Rossella

Ore 17.00. Rossella ed io stiamo tornando  da una riunione tenutasi in una città vicina. Lo scopo era quello di ottenere fondi per un ampliamento della nostra struttura ospedaliera. Il risultato lo vedremo fra qualche mese, dopo decisioni prese in alto loco. Ho la radio accesa su una stazione di musica vintage io sono alla guida, Rossella è seduta di fianco, sta zitta. Non succede quasi mai che stia zitta per più di cinque minuti. La osservo, sempre molto bella, con una camicetta  attillata, abbottonata fino al collo, che evidenzia il suo prosperoso seno. La sua minigonna,  stando seduta, si ritira notevolmente lasciando scoperte una buona parte delle sue lunghe cosce.                Sul viso, una espressione seria ed assente, ma velata di mestizia e tristezza. Non si gira a guardare, lo sguardo fisso davanti a se. Non la importuno, perché ho l’impressione che stia soffrendo per qualcosa o qualcuno.  Ancora dieci minuti e non succede nulla, allora mi accerto che abbia allacciata la cintura di sicurezza, controllo il traffico nello specchietto retrovisore, ed all’improvviso faccio una frenata leggermente brusca. Uscendo dal torpore :

-Cosa fai? Sei matto? Perché hai frenato così?

-C’era uno scoiattolo che attraversava la strada e non volevo investirlo.

-Sarà! Ma io non l’ho visto.

-Nemmeno io!

Mi guarda, non parla, dopo un lungo silenzio :

-Sei un bastardo!

-Scusa mi lasci solo, non dici una parola, sembri assente e molto triste, mi piacerebbe farti uscire dall’evidente torpore che ti affligge.

-Stavo pensando al mio lavoro, ad alcuni problemi da risolvere.

-Se vuoi ne parliamo insieme, se posso ti aiuto volentieri.

-Da quanto tempo ci conosciamo eh? Me lo sai dire? Te lo ricordi?

-Si!  E’ stato nell’estate del 2003.

-Bravo! Esattamente il 28 giugno.

La guardo, è tornata a guardare davanti a se, nella stessa posizione di prima, con una espressione ancora più triste.   Dopo un po’ le dico:

-Senti cara, vuoi che telefoni a mia moglie e le chiedo se questa sera vuole che mangiamo una pizza insieme.

-No! Voglio solo andare a dormire.

-Se hai mal di testa o qualcos’altro dimmelo mi fermo alla prossima farmacia e ti prendo qualcosa.

-No! Non mi servono medicine.

Sto zitto. Proseguiamo un po’. Ad un certo punto Rossella,  si gira quasi di scatto verso di me ed in tono risentito afferma:

-Non ho ancora capito se, sei tutto cretino e deficiente, oppure ti diverti  a giocare come il gatto con il topo.

-Vale la seconda ipotesi, però non mi fa ridere per niente.

-Da quando l’hai capito?

-Praticamente da sempre! Dai tuoi atteggiamenti nei miei confronti: cerchi di starmi il più possibile  vicino, se faccio un complimento ad un’altra donna, salti sempre fuori con commenti sarcastici, peggio di una moglie gelosa, delle volte tendi a darmi ragione quando è evidente che ho torto, ecc.

-Perché finora non mi hai mai detto niente?

-Per non creare problemi insormontabili! Sono convinto che tendi a scambiare la stima per qualcosa di più che, probabilmente non esiste.

-No! Purtroppo non è vero, io ti amo. Ti amo da sempre. Non chiedermi il perché, ci ho pensato tantissime volte, e sinceramente non riesco a spiegarmene la ragione.

-Si! E’ vero, purtroppo l’amore è così non segue una linea logica. Quello più intenso arriva all’impazzata e con altrettanta velocità sparisce. Normalmente quello che si consolida con la frequentazione è quello reale. Ma è altrettanto vero che coloro che, non hanno conosciuto il vero amore, si adagiano convivendo tutta la vita con i loro dubbi ed incertezze.

-Ecco lo hai detto! Il mio è chiaramente di lunga durata, quindi quello vero.

-No! Non è assolutamente così, ho capito da molto tempo questa tua infatuazione, che scambi per amore, a mio avviso perdura solo perché non ha sfogo. Penso che il rapporto di coppia, dopo anni, tende a portare alla noia ed alla monotonia. Questo stato di inedia prolungata, se non viene ravvivato da novità comportamentali sia fisiche che  psichiche tende a deteriorarsi nel tempo. La conseguenza porta nei casi più eclatanti alla divisione della coppia, non per mancanza di amore, bensì per un suo uso improprio. Si consuma lentamente come una candela fintanto che un mattino uno, svegliandosi, si chiede:

-Ma chi è! Questo che mi dorme accanto? A questo proposito ti può   illuminare   e spiegarti meglio tuo marito che fa il filosofo di professione. Ti ho osservato,  molto spesso, quando parla Luigi, ti esalti e gli lanci sguardi complici. Girandosi verso di me Rossella con evidente emozione ed arrossendo chiede:

-Quindi se adesso,  io ti chiedessi di fare sesso, non ti interesserebbe e mi rifiuteresti?

-Sei matta! Per favore non dire scemenze! Sei talmente bella che riesci a scombussolare gli ormoni di ogni essere vivente.  Soltanto che sarebbe sbagliato, molto, troppo sbagliato. Certamente riusciremmo a far soffrire un bel po’ di persone che ci circondano e ci vogliono bene.  Poi sono convinto che l’atto fisico farebbe perdere la tua idealizzazione dell’amore, se vogliamo chiamarlo così. Ma, senza dubbio non lo è, le tue reazioni emotive ti hanno portato a vedere in me cose che non esistono.   Sono convinto che il tempo e la vicinanza ti hanno indotto a fantasticare trasformando la stima che hai per me in una figura che  nella realtà consiste solo in un sogno.

-Sei bravo con le chiacchiere, allora cosa dovrei fare?

-Assolutamente nulla, tu non ti rendi conto che alla tua non più giovane età stai vivendo un periodo estatico: quello dei ragazzi e dei primi amori. Vedrai che con il passar del tempo  non costituirò più il tuo punto di riferimento. Comunque, mi auguro che questa condizione non ti venga mai a mancare, ma che ti accompagni sempre. In questo modo  vivrai nel tuo intimo momenti di felicità, quella che solo i sogni sanno dare, addolcendo e rendendo più sopportabile la  noiosa quotidianità. Rossella pensa un po’, poi mi risponde:

-Arnaldo ! Allora tutta questa pappardella per dire che avrò per sempre la carota davanti. E’ questa la tua magica conclusione?

-Cara amica mia sono egoista, devo confessarti che non solo fai felice te stessa, ma anche me.

-Ah…bella questa! Ed in che  maniera?

-Amami in silenzio, intanto io lo so e  finché dura, ne sarò gratificato pavoneggiandomi davanti allo specchio.

-Ho sempre più ragione a dire che sei un bastardo… però… può darsi che, vada a finire così.

Rimaniamo in silenzio finché non arriviamo a casa sua, Luigi è fermo all’ingresso, guarda dalla nostra parte  e sembra in attesa ad aspettarci. Mentre scendiamo e ci avviciniamo, ci saluta calorosamente, poi mi dice:

-Arnaldo, vieni dentro, facciamo un brindisi con un buon tredici gradi e mezzo di rosso.

E…grazie per avermela riportata.

stralcio dal mio libro “Reset”

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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