunge il venti per cento del promesso è già un eroe. Forte di questa convinzione ho continuato a difenderti, discutendo a voce alta con i miei parenti ed amici. Man mano che procedevi nel tuo percorso, man mano scendevi dal cento che ti avevo accordato, però siccome siamo esseri umani, non volevo ammettere con gli altri che il mio sogno cominciava a crollare. Poi con il passar del tempo ho dovuto ammettere di essere stato tradito per l’ennesima volta, e credimi quando si tradisce un sogno il perdono diventa sempre più difficile. Non sono un ingenuo è capisco che qualcuno ha appoggiato la tua ascesa ed oggi da ricattato devi renderne conto. Ma se non così non fosse sarebbe peggio, tu ti sei tagliato le gambe applicando la tua grande presunzione ed il tuo “IO” riflettendoti in uno specchio concavo. Come ti sei permesso con una nazione ridotta quasi ai minimi termini di munirti di un aereo così costoso? Cosa pensi di ottenere nei confronti degli altri Capi di Stato, facendo il gradasso e non guardandoti alle spalle il grosso debito pubblico che hai contribuito ad aumentare. La legge imposta, anche se buona, non riceve mai simpatie quindi viene ostacolata solo per partito preso. Forse tu sei convinto che il detto famoso “tanti nemici tanto onore” porti a qualcosa di buono, ma la storia ci insegna che non è così. Un cambio di  articoli costitutivi richiedono oltre che una grande suddivisione di popolo, anche una chiarezza di intenti. Eliminare il senato vuol dire che all’indomani del referendum, sia veramente chiuso a chiave ed i locali affittati a qualcuno che ne paghi la locazione. Solo così si conquista il consenso.

 

In bocca al lupo

 

Sovranità

Trovo 14 settembre 2016

Parola che ci riporta indietro alla prima metà del secolo scorso. Una di quelle parole che quando si pronuncia, si gonfia il petto di orgoglio scattando quasi sull’attenti. Questa mattina incontro un amico al bar e gli offro un caffè, vedo che è piuttosto alterato e gli chiedo se ha litigato con sua moglie. Mi risponde di no! E’ indignato con l’ambasciatore Statunitense per il suo schieramento per il  Sì al referendum, che forse non si farà più. Bisogna  attendere un altro terremoto , in modo che i mass media si concentrino su altri avvenimenti mandandolo nel dimenticatoio. Gli chiedo di spiegarmi il motivo della sua indignazione, e lui mi dice che questa ingerenza lede la nostra sovranità nazionale.Quando gli faccio notare che la nostra sovranità nazionale è talmente limitata, che quasi non esiste si incazza veramente. Allora gli faccio notare alcuni particolari che avvalorano le mie, mi auguro errate riflessioni:

E’ indice di sovranità non aver restituito tutti i soldi agli Americani del piano Marshall per la nostra ricostruzione nel dopoguerra?

E’ indice di sovranità avere nel nostro territorio le basi americane? Qualcuno obietterà asserendo che le abbiamo come alleati. Allora perché i nostri soldati non hanno una base negli Stati Uniti?

E’ indice di sovranità, quando un americano commette atti delinquenziali o comunque condannabili che non sconta mai la pena nelle nostre patrie galere?

E’ indice di sovranità, che ogni qualvolta si elegge un presidente del consiglio di qualsiasi colore politico esso sia, voli a Washington immediatamente come atto di cortesia? Non potrebbe trattarsi malignamente come un atto di sudditanza volto a prendere il beneplacito?

E’indice di sovranità, non riconoscere che anche fra i nostri soldati morti in guerra ci sono stati atti di eroismo? No gli eroi sono solo americani, neanche i Russi che l’hanno vissuta peggio di loro.

Per quello che ricordo, in  settantanni di alleanza, solo Bettino Craxi ha detto un secco no, ad una richiesta americana.

Poi diciamocelo con chiarezza, abbiamo persa una guerra e fintanto che non se ne vince un’altra la Storia la scrivono sempre i vincitori.

con affetto Ermanno

 

 

 

 

Il Coro di Trovo

Trovo il 14 settembre 2016

Max, Patrizia, Sara, Angela, Cinzia, Maria Pia,Rosa, Anna,Saverio,Vlad,Franco, Francesco e Valentino sono stati i componenti della serata di prove di ieri sera. Tredici persone che hanno dedicato il loro tempo libero per arricchire ed onorare il loro paese di una parte importante della sua componente sociale. Solo in occasione del matrimonio di mio figlio Andrea, sono riuscito a godere della loro esibizione gratuita,per la quale ringrazio ancora di tutto cuore. La professionalità profusa dal maestro Max nel cercare di amalgamare il tono delle diverse voci è encomiabile, come la sua pazienza nell’insistere nella  ricerca della perfezione individuale. Anche il Coro come il Palio annuale fanno parte di quelle strutture di intrattenimento che servono a fare amare il proprio paese, ed accomunare il popolo con lo spirito presente in ogni persona. Quello stesso spirito, che deve necessariamente smussare gli angoli  della competizione, non dimenticando che si tratta pur sempre di un gioco.

