Una Buona Serata

 

Quella di ieri sera, è stata una buona serata, potrei definirla bella ma questo è stato evidente, spero a tutti i partecipanti. Mi sono arrogato il diritto di studiarne l’atmosfera, vista da un estraneo, da uno che viene da fuori, anche se vivo qui da qualche anno. Ho notato una partecipazione straordinaria di persone, di quelle persone che non si incontrano quasi mai e con le quali sarebbe bello avere la possibilità di parlare almeno una volta nella vita. C’è stata una atmosfera allegra e gioviale, aleggiava nell’aria un qualcosa di festa antica, di quelle che fino alla metà del secolo scorso caratterizzavano la nostra contadinesca e pacioccona nazione. Quello che mi ha spinto a scrivere queste mie discutibilissime considerazioni è stato un fatto per altri irrilevante, ma per me importante. Un paio di signore non più giovani, che incontro abbastanza spesso e che provoco salutandole ad alta voce, che non mi rispondono, guardano dall’altra parte o per terra, ieri sera mi hanno sorriso. Ho notato che inconsciamente prima di farlo si sono guardate in giro. Sono una persona anziana nato e vissuto in un paesino di montagna. Perfettamente consapevole che questi atteggiamenti non sono fatti per distanziare le persone ma costituiscono un comportamento di retaggio medioevale, quindi senza alcuna malizia. Questo episodio ai fini della festa potrebbe sembrare assolutamente irrilevante, invece ne costituisce un cardine importante, perché e come se avesse unito i popoli, si è abbattuto un muro e costruito un ponte. Questa atmosfera ha permeato la festa, la gente sorrideva, si salutava calorosamente, mi ha dato l’impressione di una comunità italiana all’estero. Quando l’assenza della madrepatria riesce ad amalgamare le persone facendo diventare amici anche quelli che nella loro patria non lo sarebbero mai stati. Una persona che sorride scalda il cuore, come purtroppo ormai nel nostro Stato fallimentare si vede sempre meno. Come mi faceva notare ieri sera un mio amico  anche la tecnologia non sempre favorisce l’integrazione dei popoli. Il telefonino, internet ecc, sono state e sono grandi scoperte, ma vedere due fidanzatini seduti su una panchina a messaggiarsi parole d’amore, credetemi è veramente triste. Forse fra qualche tempo non ci sarà più l’uso della parola. Un grazie di cuore a tutti gli organizzatori che hanno saputo darci una speranza, quindi la carota davanti al naso.

Un bacio a tutti Ermanno

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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