Jus primae noctis


-Senti Daniele ti ho già detto, che si tratta solo di un antica bufala dammi retta e non insistere, non esistono prove storiche che comprovino una simile pratica.
-Francesco non farmi ridere, sai benissimo , che la storia la dettano i vincitori, quindi loro sono i buoni e gli altri i cattivi. Lo “jus primae noctis” ovvero il “diritto alla prima notte”viene descritto già nel XVI secolo dal fìilosofo scozzese Hector Boece, che ci riporta il decreto del re scozzese Evenio III. Il quale afferma che “il padrone delle terre può disporre della verginità di tutte le ragazze che vi abitano” e…
-Daniele scusa se ti interrompo, ma questo fantomatico re Evenio III sembra che non sia mai esistito, quindi figurati da che pulpito viene la predica.
-Ascolta Francesco è inutile che ti inalberi, devi sapere che già nella Mesopotamia di duemila anni fa si parlava di questa pratica. I re Libici avevano il diritto di deflorare le vergini che si accasavano, lo diceva già Erodoto nel V secolo a.c.
-Daniele questo non dimostra nulla, non è una imposizione del signore di turno, ma una costumanza dell’epoca, che non dimostra un accidente.
-Francesco, allora cosa mi dici di tante località dell’Italia meridionale che parlano di questa pratica, in Puglia, in Liguria, in Umbria ecc?
-Senti caro Daniele lo “Jus primae noctis” è una fantasia medievale, forse cantata da menestrelli e da scrittori in cerca di successo. Probabilmente ampliando la legge che consentiva al signore di essere il proprietario delle terre e delle persone che ci lavoravano. Quindi se una ragazza si sposava con un giovane di un feudo vicino, il signore si faceva pagare la perdita delle braccia per il lavoro.
-Francesco puoi dire quello che vuoi ma sai che la voce del popolo, contiene sempre una parte di verità.
-Sì Daniele! In questo puoi aver ragione , ma tieni presente , che nel corso dei secoli, i contadini hanno fatte varie rivolte nel Medioevo e Rinascimento. In una di queste, nei primi del cinquecento, sono documentate alcune richieste scritte, ma non figura questa. Siccome scotta parecchio in testa, figurati se non ne avessero richiesta l’abolizione.
-Senti Francesco chiudiamola qui, mi sono rotto, ognuno rimane sulle sue posizioni e direi adesso di farci una bella bevuta comune.
Mi alzo e chiamando Giovanni:
-Signori offro io! Giovanni da bere per tutti.

Stralcio dal mio libro di prossima pubblicazione
“La locanda di mia Moglie”

Autore: riflessioniopinioni

sono nato in un paesino dell'alto Molise, la sera di pasqua del 1947. A Milano da mezzo secolo, sposato, con tre figli ed altrettanti nipoti. vivo in un bel paese della campagna pavese. ho svolto molte attività, leggo da sempre e scrivo libri da cinque anni. Genere romanzi, gialli, storici e per bambini

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