                                                                                                      In bocca al lupo  Ermanno

Oggi a Pavia

Pavia 13 Settembre 2016

Ore 12.00

Sto tornando da Pavia con mio figlio Andrea, siamo entrati all’INPS dove ci siamo fermati per pochi minuti, dopo aver trovato a fatica un parcheggio, ci rechiamo a ritirare lo scontrino del pagamento, costo minimo euro 1,20. Quando siamo usciti dall’INPS ci siamo recati alla Esselunga per comprare il pane, attraverso la passerella che porta al Palazzo della Regione. Prima di imboccarla troviamo come due alabardieri, sulla sinistra una donna sulla quarantina che inveiva contro qualcosa, sulla destra un bel ragazzo di colore che le rispondeva in qualche modo. Chiaramente il loro parlare era formato da pochi vocaboli, comunque volgevano a parlare male della nostra nazione. Io riflettevo mentre mio figlio indignato si rivolgeva contro di loro cercando di smentire quello che dicevano. Dopo un po’ ha smesso di indignarsi perché con molta cortesia ed educazione ci hanno convinto delle loro asserzioni. Li salutiamo, imbocchiamo la passerella che porta al palazzo della ragione, poi girando a destra  verso il supermercato. Da persona anziana mi sarei avvalso del corrimano metallico, ma non mi è stato possibile perché molto arrugginito.  Arrivato a metà della stessa cerco un pezzo non arrugginito e mi fermo per riposare un attimo. Intanto che faccio questo, alzo lo sguardo alla facciata del Palazzo della Regione, siccome non vedo bene e porto gli occhiali chiamo mio figlio Andrea  e gli chiedo spiegazione su tre pezzi di stoffa che vedo sventolare. Lui prendendomi sottobraccio mi conferma che i tre stracci che  svettano lassù corrispondono alle  bandiere che ci caratterizzano, quella Europea, quella Italiana e quella Regionale. Da presuntuoso storico italiano mi indigno, allora  Andrea mi fa ma notare l’immondizia che staziona nella zona sottostante e riesce a zittirmi. Non è possibile che questo succeda in una bella città, piena di storia , viva e giovane grazie alla sua Università,  una città del ricco Nord. Non vorrei essere frainteso da coloro che mi leggono. Mi rendo perfettamente conto che questa situazione non sia creata dagli amministratori locali, ai quali mando la mia simpatia, ma come dice il proverbio”Il pesce puzza dalla testa”

 

Ermanno e Andrea

Una Buona Serata

 

Quella di ieri sera, è stata una buona serata, potrei definirla bella ma questo è stato evidente, spero a tutti i partecipanti. Mi sono arrogato il diritto di studiarne l’atmosfera, vista da un estraneo, da uno che viene da fuori, anche se vivo qui da qualche anno. Ho notato una partecipazione straordinaria di persone, di quelle persone che non si incontrano quasi mai e con le quali sarebbe bello avere la possibilità di parlare almeno una volta nella vita. C’è stata una atmosfera allegra e gioviale, aleggiava nell’aria un qualcosa di festa antica, di quelle che fino alla metà del secolo scorso caratterizzavano la nostra contadinesca e pacioccona nazione. Quello che mi ha spinto a scrivere queste mie discutibilissime considerazioni è stato un fatto per altri irrilevante, ma per me importante. Un paio di signore non più giovani, che incontro abbastanza spesso e che provoco salutandole ad alta voce, che non mi rispondono, guardano dall’altra parte o per terra, ieri sera mi hanno sorriso. Ho notato che inconsciamente prima di farlo si sono guardate in giro. Sono una persona anziana nato e vissuto in un paesino di montagna. Perfettamente consapevole che questi atteggiamenti non sono fatti per distanziare le persone ma costituiscono un comportamento di retaggio medioevale, quindi senza alcuna malizia. Questo episodio ai fini della festa potrebbe sembrare assolutamente irrilevante, invece ne costituisce un cardine importante, perché e come se avesse unito i popoli, si è abbattuto un muro e costruito un ponte. Questa atmosfera ha permeato la festa, la gente sorrideva, si salutava calorosamente, mi ha dato l’impressione di una comunità italiana all’estero. Quando l’assenza della madrepatria riesce ad amalgamare le persone facendo diventare amici anche quelli che nella loro patria non lo sarebbero mai stati. Una persona che sorride scalda il cuore, come purtroppo ormai nel nostro Stato fallimentare si vede sempre meno. Come mi faceva notare ieri sera un mio amico  anche la tecnologia non sempre favorisce l’integrazione dei popoli. Il telefonino, internet ecc, sono state e sono grandi scoperte, ma vedere due fidanzatini seduti su una panchina a messaggiarsi parole d’amore, credetemi è veramente triste. Forse fra qualche tempo non ci sarà più l’uso della parola. Un grazie di cuore a tutti gli organizzatori che hanno saputo darci una speranza, quindi la carota davanti al naso.

Un bacio a tutti Ermanno