nonno, nonno è vero che sei un burlone?

20 maggio 2017

-Nonno, nonno è vero che sei un burlone?
-Principessa, chi te lo ha detto?
-La nonna, mi ha detto che tu fai sempre scherzi.
-Sì principessa, anche a me capita qualche volta di essere di buonumore e di fare come dicono a Milano il pirla, ma stai attenta questa è una parolaccia e non devi ripeterla.
-Va bene nonno, allora raccontami.
-Cara ti devo anticipare che queste burla avvengono senza premeditazione, ma scaturiscono da situazioni momentanee.
-Vuol dire che non ci avevi pensato prima?
-Brava proprio così.Tempo fa decisi di farmi crescere la barba per avere un’aria da intellettuale,però veniva brutta, bicolore bianca e nera, alla nonna non piaceva e non mi baciava più. Allora dopo un paio di mesi decisi di tagliarla. Quando mi ero rasata la guancia destra,squilla il telefono era la nonna che mi diceva di raggiungerla al mercatino per un affare. Allora torno in bagno mi lavo la faccia e parto, quando arrivo dalla nonna faccio ridere tanta gente. Questo mi ha gratificato perché anche allora non si rideva più, così ho fatto un’opera buona.
-Nonno, nonno raccontamene un’altra.
-Un volta mi sono vestito da donna, ho messo una parrucca nera e giravo per il mercatino con il tuo quadro rotondo cercando di venderlo…
-Nonno, nonno quale quadro ho fatto io?
-Ne hai fatto quattro a tre anni,ma uno solo su una tavola rotonda…
-Nonno ma io non sapevo dipingere!
-Adesso smettila di interrompermi, altrimenti non continuo più. Allora io ti davo i colori tu li utilizzavi con le mani, con gli stracci e con i pennelli. Alla fine firmandomi Erasmus, scrivevo una recensione individuando molte allegorie. In questo rotondo ne avevo individuato una ventina, attacco la recensione dietro al quadro e giro il mercato per venderlo. L’offerta più alta me la fese una signora Salvadoregna che mi offrì ben sessantacinque euro. Ma non l’ho venduta e adesso è nel sottoscala e te la porterai via insieme alle altre, quando ne avrai voglia.
-Nonno,nonno raccontamene un’altra.
-Sì va bene, però è l’ultima.
Al mercatino avevo un banco dove vendevo le monete da collezione, siccome di giovani che si dedicano a questo hobby non ce ne sono più, decisi di chiudere. Un giorno capita un signore sconosciuto che mi chiese alcuni prezzi, era un intenditore, mi fece un’offerta per tutta la collezione, mi sembrò adeguata e glie la diedi. Per festeggiare mi comprai un bicchiere di vino rosso, che mi servirono in uno di plastica bianca, andai fuori mi sedetti su una panchina e lo svuotai. Poi decisi di rilassarmi e lo appoggiai per terra ripromettendomi ci metterlo nel cestino in un secondo tempo. Senza che io facessi nulla in un’ora la gente che passava ci buttò dentro sette euro e cinquanta, due cicche e tre sigarette. Così inconsciamente avevo fatta l’esperienza dell’accattone. Le cicche e le sigarette le regalai i soldi finirono alla chiesa vicina.
-Nonno,nonno me ne racconti ancora?
-No! Eravamo d’accordo che fosse l’ultima.

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: